Continua il silenzio attorno alla scandalosa e sconcertante vicenda dell’apertura del nuovo ospedale: nemmeno dopo l’annunciato colloquio del Sindaco con il Direttore Generali dell’Azienda Sanitaria, sono stati diramati comunicati sulla possibile data di apertura del nosocomio.
E’ chiaro che le decisioni di imprimere l’accelerazione finale alle procedure di trasferimento dei reparti, ancorché non completate, hanno impresso una svolta determinante nella vicenda, perché si rischiava, per i capricci della politica becera, di cincischiare ancora per mesi, prima di trovare il giorno e la persona giusta per inaugurare l’ospedale che, oramai, come abbiamo detto, sarà indissolubilmente legato alla persona di Maurizio Aricò, illustre clinico scelto dalla politica per amministrare la sanità a Ragusa, uomo che al netto delle fisiologiche antipatie e simpatie, comuni ad ogni essere umano, ha dimostrato di saper mantenere gli impegni presi, come, spesso, non sanno fare i politici.
Con o senza inaugurazione, l’ospedale sarà SUO, agli altri resteranno i brindisi, in sede e data da destinarsi.
Perché, ormai, sembra impossibile tornare indietro: mezzo Civile, per non dire tutto, è smontato, in un contesto di locali ormai abbandonati, da tempo, per le normali manutenzioni.
Tornarci sarebbe impossibile, anche perché al NOR tutto è pronto, a cominciare dalla rianimazione, dai laboratori d’ analisi, dal trasfusionale, dalla radiologia che attendono che si abbassi la bandiera per cominciare a lavorare.
In un contesto dove la classe medica della provincia sta garantendo egregiamente i livelli minimi di sicurezza, la classe politica fa finta di nulla, indifferente, come se nulla fosse successo.
C’è chi si trastulla con le ambulanze medicalizzate per i centri periferici del territorio, c’è chi si occupa di caporalato, chi di agricoltura, chi di aste giudiziarie, forse non sanno che siamo senza ospedale, in attesa di un certificato per validare le porte di sicurezza.
Roba tipicamente “siciliana”, attorno al quale persiste un omertoso complice silenzio.
Nell’indifferenza generale, l’unica voce che si leva a difesa dei diritti e delle aspettative dei ragusani è quella del gruppo politico dei consiglieri comunali facenti capo a Maurizio Tumino, Giuseppe Lo Destro, Angelo La Porta, Giorgio Mirabella ed Elisa Marino, l’unico gruppo che, al momento, in città, mostra lucidità e capacità di leggere la ‘politica’, serenamente e senza eccessi.
Questo il testo integrale del comunicato diramato:
Apprendiamo che l’apertura del nuovo ospedale subirà un lieve slittamento a causa del mancato trasferimento di tutti i pazienti e per un leggero ritardo sul cronoprogramma degli spostamenti dei reparti.
Evidentemente qualcuno ha remato contro.
Il partito democratico, come spesso oramai succede, si attribuisce meriti che non gli appartengono, arrivando a dire addirittura che l’anno scorso, tra le perplessità generalizzate dei legittimi scettici, si assunse la responsabilità di annunciare che il nuovo Ospedale di Ragusa fosse stato pronto entro giugno 2017, per poi immediatamente ricredersi chiedendo, oggi, addirittura la rimozione del manager Dr. Arico’.
L’amministrazione Piccitto, dal canto suo, ha negato l’autorizzazione all’installazione di un ripetitore telefonico necessario alla copertura della rete di telefonia mobile dell’area, indispensabile all’apertura del nuovo nosocomio, nonostante il parere favorevole dell’ARPA.
Sarebbe ed è giusto, invece, dare merito a chi ha merito.
Il dr. Arico’, forse solo contro tutti, ha inteso lavorare alacremente per portare a termine un progetto per il quale fu posta la prima pietra oltre 12 anni fa.
Noi lo esortiamo, nel rispetto delle procedure di legge e con ogni attenzione, di andare avanti spedito senza tentennamenti.
La comunità iblea e di tutta la provincia dovrà essergli grata e riconoscente per le capacità manageriali mostrate e per avere avuto il coraggio di non desistere, nonostante le mille difficoltà.
Noi ci auguriamo che il NOR Giovanni Paolo II apra i battenti quanto prima.
Lo vuole Ragusa ed un’intera comunità.
