Lo si pensava da tempo e i fatti ci hanno dato ragione: le assicurazioni di ministri, politicanti vari e comitati di contorno, sull’approvazione del CIPE per il progetto della Ragusa-Catania erano tutte basate su supposizioni personali degli autori.
Tutti ci hanno detto, da tempo, che ogni cosa era a posto e il passaggio al CIPE sarebbe stato solo una formalità, in tanti hanno dato per certa, in più occasioni, l’approvazione definitiva, ma nessuno ha potuto mostrare credibilità e autorevolezza tali da far vedere l’apertura dei cantieri.
Anche l’ultima aggregazione di sindaci del territorio, che ha coinvolto anche l’ultimo arrivato, il nostro Sindaco Cassì, eletto a giungo dello scorso anno, sI è profusa in gite a Roma, riunioni con tanto di fotografia, per riportare a casa il nulla.
L’ultimo disperato tentativo è stato quello di aggrapparsi al Ministro per il Sud, Barbara Lezzi, che da buona politica assuefatta presto alle consuetudini di quella classica, da prima e seconda repubblica, aveva anche lei dato le sue assicurazioni sull’imminente esito positivo dell’iter per il raddoppio della 514.
Come avevano fatto Del Rio, Renzi, Gentiloni e altri papaveri del precedente governo a guida Partito Democratico.
Poi qualcuno, anche fra gli esponenti locali del Movimento 5 Stelle, ci dovrebbe spiegare perché si è trattato con la Lezzi e non direttamente con il Ministro delle Infrastrutture Toninelli.
Pare che a mettersi di traverso sia la Ragioneria dello Stato, che non vede chiaro nel progetto di finanza e tira fuori cavilli ad ogni riunione, come già aveva fatto in una riunione pre-CIPE della settimana scorsa, alla quale, addirittura, pare abbia partecipato il vicePresidente della Regione, il prof. Gaetano Armao, che si muove con abbondante disinvoltura e con altrettanta praticità e ricchezza di contatti personali all’interno dei palazzi romani.
Il fatto che nemmeno un personaggio della caratura di Armao riesce nell’intento di portare a casa il risultato, ricordiamo che il prof. Armao ha tirato fuori, dal cilindro, la questione del trasferimento della sede legale del privato in Sicilia, per far sì che l’incasso dei tributi nell’isola possa essere trasferito a favore dell’opera, depone a sfavore di una soluzione positiva della vicenda che, a questo punto, si impantana sempre di più.
Quello che manca è anche autorevolezza, dei componenti del nuovo governo che, come si è visto per altre faccende, sono vittime dei burocrati di stato, dei missionari a Roma che, evidentemente, rappresentano solo sé stessi, autorevolezza della politica locale e della deputazione che, a scanso di equivoci, è stata del tutto assente nella vicenda.
Non è che un’altra puntata di quel teatrino della politica locale che vede solo personaggi inadeguati al ruolo e senza alcuna autorevolezza, almeno solo per farsi dire come stanno effettivamente le cose.
Il Sindaco Cassì, fedele al suo stile, non alza i toni come dovrebbe, constata che le poco rassicuranti notizie delle ultime ore sono state confermate da una nota del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Già non si comprende perché si tratta con al Lezzi e la nota la invia Toninelli.
Per il Sindaco Cassì, come evidenzia nella nota, la risposta può essere solo quella della strategia portata avanti negli ultimi tempi, facendo sentire unitamente una voce forte e restando in guardia, ormai scottati da trent’anni di attesa.
Si confida, ancora, nell’operato del ministro per il Sud Barbara Lezzi, mentre “è attivo un coordinamento tra gli attori del nostro territorio per avere maggiori delucidazioni su questa “frenata” che non vogliamo si tramuti in stop”.
