Saltano le Commissioni 1ª e 3ª per mancanza del numero legale

di Cesare Pluchino
La maggioranza pentastellata decide di non decidere per i Presidenti delle Commissioni Affari generali e Ambiente

Ufficialmente è mancato il numero legale, in entrambe le sedute convocate per eleggere i Presidenti e i vice delle Commissioni, finora presiedute da Gianluca Morando e Giovanni Liberatore.
Quello che, fino alla sera precedente, sembrava doveva essere un esito scontato ha subito, in realtà, un blocco nella strategia pentastellata che, secondo i bene informati, doveva sostituire i Presidenti in carica.
Per Morando si trattava di togliere il mandato ad un esponente dell’opposizione, come, pare, sarebbe accaduto, in seguito, anche per Mirabella nella sesta commissione, mentre appariva probabile la sostituzione di Giovanni Liberatore, alla guida della commissione ambiente, per sua stessa richiesta.
All’ora della convocazione per la 1ª Commissione, rispondevano all’appello solo i consiglieri Castro, Morando, Marino e Mirabella. Assente Chiavola del PD, come pure i grillini Schininà, Tringali, Di Pasquale, Federico e Gulino, alcuni giustificati, altri no. Presente anche, ma solo come capogruppo, con facoltà di intervento ma senza possibilità di voto, Sonia Migliore.
Che la mancanza del numenro legale fosse una mossa preordinata era testimoniato dalla presenza, fuori dalla sala commissioni, di almeno due consiglieri pentastellati componenti la commissione.
Confermate, quindi, le fibrillazioni interne al gruppo consilaire del Movimento 5 Stelle, per la contrapposizione fra una componente ‘morbida’, disponibile a concedere ancora presidenze di commissione e l’ala dura, ‘talebana’, che vorrebbe rifarsi di tutta l’opposizione ‘subita’ nei primi 26 mesi di consiliatura.
In mattinata, mentre venivano confermate le voci sulle sostituzioni di Morando e di Mirabella che erano state già decise, emergeva l’intenzione dei pentastellati di lasciare la presidenza della 5ª Commissione, Cultura, al consigliere Ialacqua, del Movimento Città. Lo stesso, interpellato, confermava quella che sembrava solo una ipotesi, precisando che avrebbe, comunque, accettato, previa apposita dichiarazione,  solo in qualità di componente dell’opposizione.
Se la conferma del consigliere Ialacua alla presidenza della commissione cultura poteva essere giustificata dalle competenze specifiche in materia, si rinnovavano gli interrogativi dei criteri politici che stavano alla base delle decisioni del gruppo pentastellato, dal momento che l’opposizione condotta, soprattutto negli ultimi mesi dal rappresentante del Movimento Città non ha risparmiato censure e critiche feroci all’indirizzo dell’amministrazione Piccitto, una opposizione quella di Ialacqua, puntuale, sempre decisa nei contenuti e talvolta dolcemente feroce nei toni e nella reprimenda rivolta a far emergere le disattenzioni verso quanto promesso in campagna elettorale su grandi e importanti temi quali l’ambiente, le trivellazioni, le politiche energetiche e la programmazione.
Anche per il secondo appello, in commissione ambiente, solo quattro i presenti, Ialacua, Chiavola in sostituzione di D’Asta, Migliore in sostituzione di Nicita e Stevanato in sostituzione di Spadola.
Assenti Tumino, Antoci, Sigona, DiPasquale, Liberatore e Brugaletta.
Ne emerge un quadro politicamente desolante, per la guida di commissioni che non sono determinanti per la vita amministrativa, la cui presidenza è, comunque soggetta, ancorché detenuta dalla minoranza, ai voleri della componente prevalente di maggioranza.
Appaiono del tutto prive di senso le malcelate aspirazioni, per il mantenimento della carica, dei Presidenti uscenti che dovrebbero, invece, percepita l’aria che tira, lasciare ogni responsabilità di conduzione ai grillini, forse mettendo anche in imbarazzo una formazione che non troverebbe la quadra delle nomine abbastanza facilmente.
Delle modifiche allo Statuto e al regolamento dei lavori d’aula e delle commissioni, queste ultime sono risultate quelle dove la maggioranza ha sistemato le cose come non è riuscita a fare altrove:  numero dei componenti ridotto e  maggioranza assicurata, ma, evidentemente, tutto ciò non è bastato per attuare funzionalità e speditezza dei lavori che, come pare, non erano impantanati per la presenza delle opposizioni ma lo sono, invece, per l’incapacità e la poca competenza della maggior parte dei consiglieri del Movimento 5 Stelle, evidentemente arrivati troppo presto alla politica.

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