Un comunicato per annunciare il secondo incontro del Comitato cittadino del Movimento 5 Stelle, costituitosi su input dell’on.le Stefania Campo. Si tratta di una riunione riservata a iscritti e portavoce (gli eletti) che si terrà in una sala di un locale pubblico, a Ragusa, stasera, martedì 11 ottobre, per continuare ad approfondire i punti e i temi che interessano il percorso che porterà alle elezioni comunali del 2023.
Da punto di vista della politica cittadina, la riunione fa notizia nell’apparentemente assonnato clima prelettorale nel quale nessuno si vuole scoprire, tutti fanno pretattica, molti avanzano ipotesi di voler essere coinvolti nell’amministrazione della città, ma non scoprono con chi e come, pochi, eccetto il sindaco in carica, fanno intravedere candidature, si lavora sottotraccia più che per trovare il candidato ideale, per trovare le giuste alleanze.
Come abbiamo avuto modo di accennare, per l’occasione della prima riunione di questo comitato cittadino, che potremmo definire dell’on.le Campo, in quanto pare che i veri autorevoli esponenti del Movimento 5 Stelle di Ragusa, dai consiglieri comunali all’ex sindaco Federico Piccitto, erano all’oscuro, e pare lo siano tuttora, di questo comitato, della sua formazione e delle vere finalità, la notizia, fornita da un comunicato stampa della Campo, ha suggellato, se ce ne fosse stato bisogno, la rottura fra i portavoce di Ragusa e la deputata regionale.
Una freddezza di fondo nei rapporti nata delle vicende relative agli esiti della campagna elettorale ultima per le comunali, nella quale l’impegno della Campo, secondo fonti interne al Movimento, era stato dedicato più alla ricerca di posti in giunta che non ad un impegno pieno, e incondizionato, per il candidato Tringali.
Da quattro anni, i rapporti sono rimasti formali e non c’è stata mai nessuna parvenza di collaborazione, nemmeno istituzionale, come sarebbe stato naturale fra eletti comunali e il deputato regionale che avrebbe dovuto essere di riferimento.
Le ultime vicende dei 5 Stelle, a livello nazionale e regionale, il forte calo dei consensi rispetto al 2017 e al 2018, le scissioni, gli abbandoni, il ruolo non sempre ben definito di Conte all’interno del Movimento, avevano contribuito a cristallizzare una situazione difficile, dove nessun ha voluto prendere posizioni chiare e tutti hanno cercato la candidatura alle ultime consultazioni.
Alle regionali, molti chiedevano una candidatura di Tringali, la Campo è riuscita ad essere l’unica candidata del capoluogo, c’erano state avvisaglie di sostegno compatto in città, alla fine gli eletti di Ragusa hanno sostenuto apertamente il candidato di Vittoria, l’avv. Gurrieri, la cui candidatura ha fatto temere il peggio alla Campo, considerato anche il notevole calo di consensi rispetto alla precedente elezione.
Non abbiamo remore a definire legittimo, ad elezione avvenuta, l’atteggiamento della Campo nei confronti di chi l’ha apertamente osteggiata, del tutto naturale che voglia imporre la propria leadership nel Movimento, a Ragusa e in provincia.
Senza voler entrare nelle vicende interne, non sembrerebbe che ci siano difficoltà per rivendicare una leadership, peraltro scarsamente rivendicata da altri, per una azione politica quasi inesistente.
Pare ci siano sacche di dissenso nei confronti della Campo a Ispica, oltre a quelle di Ragusa, e nella zona dell’ipparino, dove ci sarebbero l’avversario candidato Gurrieri e la ex deputato Vanessa Ferreri.
Ma la questione di fondo è che le leadership non si pretendono, né si dovrebbero conquistare, dovrebbe essere il consenso generalizzato a chiedere la guida di questo o di quel personaggio, indipendentemente dalla carica elettiva.
La Campo, pur detenendo una posizione di innegabile primato nelle gerarchie politiche, non avrebbe molto da temere da leadership estranee al suo cerchio magico, cinque anni all’ARS non li può toccare nessuno, dopo due mandati dovrà tornare a fare l’architetto, a meno che non ambisca, come hanno fatto i big a Roma, a conservare ruoli di vertice nel Movimento, possibilmente retribuiti come sta avvenendo a livello nazionale.
Avrebbe potuto attendere le prossime comunali, avrebbe potuto preparare il terreno per i suoi fedelissimi, avrebbe potuto attendere i risultati degli eletti non della sua parte e tirare le somme a giugno del prossimo anno, senza irretire nessuno e senza rendere l’aria, all’interno del Movimento, irrespirabile.
Evidentemente, non è certa di una sua netta superiorità alle prossime comunali per il numero di consiglieri da eleggere ma intende rivestire un ruolo di prima linea per le prossime consultazioni, in vista di alleanze accordi
Giusto o sbagliato che sia, ha scelto la strada di una rottura non solo definitiva, ma plateale, ostentata, tesa quasi ad eliminare, politicamente, gli avversari.
Lo ha fatto con una intervista rilasciata al quotidiano locale, nella quale rivendicando, senza esitazione, il ruolo di protagonista per le prossime interlocuzioni con forze politiche e sociali per le prossime comunali, ha mirato esclusivamente a colpire chi assente, da anni, nell’aula consiliare, rivendica ruoli e incarichi di prestigio.
Un chiaro attacco a chi avrebbe anteposto ambizioni personali all’unità del Movimento e alla possibilità di mantenere il deputato nella città. Un chiaro attacco a Tringali che, nel sentire comune, assieme a Federico Piccitto, assieme a qualcuno che non sta in prima linea, è il nome importante del Movimento nel capoluogo che, poi, è la roccaforte dei 5 Stelle in provincia.
Tringali non ha mostrato di prendersela più di tanto, ha dato poca importanza alla Campo e alle sue esternazioni, supportato, piuttosto, da qualche commento favorevole sui social che ha espresso la necessità
“che i portavoce eletti del M5S, oggi presenti in consiglio comunale, sono e saranno un punto di riferimento imprescindibile per tutti. I consiglieri comunali del M5S, a Ragusa, conoscono i tanti problemi della città e dei cittadini. Sono loro che possono garantire la prosecuzione di un percorso ove competenza e conoscenza sono indispensabili. La buona politica si fa con l’esperienza di chi ha lottato e lavorato da anni dentro la città e mettendo tutto a disposizione di ogni cittadino che vorrà impegnarsi in futuro.
Un messaggio, fin troppo chiaro, che non ci si può sbarazzare tanto facilmente di eletti, ancorché avversari all’interno del Movimento, nient’altro che una delle tante faide interne del movimento che doveva aprire la scatoletta di tonno e ha trovato, invece, soggetti, che del tonno non possono fare a meno, senza intenzione di farne gustare, anche una minima parte, ai vicini di tavolo.
Non contenta delle dichiarazioni rilasciate alla stampa, forse irritata per l’assoluta indifferenza mostrata da Tringali ma diffusa anche nell’opinione pubblica infastidita da piccole beghe di bassa politica, la Campo ha voluto rincarare la dose con un suo post sui social precisando che le sue esternazioni erano state, addirittura, ridotte, forse per economia di spazio.
Ha voluto ribadire il suo pensiero, ma tutti avevano capito benissimo, anche perché la giornalista è una delle più qualificate per quanto attiene alla cronaca politica locale e ha saputo rendere, come sempre, la sostanza delle cose, spesso impresa difficile in politica.
Ha scritto la Campo: “Sono rimasta stupita, durante la campagna elettorale per le Regionali, dalle scelte politiche fatte da alcuni nostri consiglieri comunali di Ragusa, visto che il primo obiettivo, soprattutto per loro che rappresentano il civico consesso, avrebbe dovuto essere esclusivamente quello della tutela della rappresentanza della nostra città e quindi della riconferma del seggio cittadino al Parlamento siciliano.
E, quindi, mi sarei aspettata il loro massimo impegno per raggiungere l’obiettivo mostrandoci più compatti che mai, innanzitutto nella nostra città. Ciò non è avvenuto. Questo comportamento, fra l’altro proprio a ridosso delle elezioni comunali del prossimo anno, ha messo a rischio la rappresentanza cittadina del Movimento 5 Stelle all’Ars favorendo, di fatti, altre forze politiche a noi concorrenti; rischiando anche di produrre un grave danno, in termini di affidabilità e trasparenza, nei confronti del nostro elettorato storico, così come nei confronti dei nuovi sostenitori.
La valutazione che faccio, deve essere chiaro a tutti, non è personale ma è politica. Si è scelto, nel concreto, di anteporre i propri interessi personali, più o meno politici, se non addirittura le proprie ambizioni interne al Movimento, rispetto al dovere di tutelare la città e l’unità del Movimento cittadino.”
In pratica, la deputata vorrebbe acclarare un principio secondo il quale un eletto del Movimento 5 Stelle dovrebbe votare solo il candidato della sua città, senza valutare altre candidature del territorio, possibilmente ritenute più adeguate alle esigenze del Movimento e più autorevoli.
Quasi un disconoscimento della preferenza, un tentativo di annullare altre candidature ancorché volute dai vertici del Movimento, un chiaro segnale della paura vissuta di non farcela, ma non perché, come specificato, fossero state favorite altre forze politiche, ma un altro autorevole candidato.
La Campo si poteva fermare all’organizzazione del Comitato cittadino e sarebbe bastato.
Una brutta pagina di politica, in linea con quanto il Movimento ha fatto vedere negli ultimi tempi, a livello nazionale e regionale. La Campo si è voluta adeguare.
