Sergio Firrincieli e il mantra dei dehors

Non è la prima che ci imbattiamo in qualche politico locale pervaso da trance mediatica, è il caso del capogruppo del Movimento 5 Stelle, Sergio Firrincieli, che sta affrontando temi legati all’emergenza economico sociale legata a quella sanitaria per il corona virus, pervaso da nobili ma sprecati intenti.
Splendente nel nebbioso panorama politico locale pervaso dal coma della compagine consiliare, Firrincieli è di quelli che crede che dietro al consigliere comunale c’è una platea di elettori che seguono ogni sua mossa, ogni intervento, ogni comunicato, si è buttato, lancia in resta, su ogni problematica inerente l’emergenza, dall’esigenza di convocare il civico consesso alla questione dei buoni spesa, dalle mascherine alla questione del suolo pubblico, dei dehors e delle relative tasse che riguardano, oggi, non solo i pubblici esercizi ma anche i normali commercianti che vogliono ospitare degnamente i clienti in fila davanti alle porte dei negozi.
Firrincieli si butta a capofitto su ogni questione ma siamo costretti a dire che “punti” non ne fa e, soprattutto non ne ha fatti.
Nella passata consiliatura grillina, che ben deve conoscere e che, in ogni caso, qualche ‘compare’ gli può spiegare benissimo, c’era una opposizione, forte e diversificata come sigle politiche, che fece tantissimi errori tanto da essere decimata alle elezioni e, di fatto, scomparsa dalla circolazione, ma che faceva spettacolo e poteva annoverare qualche risultato, pochi evidenti, molti sottobanco.
In veri intenditori, quando assistono ad una partita di calcio o di basket, non guardano il punteggio, non tremano per chi vince o chi perde, badano solo al bel gioco.
Al tempo grillino, una seduta di consiglio comunale era uno spettacolo, nella maggioranza c’erano soggetti da oscar, le opposizioni erano di alta scuola e, spesso, quando sollevavano una patata bollente costringevano l’amministrazione a ritirare l’atto, a rivederlo, a ripresentarlo, le sedute si svolgevano a fine anno come le soirée natalizie al tavolo da gioco, di una volta, ci sono state sedute con la Polizia in forze al piano nobile e le Volanti in corso Italia, ricorsi al TAR con principi del foro amministrativo siciliano, scandali venuti a galla come quello dei fondi residui della Legge su Ibla ‘disallineati’, come dolcemente recitava Stefano Martorana, scandali come quello artefatto su Stefania Campo, il bluff dei bilanci messo a nudo dalla Corte dei Conti.
Dietro tutto questo c’erano conferenze stampa, tentativi di alleanze varie delle minoranze, uno spettacolo perenne. Oggi, quando si va in Consiglio Comunale, e sei fortunato se riesci a beccarne uno, sembra di essere in una residenza assistita per anziani, se non altro perché, al più tardi introno alle 22, gli ospiti iniziano a raccogliere gli effetti personali e indossano i soprabiti, impugnando le chiavi dell’auto in una mano e la tessera del parcheggio pluripiano nell’altra.
Questa lunga premessa per sottolineare che soffriamo per Firrincilei e i suoi amici più intimi, forse perché illusi dalla presenza in vena di qualche residuo dell’antico spirito grillino, soffriamo perché non vediamo punteggio né, tantomeno bel gioco, addirittura, spesso, viene da dire: “Ma cu ciù porta?”
Innegabile che andare a canestro proprio contro Peppe Cassì non è l’ideale per Firrincieli, ma, se conoscesse i rudimenti del gioco, potrebbe approfittare dei vuoti in squadra per fare punti e far applaudire il pubblico.
Del resto, è elementare, qualsiasi allenatore punta sulle debolezze della squadra per vanificare gli sforzi del leader.
Poi ci metti anche quella punta di presunzione che deriva dal credo grillino e capisci che anche queste minoranze sono destinate all’estinzione.
In questo scorci di inizio anno, Firrincieli avrebbe avuto motivo anche di occupare l’aula consiliare, se non altro per i reiterati ritardi dell’amministrazione nel rispondere a circostanziate interrogazioni, per i cronici ritardi su Museo del Costume, Castello, Parco del Castello, discarica di Cava dei modicani, Piano regolatore, piano particolareggiato, sviluppo economico, solo per citare le emergenze più scottanti della città, invece Firrincilei si ‘fissa’ sulle piccole cose.
Per ora ha per le mani la TOSAP, non vuole comprendere che la Regione, quando sarà operativa la finanziaria, con i soldi sul tavolo, se verranno fuori dalle trattative Stato Regione, ha deciso per l’eliminazione della tassa per il 2020, provvedendo ad un fondo perequativo per i mancati incassi dei comuni, su questo e altri tributi.
Partita già giocata, sulla quale è inutile insistere, dove, casomai, servirebbe stare acquattati per godersi, eventualmente, qualche piccolo passo falso dell’amministrazione, ma guardando assessore al bilancio e dirigenti, anche questa diventa pia illusione.
Ma Firrincilei è testardo, pensa, allora, ad una serie di misure agevolative per i commercianti, per estensione del suolo pubblico e dehors finanziati dall’ ente pubblico, che fissa in un Ordine del Giorno complicato, eccessivamente puntuale nei particolari, che la maggioranza non approverà mai, ammesso che arrivi in aula in tempi accettabili.
Fra l’altro un OdG così difficile da comprendere per la massa che mai nessun elettore commerciante potrà apprezzare nella sua interezza, senza dire mentre l’Ordine del Giorno non è ancora arrivato sui tavoli di pertinenza, sindaco e assessori competenti fanno passerella fra i commercianti per verificare le possibilità di far diventare lo spazio pubblico di ogni esercizio più grande della via o della piazza dove insiste, mentre Firrincieli si rilegge il suo Ordine del Giorno.
Devi capire quando, ormai, non ha i fiato, è meglio riposare in panchina per qualche minuto, invece il capogruppo grillino rilancia con una idea folle: il concorso di idee per i dehors.
L’idea sarebbe quella giusta, perché i dehors, a Ragusa, sono tutti un obbrobrio e con le urgenze attuali dettate dall’emergenza si avviano ad impadronirsi della città, con il benestare, inevitabile dell’amministrazione.
Ma c’è una sola esigenza, al momento, quella di fare presto, quella di sistemare i dehors prima dell’apertura dei locali, perché senza dehors, senza spazio pubblico triplicato, nessuno potrà lavorare.
Cosa si inventa, invece Firrincieli ?
Un Bando per un concorso di idee per la realizzazione di dehors, confronto con la Soprintendenza, gli ordini dei tecnici (architetti, ingegneri, geometri), e con gli esperti del settore con i quali occorre discutere le regole prima e non dopo il varo dei provvedimenti.
“Un concorso internazionale di idee per definire i prototipi di dehors da installare nell’ambito cittadino, con l’obiettivo principale di stabilire indicazioni univoche in termini di forma, colore, materiali e finiture in modo da uniformare gli spazi esterni di bar, locali e ristoranti, che tengano conto del contesto urbano e dei profili architettonici, storici ed urbanistici della città, patrimonio dell’Unesco”.
Cose che nemmeno a Parigi fanno e che qui dovremmo concretizzare in piena emergenza.
Firrincieli si illude che la crisi determinata dall’emergenza potrà essere risolta dal Comune, è pura utopia.
Del resto, è chiaro che proprio in tema di sostegno alle attività economiche e di sviluppo economico, non si è fatto nulla, fino ad ora, come pure, nell’emergenza non c’è stato lo straccio di una voce, di una idea, di una proposta.
Un settore fermo, inesistente, nei primi due anni, paralizzato con l’emergenza corona virus, di dubbia uscita dalla rianimazione e da possibili terapie intensive.
Ma di questo, come di tante altre cose, i rivoluzionari grillini non parlano, forse perché non hanno capito la gravità della situazione.

Firrincieli scrive ordini del giorno per un concorso di idee internazionale, il Comune è al lavoro per verificare ipotesi di utilizzo di spazi esterni, per poter svolgere attività di somministrazione di alimenti e bevande

Arriva un comunicato che racconta di un amministrazione comunale che, in vista della stagione estiva e della ripresa graduale delle attività dei bar, ristoranti, pizzerie e di tutti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande che hanno subito uno stop forzato a causa dell’emergenza sanitaria da COVID, è già al lavoro per cercare di disciplinare in modo puntuale l’ampliamento dei dehors, cioè di tutti gli spazi esterni antistanti i pubblici esercizi del Centro Storico, delle zone commerciali e turistiche.
Obiettivo è quello di ridurre al minimo i danni economici delle attività operanti nel settore garantendo nel contempo un supporto pratico a tali esercizi, già in forte difficoltà, che per struttura e conformazione dovranno fare i conti con spazi limitati ed adeguarsi alle misure di distanziamento sociale.
Da notare, dalle foto, che della cosa si sta interessando l’assessore Barone, finalmente qualcuno ha capito come far girare il motore, legga bene Firrincieli per rendersi conto che non abbiamo nulla contro di lui.
Ma si soffermi sulle parole del comunicato, “garantendo un supporto pratico”, “deroga per questa stagione estiva”, con la chiosa finale che è tutto un programma: “Abbiamo il dovere di programmare la fase 2 di un settore fondamentale. Via via che arriveranno indicazioni dal Governo sulle riaperture, garantiremo a tutte le categorie lo stesso impegno per ciò che è di nostra competenza”.
Peggio dei discorsi dell’amico dei grillini, Conte.
Stessa situazione, chi è al timone veleggia, le opposizioni gridano, sbraitano, protestano, minacciano, ma punti non ne fanno, anzi sono in netto calo di consensi.

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