di Cesare Pluchino
Il lavoro del civico consesso si trascina stancamente, fra comunicazioni di poco conto e atti che arrivano con il contagocce
Solo l’ultima seduta del Consiglio Comunale, che seguiva la presentazione dell’emendamento sulle royalties alla commissione finanze dell’assemblea regionale siciliana, da parte del deputato DiPasquale, ha visto una serie di interventi che hanno attirato l’attenzione.
Per il resto, un andamento lento dell’assemblea cittadina che esamina i pochi atti che arrivano dalla giunta, non ne propone e assiste impotente, ma, forse, anche compiaciuta, alla ormai esaurita vena dei consiglieri di opposizione che si inventavano ordini del giorno e atti di indirizzo, destinati alla bocciatura, ma che, pur sempre, facevano vedere che il consiglio si interessava di qualche cosa.
Le sedute si esauriscono in poche ore e quasi mai si va oltre l’ora di cena.
L’argomento dell’emendamento sulle royalties e sulla forma autonoma di finanziamento della Legge su Ibla, voluto dall’on. le DiPasquale, ha provocato stizziti interventi dei consiglieri comunali, senza distinzione di colore.
Anche quello del capogruppo del Partito Democratico, Massari, si è rivelato in forte opposizione all’operato del deputato regionale, la cui azione è stata considerata a livello personale, non rispondente alla linea del partito, almeno a livello ragusano.
Il forte dissenso espresso da Massari, come espressione di un partito dove si pensa e si dissente e nel quale ogni esponente è responsabile nell’ambito politico in cui opera, non gli ha impedito di giudicare il linguaggio di altri consiglieri non adeguato.
C’è dissenso sulla qualità dell’emendamento per i criteri introdotti con un atto che crea confusione, ma non si possono estendere uniformemente responsabilità a chi non se ne può assumere.
Una chiara posizione che riflette ancora le contrastanti posizioni all’interno del PD ragusano che appare sempre più una stazione di transito, nei suoi vari circoli e nelle sue diverse articolazioni correntizie.
Un emendamento pazzesco, per Sonia Migliore che non può condividere la scelta di far ricadere sui cittadini ragusani le criticità della regione, per quanto ha sottolineato che le royalties si perdono nei meandri del bilancio e hanno trovato, a Ragusa, un assessore che non ha rispettato il dettato della legge e ha utilizzato i fondi per un aumento spropositato della spesa corrente.
Sulla linea espressa in conferenza stampa, gli apprezzamenti dell’assessore Salvatore Martorana per l’ex sindaco DiPasquale, mentre ancorati alla convinzione della mossa mirata nei confronti dell’amministrazione a cinque stelle, gli interventi dei consiglieri del Movimento, Disca, Dipasquale e Porsenna che non hanno mancato di infierire, politicamente, sull’agire dell’onorevole ragusano, mettendo in luce la scarsa coerenza su fatti attinenti alla questione.
Restano da esitare le comunicazioni dei consiglieri Lo Destro, Chaivola, D’Asta e Agosta che riserveranno di certo non poche sorprese, precipuamente sull’argomento, soprattutto da parte dei fedelissimi dell’on. le DiPasquale, i consiglieri del PD Chiavola e D’Asta, le cui considerazioni saranno interessanti, soprattutto in merito alla valutazione esternata dal loro capogruppo.
Un ampio e articolato dibattito in aula è stato determinato dall’unico punto all’odg, l’annullamento della deliberazione di C.C. n.77 del 1° dicembre 2009 avente per oggetto “Adeguamento elaborati e norme di attuazione del PRG all’art.4 del decreto di approvazione A.R.T.A. del 24.02.2006 a supporto degli uffici e dell’utenza” (proposta di delib. di G.M. n.35 del 31.01.2014).
Un atto di carattere urbanistico che si trascina da due anni, per restare all’amministrazione grillina, una meraviglia della vecchia politica impantanata nei labirinti del piano regolatore incagliato nella incapacità e negli interessi della classe politica locale che ha assistito impotente ad una storia alimentata dalla complessità della politica palermitana.
Gli interventi in materia, retaggio solo di pochi consiglieri, primo fra tutti, per le sue competenze professionali, Maurizio Tumino, nonché del Presidente del Consiglio, Iacono, che si è attivato non poco per ottenere chiarezza sulla materia, e del Presidente della Commissione competente, Massimo Agosta, che ha approfondito i termini delle questioni in esame, se non altro in ossequio al suo ruolo.
Per il resto, come d’altronde prevedibile, retorica e filosofia su una materia che si rivela ostica per chiunque.
Il dibattito, come al solito, ha evidenziato le criticità delle passate amministrazioni, compresa la gestione commissariale e i ritardi dell’attuale, ma, come spesso avviene, nessuno si è spinto nemmeno a chiedere di eventuali responsabilità per una sorta di immunità politica di cui sembrano godere gli amministratori del passato e i dirigenti che hanno avallato le scelte politiche.
Il nuovo, il Movimento del cambiamento, del rinnovamento, nulla ha apportato di diverso ad un andamento inconcepibile della gestione e della cosa pubblica.
Tumino ha dichiarato che, dal 2011, ha sollecitato amministratori e uffici per fare chiarezza sulla materia e per l’annullamento della delibera del 2009: dal gennaio 2014, l’attuale amministrazione, venuta a conoscenza delle discrasie, prometteva di mettere tutto a posto, ma in due anni non è cambiato nulla.
Tumino si chiede perché, per due anni, tutto è rimasto nei cassetti, ponendosi le domande: ‘Cosa abbiamo aspettato? Chi abbiamo aspettato? Forse si è voluto dare la possibilità a qualcuno di fare qualcosa? sollevando interrogativi non di poco conto.
C’è voluto tempo anche per conoscere quante concessioni edilizie erano state rilasciate in virtù delle difformità, una marea di risposte, nessuna, forse, diverse, tante…, poi alla fine si scopre che ci sono da esaminare oltre 1.100 concessioni, materia delicata per utenza e per i tecnici che li hanno rilasciate.
Tumino chiede se sono salvi i diritti di quanti hanno edificato con concessioni in forza di questa delibera che ora si deve eliminare, in autotutela.
In pratica, come ha sottolineato Massari, siamo davanti al PRG approvato nel 2006, che, forse, non doveva essere approvato, che doveva essere emendato secondo le prescrizioni della regione, un atto che rispecchia, secondo il capogruppo del PD, la politica ragusana degli ultimi 20 anni.
Dirimente l’intervento del Presidente del Consiglio Iacono che ha voluto sottolineare come occorre fare attenzione su una materia estremamente delicata, sulla quale ha posto attenzione, non appena insediato, al vertice del civico consesso,
Già dall’ottobre del 2013, Iacono ha inoltrato agli organi comunali competenti precise richieste di chiarimenti e delucidazioni, segnalando che, in ogni caso, gli atti di una materia pur complessa e irrisolta sono stati inoltrati alla Procura per le opportune verifiche, nelle more di un lavoro svolto dagli uffici tecnici per venire a capo ella situazione, per la quale è stato propedeutico alla definitiva soluzione l’ annullamento della delibera all’ordine del giorno, al fine di poter predisporre gli atti opportuni agli adeguamenti richiesti dalla regione.
Per la serata di giovedì 18 febbraio, in programma un’altra seduta di consiglio comunale che propone all’OdG i seguenti punti
1) Approvazione verbali sedute precedenti: 3-10-11-15-17-21 dicembre 2015 e 7-11-19-20 gennaio 2016;
2) Ordinanza TAR Catania n.826/2015. Riesame manifestazione d’interesse proposta da Bruno Giuseppina, La Licata Rosanna e La Licata Loretana (proposta di delib. di G.M. n.498 del 15.12.2015);
3) Modifica convenzione urbanistica tra il Comune di Ragusa e le cooperative assegnatarie del Piano Attuativo di C.da Nave approvato con deliberazione di C.C. n.30 del 29.03.2010 per la costruzione di n.96 (novantasei) e 103 (centotre) alloggi (proposta di delib. di G.M. n.238 del 21.05.2015);
4) Adeguamento oneri concessori legge 28.01.1977 n.10 per l’anno 2016 (proposta di delib. di G.M. n.503 del 18.12.2015).
