di Cesare Pluchino
Il Laboratorio politico culturale 2.0, che fa riferimento al consigliere comunale Sonia Migliore, impegnato in una campagna acquisti che non conosce sosta, distinzioni di appartenenza politica e di ideologie, quando ce ne sono
Già il titolo, l’incipit del comunicato del direttivo del Laboratorio politico 2.0 lascia poco spazio ai commenti.
“Il consigliere comunale Manuela Nicita, alcuni esponenti di Fratelli d’Italia, il Club Xiumé di Forza Italia, oggi hanno ufficializzato il loro appoggio al Laboratorio politico culturale 2.0”
Nello specifico il direttivo esprime compiacimento per l’allargamento del Laboratorio alla partecipazione di esponenti della società civile e del mondo politico che condividono il progetto di rinascita politica, culturale e sociale, e fa in nomi del consigliere comunale, Manuela Nicita, ex del Movimento 5 Stelle, di Viviana Dinatale, Carmelo Sciara, Patrik Raniolo e Carmelo Occhipinti, di Fratelli d’Italia, di Giovanni Criscione, come rappresentante del Club Xiumé di Forza di Italia, di Alessandra Leonardi e Francesca Andolina.
L’operazione politica rientra nella strategia, ormai delineata, di costituire, inizialmente a livello locale, una aggregazione che possa costituire trampolino di lancio per arginare il blocco pentastellato, attualmente al governo della città, e quello variegato ma unito sotto l’insegna del Partito Democratico.
La Migliore, figlia in senso materiale e figurato della migliore epoca socialista, milita, attualmente, almeno ufficialmente, nelle file dell’UDC, di cui è rappresentante in Consiglio comunale. La costituzione del laboratorio è il classico paravento politico come la carte che rivestono le vetrine dei negozi in fase di apertura, tutti sanno cosa si fa dietro, ma non si conosce ancora il nome dell’esercizio o la catena di cui fa parte. Naturale che l’arruolamento avvenga, prevalentemente, nell’area politica di recente appartenenza.
L’ingresso di Manuela Nicita assume aspetti scontati, alla luce del suo abbandono del Movimento 5 Stelle, per l’esigenza, maturata in itinere, di partecipare attivamente alla politica e alle sue scelte.
La stessa Nicita esprime il disagio avvertito all’interno del Movimento di Grillo per un modo di fare politica non condiviso, dove non ci sarebbero state comunicazione e condivisione né dei programmi né delle azioni di governo. Tutte cose che ha ritrovato, come per incanto, nel laboratorio 2.0.
Nell’entusiasmo Sonia Migliore si è fatta portavoce di 2.0 e tiene le porte aperte per “tutti quei consiglieri pentastellati che hanno e stanno soffrendo lo stesso disagio della Nicita, a cui tendiamo una mano di coraggio”.
Accomunati dalla voglia di rimanere nel partito di appartenenza, dalla sete di politica, quella intesa come attivismo e nel senso nobile del termine, gli esponenti di Fratelli d’Italia hanno trovato uno spazio dove ideare e proporre soluzioni per la città, nella piena non condivisione di come, in questo momento, viene trattata la res publica.
Più complessa da decifrare appare la scelta del Club Xiumè di Forza Italia, attraverso l’adesione al Laboratorio di Giovanni Criscione, non trattandosi della scelta isolata di elementi vogliosi di fare politica, senza una struttura di partito alle spalle o perché facenti parte di una residuale formazione di aggregazioni della storia passata.
Come ammesso dalla stessa Migliore, e come acclarato da alcune interpellanze del senatore Mauro in ordine a temi locali sollevati dalla stessa, erano palesi i contatti del consigliere con il senatore, come quelli con altri parlamentari di altri partiti. Poteva risultare comprensibile un tentativo di avvicinamento della Migliore a Forza Italia, meno leggibile appare la scelta, che non sarà certo autonoma, del Criscione, di convogliare, con il Club, in un aggregato di diverse anime, con esperienze politiche diverse, accomunate solo dalla voglia di fare opposizione all’attuale amministrazione.
Appare puramente retorica la dichiarazione del giovane esponente di Forza Italia, quando dice che “Non è il momento di trincerarsi dietro bandiere politiche ma di lavorare insieme per il bene di tutti pur mantenendo la propria identità”.
In un momento in cui Forza Italia avverte la crisi per un forte calo di consensi a livello nazionale, a pochi giorni della pilatesca e poco condivisa decisione del coordinatore regionale di nominare tre commissari per accontentare le tre anime di un partito non in crisi ma con profonde contrapposizioni interne, la scelta di una struttura ufficiale di Forza Italia di aderire ad una piccola nuova formazione politica locale lascia quantomeno allibiti gli aderenti, i simpatizzanti e le anime di centro destra che aspettano, da tempo, la rinascita locale del partito di Berlusconi, non certo con la confluenza in una associazione politico culturale locale, confluenza, peraltro, ignota agli aderenti del partito azzurro.
E il particolare della voglia di fare opposizione all’attuale amministrazione, espressa da Criscione, anche se formalmente negato, viene praticamente ribadito dal vicepresidente del Laboratorio 2.0, Livio Tumino, che incentra un suo intervento sulla necessità di fare sintesi su proposte concrete da sottoporre all’amministrazione, giudicata ‘cattiva amministrazione’, verso cui, però, si auspica la possibilità di una futura collaborazione.
All’apparenza contraddittoria, la tesi sembra tentennane nei confronti della politica portata avanti da Sonia Migliore, esclusivamente dedicata alla forte opposizione nei confronti di una amministrazione invitata, senza riserve e senza mezzi termini, a farsi da parte, per il bene della città e in nome, appunto, della buona amministrazione.
Buona amministrazione che, però, la Migliore dimentica quando si tratta di sollecitare, con decisione, trasparenza, per esempio, sui fondi della Legge su Ibla, distratti, per altre spese, dalle precedenti amministrazioni.
