di Cesare Pluchino
Un’immagine indecorosa per la città. Ne escono sconfitte maggioranza e opposizione
Una seduta di Consiglio comunale indegna per la Città di Ragusa. Ne escono sconfitti tutti, consiglieri di maggioranza e di opposizione.
Ci permettiamo di rilevare come si possa considerare troppo inutilmente tollerante anche la conduzione della Presidenza del Consiglio che, sempre apprezzata per le doti di grande equilibrio e di trasparente equidistanza fra le parti, risulta troppo permissiva di fronte ad atteggiamenti che non rientrano nel contesto di una convivenza civile e democratica.
Se la seduta di martedì 24 marzo è arrivata ad un rinvio dei lavori e ad una chiusura apparentemente normali, lo si deve, appunto, alle capacità di conduzione e di mediazione della Presidenza e di qualche esponente delle opposizioni ancora lucido, ma, soprattutto, alla grande signorilità di due protagonisti, loro malgrado, degli incresciosi episodi di violenza verbale e quasi fisica che hanno caratterizzato l’epilogo di una estenuante e stucchevole seduta magistralmente orchestrata dalle opposizioni che hanno, per il loro indiscutibile ruolo, anche cercato di strumentalizzare il corso della natura per cercare di mettere in difficoltà una maggioranza ancora una volta incapace, in questo caso anche solo di farsi rispettare.
Prima l’assessore Salvatore Corallo, e subito dopo il consigliere Dario Gulino sono riusciti, anche per rispetto dell’aula e dell’istituzione, a mantenere la più assoluta calma di fronte a gratuite aggressioni verbali, il primo, e aperte minacce di violenza fisica il secondo, comportamento che ha evitato più serie evoluzioni dello sconcertante epilogo della seduta.
Non c’è stato nessun esponente delle opposizioni che abbia saputo richiamare all’ordine i colleghi esagitati, non c’è stato nessun esponente della maggioranza capace di protestare vivacemente per l’indegno spettacolo.
Se, come qualcuno ha tentato di cominciare a fare già prima di rinviare la seduta, si cercherà di stendere sulla vicenda un pietoso velo di tolleranza su comportamenti indecorosi, che si vorrebbero ascrivere nel novero di un ordinario scontro politico, ne uscirebbe lesa l’immagine di un civico consesso che si ufficializzerebbe nelle mani di spregiudicati provocatori con atteggiamenti sfrontati e arroganti, anche al limite della violenza personale.
Due episodi, direttamente collegati agli incresciosi fatti, sono da annoverare: come è ormai consuetudine, alle sedute di consiglio comunale assistono cittadini direttamente interessati agli argomenti all’ordine del giorno. Non è un pubblico normale che assiste, disinteressatamente, ai lavori, diventa, naturalmente, elemento di pressione sui consiglieri che possono essere condizionati nei loro interventi.
E’ avvenuto con i residenti di Bruscè, con i lavoratori del Consorzio Universitario, con quelli dell’igiene ambientale, con quelli dei servizi cimiteriali, con tanti altri che hanno, però, sempre mantenuto comportamenti ineccepibili, ad eccezione solo di qualche isolata intemperanza verbale, rientrata in maniera sollecita.
Nella seduta di martedì 24 marzo l’indecenza è arrivata anche da parte di uno ‘spettatore’ che, evidentemente non soddisfatto dell’esito dell’ordine del giorno in esame, si è permesso di gridare all’indirizzo della maggioranza pentastellata: ‘’Vergognatevi’’. Un comportamento inaudito, di fronte al quale la maggioranza è rimasta, inspiegabilmente, indifferente.
Anche episodi di questo tipo, se tollerati, costituiranno salvacondotto per ogni tipologia di elemento che vorrà sfogare istinti di ogni genere.
Più grave, per aspetti legati alla trasparenza del Palazzo, la mancanza di archiviazione sul sito istituzionale del Comune, della registrazione della seduta, nell’apposito spazio dedicato alla diffusione in streaming delle stesse.
Mentre finora, pare per ordini dirigenziali, ci si è limitati a censurare parti ‘’imbarazzanti’’ delle sedute, relative a scambi verbali fra consiglieri e con l’amministrazione, questa volta non c’è traccia della registrazione, almeno fino alle ore 14 di mercoledì 25 marzo, orario in cui è stata inserita solo la prima parte della seduta, esattamente 2 ore 34 minuti e 19 secondi.
Fino alle ore 15.45 ancora nulla. Si fa appello all’autorevolezza della Presidenza del Consiglio, per venire a capo di questo presunta censura.
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