di Cesare Pluchino
La protesta dei commercianti di via Roma
Gli operatori commerciali hanno aderito numerosi, quasi tutte le insegne e le vetrine del tratto pedonale di via Roma erano spente, anche se la luce proveniente dall’interno dei negozi, attraverso le vetrine aperte, e la pubblica illuminazione dei fari, a suo tempo predisposti dall’amministrazione, mitigavano l’effetto che si voleva ricercare.
Se restava l’illuminazione fioca dei lampioni che abbelliscono la via, l’iniziativa sarebbe stata più notata.
C’era pure qualche negozio che non ha spento le luci, qualche insegna era dimenticata accesa, può darsi di trattava di questione di collegamenti alle luci interne, c’erano locali del tutto al buio.
Una protesta simbolica, che non ha impressionato più di tanto la gente a passeggio, movimento solo attorno ai pochi commercianti scesi in strada per farsi intervistare assieme a qualche consigliere comunale di opposizione che non ha mancato l’occasione con collaudato tempismo.
Come abbiamo già evidenziato, la protesta nasce dal temporaneo isolamento nel quale è stata relegata la parte inziale della via, dal ponte nuovo fino alla via Sant’Anna: da una parte gli allestimenti predisposti in occasione di un convegno degli architetti, inspiegabilmente non rimossi, ancora dopo mesi, che impediscono il parcheggio sul ponte, di solito sempre tutto occupato; dall’altra lo sbarramento in via Sant’Anna per il cantiere aperto per i lavori sul fognolo, rivelatosi inadeguato per lo scorrimento delle acque bianche, dopo gli interventi per la nuova sede stradale di via Roma.
Un isolamento che grava, in maniera particolare, sui commercianti di questa parte della via, acuito in questi giorni per la concomitante manifestazione ‘Birrocco’ che, occupando tutta la piazza Libertà e il viale del Fante, rende la zona impraticabile alle auto.
I disagi si aggiungono alla difficile situazione di crisi che attanaglia il settore, alla desertificazione di fondo del centro storico e allo scarso movimento su quella che era la via principale della città.
Le richieste dei commercianti, scaturite dopo una riunione coordinata dalla sezione comunale dell’Associazione Commercianti, della quale è Presidente Salvo Ingallinera, si possono così sintetizzare:
accelerare i lavori sul fognolo di via Sant’Anna, smantellare immediatamente le installazioni sul ponte nuovo, aprire al traffico la via Salvatore permettendo il transito sulla parte finale di via Roma, almeno fino alla riapertura di via Roma, provvedere ad una più accurata pulizia della via e delle aiuole, intensificare i controlli delle Forze dell’Ordine, a tutte le ore, per contrastare spaccio e delinquenza, attivare la videosorveglianza e migliorare l’illuminazione pubblica, il tutto condito da un più efficace rapporto con l’amministrazione che non darebbe risposte, nemmeno in tempi lunghi.
Ci sono richieste che si possono giudicare ammissibili, come l’accelerazione dei lavori o i maggiori controlli per pulizia e ordine pubblico, improcrastinabile l’eliminazione degli allestimenti che impediscono il parcheggio, azzardata l’ipotesi di riaprire al traffico la via, sia pure parzialmente e temporaneamente, per tanti motivi: sede stradale inadeguata, assenza dei minimi requisiti di sicurezza per la mancanza dei marciapiedi, creazione di un pericoloso precedente che potrebbe far sollecitare l’apertura di tutta l’area pedonale.
È opportuno ricordare che da decenni, un movimento di opinione, contro il quale i commercianti non hanno mai opposto forte resistenza, pressava per l’istituzione dell’isola pedonale.
Tornare indietro, dopo la riqualificazione, pur sempre discutibilissima, della via significherebbe aver speso inutilmente somme ingenti, dopo aver provocato, prima con la presenza del cantiere e poi con l’interdizione al traffico veicolare, la morte commerciale della zona.
Ipotesi di questo tipo potrebbero essere prese in considerazione solo con la certezza che la riaperturaal traffico porterebbe con sé il ritorno dei migliori e tradizionali negozi della via, quelli che attiravano movimento ma che, nel frattempo, l’hanno abbandonata.
Ma le cause della crisi, anche della via, sono molteplici, complesse e, per buonissima parte, non addebitabili all’attuale amministrazione che, inopinatamente, viene additata come responsabile della stessa.
Non la pensano così gli esponenti delle opposizioni che non mancano di rilevare anche l’indifferenza e la mancanza di risposte di chi governa la città, denunciando uno scollamento fra cittadini e operatori commerciali, con sindaco e assessori che non verrebbero incontro alle richieste inoltrate in più occasioni.
Formazioni politiche non presenti in consiglio comunale, come Territorio, ricordano come con la precedente amministrazione Dipasquale le scelte e le decisomi venivano prima condivise, sia con i commercianti che con le associazioni di categoria, anche per l’organizzazione di eventi, ma non si comprende come, con quella amministrazione, nulla fu eccepito a proposito della riqualificazione e della chiusura al traffico di via Roma.
Ci sono commercianti che non giudicano produttivo il coinvolgimento della politica per scelte che riguardano esclusivamente gli operatori commerciali: il titolare della Pasticceria Olimpia, uno degli esercizi più vecchi e rinomati della città, nel ristretto giro delle eccellenze della città, resta fiducioso per un più proficuo rapporto con l’amministrazione, per mettere a punto quei correttivi che possono servire a lenire i disagi causati dalla crisi e da contingenze particolari.
Emblematica, per esempio, secondo Dimartino, titolare del Bar Olimpia, la discrasia che vede, nell’occasione presente, il permesso di somministrazione di cibo e dolci in occasione di ‘Birrocco’, requisito che dovrebbe essere riservato agli esercenti fissi, lasciando agli espositori solo la somministrazione della birra, per rendere efficace la rivitalizzazione del centro storico e delle imprese che vi operano.
Sulla via Roma si incontrano, come normali cittadini, con le famiglie, anche consiglieri comunali ed esponenti del Movimento 5 Stelle, incuriositi dalla forma particolare della protesta.
Qualcuno, sulla scia dell’opinione di qualche commerciante, giudica inopportuno strumentalizzare la protesta per farne strumento di opposizione politica:
Maurizio Stevanato e Massimo Agosta rifiutano l’etichetta che si vuole affibbiare ai cinque stelle circa l’incomunicabilità e l’indifferenza e citano il caso recentissimo dell’interessamento diretto del Sindaco per le istanze rivolte dai residenti della contrada Cimillà.
Sono piuttosto i consiglieri di opposizione che strumentalizzano ogni occasione per contestare i pentastellati, richiamando, quasi sempre, la precedente amministrazione che, proprio nel caso di via Roma, ha precise responsabilità che Piccitto e soci si sono ritrovate sul tavolo.
I due consiglieri fanno notare come è difficile bilanciare le diverse esigenze, ammettono che alcune scelte vanno registrate, ma difendono l’operato della giunta che, in tema di iniziative, manifestazioni e spettacoli, riesce sempre a ottenere un indiscutibile riscontro di pubblico di consensi.
Forse è questo – aggiungono Agosta e Stevanato – quello che non va giù alle opposizioni, non trovare iniziative che fanno flop, che riescono, invece, solo a coagulare consensi per le scelte adottate.
In più occasioni, con l’ASCOM e il suo Presidente, si sono trovate soluzioni idonee a rispendere alle istanze e alle esigenze, sarà così anche questa volta perché ci sono tutti i presupposti perché si possa perfezionare il rapporto con le organizzazioni datoriali, fuori da ogni strumentalizzazione politica.
Anche altrii consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle hanno posto l’attenzione sulle problematiche del centro storico, che non è solo via Roma, e ritengono che la collaborazione delle organizzazioni datoriali, e dell’ASCOM in particolare, sia indispensabile per ridare alla città la vitalità del passato, che non manca certo per colpa del Movimento 5 Stelle.
“Finiamola di dare tutte le colpe di quello che non va – chiosa Massimo Agosta – all’amministrazione e al sindaco, se così fosse le opposizioni possono stare tranquille e aspettare le prossime amministrative: nessuno si sognerebbe di rivotare uomini e movimento responsabili di tutti i mali della città.
Sarebbe inutile insistere con pervicacia nell’opposizione strumentale. Purtroppo per loro, non tutta la gente la pensa allo stesso modo.”
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