Riunione dell’establishment politico-imprenditoriale per parlare di Cargo Aereo al servizio dell’area di sud-est
Il servizio di Forze dell’Ordine, in piazza Libertà, nel pomeriggio di venerdì 25, era quello dei grandi appuntamenti, ingresso della Camera di Commercio, piazza svuotata e lampeggianti in abbondanza lasciavano presagire la presenza di chissà quali ospiti.
Una rapida consultazione del web ci consigliava di approfittare dei pochi parcheggi disponibili perché ci sarebbe stato il gotha della politica siciliana e dell’imprenditoria, non solo isolana: il presidente della regione, gli assessori Pistorio, Lo Bello e Cracolici, il dirigente generale del dipartimento regionale delle infrastrutture, mobilità e trasporti, un folta rappresentanza di imprenditori italiani che hanno a che fare con il trasporto aereo di merci, per trattare di Cargo Aereo nell’area del sud-est, fra gli aeroporti di Catania e di Comiso.
Dato l’argomento non mancavano, fra le presenze iscritte a ruolo, Vito Riggio, Presidente ENAC, Nico Torrisi, AD della SAC e Rosario Dibennardo, Presidente di Soaco.
Ma la presenza che più ci ha attirato all’auditorium dell’ente camerale di Ragusa, quella del moderatore, il dott. Gianni Scapellato, vittoriese, avvocato, dal 1984 già Direttore di Aeroporto per conto del Ministero dei Trasporti, a Milano Malpensa, a Rimini e a Forlì. Esperto di sorveglianza operativa di security e safety delle attività aeroportuali, di gestione delle criticità di traffico, di controllo delle attività di gestione in concessione, di gestione piazzali aeromobili, già team leader della trasformazione dell’ex base militare di Comiso in aeroporto civile e docente di logistica del trasporto aereo
Una presenza chiaro segnale della volontà locale di trovare un futuro definitivo all’aeroporto di Comiso, in palese opposizione all’attuale conduzione politico gestionale.
Perché, alla fine di luglio dell’anno in corso, il dott. Scapellato aveva affidato alla stampa ( http://www.lettera32.org/?p=9990 ) alcune sue considerazioni sulla situazione dell’aeroporto di Comiso.
Uno scalo che, secondo il competente esperto in materia, marciava allegramente verso la sconfitta, con un bilancio 2015 impietoso.
Uno scalo gestito dalla SOACO che non ha, nel proprio patrimonio, né le attrezzature di rampa, né il personale operativo addestrato e certificato su tali attrezzature, essendo le une e gli altri in “affitto” da una società̀ in proprietà̀ della SAC S.p.A. Nei tre anni circa di operatività̀ dello scalo SOACO SpA avrebbe speso oltre 15 milioni di euro per tale voce.
Nella sua nota, Scapellato accennava appunto al servizio Cargo, per il quale, a Comiso, non esiste alcuna traccia. Il Cargo è una attività importante e preminente nella visione del modello iniziale dell’aeroporto di Comiso. Averla abbandonata sottrae ricavi alla gestione e ricchezza al territorio.
Rilevava anche del tutto assente l’autonomia di gestione commerciale di SO.A.CO. che sarebbe asservita e assorbita dalle strategie prioritarie di SAC SpA.
L’attenzione spasmodica data esclusivamente alla quantità̀ di passeggeri transitati, ovviamente con alte percentuali poiché́ la base di partenza è zero, distrae dall’analisi del Business Model, che appare fallimentare.
Un attento esame del bilancio della SOACO, secondo Scapellato, imponeva l’adozione di un rinnovato e adeguato business model, per ristabilire un livello adeguato di margini, attualmente ridotti dalla crisi identitaria dello scalo e da un business model confuso e senza prospettive.
In conclusione della sua nota il dott. Scapellato sottolineava le necessità di un serio Piano Industriale per definire l’adeguatezza o meno dell’attuale livello infrastrutturale e delle dotazioni tecniche, e di un intervento strategico della Regione, concludendo di non essere, comunque, per nulla fiducioso in quanto convinto che la politica siciliana (comunale, iblea e regionale) non sarebbe in grado di unirsi oltre le appartenenze partitiche per supportare un tale piano.
Perché poi lo stesso vada a fare il moderatore di un convegno dove è presente tutta la politica comunale, iblea e regionale, da Crocetta agli onorevoli Di Giacomo e DIpasquale, fino al sindaco di Comiso, azionista pubblico, detentore del 35% dell’aeroporto, è tutto da scoprire.
Alla fine di tutti i nomi altisonanti c’erano solo l’assessore Pistorio, fra i politici, e gli imprenditori nazionali esperti di cargo, oltre, naturalmente, ai locali Di Giacomo, Dipasquale, DiBennardo.
Un auditorium della Camera pieno a metà ha atteso pazientemente l’inizio dei lavori, caratterizzati da uno stravolgimento della scaletta che ha relegato alla fine, gli interventi più interessanti, degli imprenditori, portatori di sogni ma più attendibili dei politici presenti.
Dato per scontato l’intervento introduttivo del Presidente della Camera di Commercio che, in apertura, ha definito secondario, come aspetto, per l’aeroporto, il Cargo e ha spostato il focus del suo discorso sulle criticità della Camera di Commercio nel contesto delle paventate unificazioni, provocando, fra l’altro, la giustificata reazione dell’on.le Giovanni Mauro che, sollecitato, come deputazione nazionale, per le difficoltà dell’ente camerale, ha fatto notare di far parte dell’opposizione e che i governi nazionale e regionale sono quelli sostenuti dall’area di appartenenza dello stesso presidente.
Di grande sostanza e densi di contenuti pertinenti gli interventi inziali della dott.sa Conte, di Unioncamere, con una dettagliata relazione sula produzione, classificazione e distribuzione dell’agroalimentare del sud-est della Sicilia, e dell’arch. Massimo Facchinetti, del Politecnico di Milano, che ha incantato l’uditorio con una relazione sulla riqualificazione del sedime Demanio Difesa dell’Aeroporto di Comiso, nel contesto dei moderni programmi di Cargo Smart e kilometro verde.
Come ha poi fatto rilevare l’assessore Pistorio, gli architetti sono utopisti, occorre guardare alla realtà, abbiamo quindi considerato un sogno l’aeroporto, al centro di un sistema di trasporto evoluto, polo economico di eccellenza del sud-est, e abbiamo ascoltato le relazioni del dirigente reginale e dell’assessore.
Squisitamente scandalose le parole del funzionario, pur con l’ammissione iniziale dei ritardi per i quali la regione è tanto vituperata.
Ma ascoltare che la regione ha fortemente voluto l’aeroporto di Comiso, ascoltare del Piano Nazionale degli aeroporti come creatura della regione, quando ancora giace nei cassetti quello regionale, che è necessario favorire l’accessibilità all’aeroporto parlando di adeguati collegamenti con i servizi e di trasporto pubblico funzionale, portava a chiedere al relatore da quale regione provenisse, ma nessuno dei presenti ha sollevato eccezioni nei confronti di un interlocutore che sembrava venuto per sfottere i presenti e i ragusani in genere
E’ stato detto che la Regione è intervenuta per un piano di infrastrutture che collegherà l’aeroporto con gli assi viari principali (ma quali ndr).
A breve (ma quando, ndr) ci sarà la bretella di Comiso, “fortemente voluta da questo dipartimento”, il collegamento del mercato di Vittoria con la 115 e la Ragusa Catania, un lotto in fase di aggiudicazione, altri lotti in preparazione, poi la perla della Ragusa Catania per cui la regione tanto avrebbe fatto (???), e ancora un fiume di soldi per la variante di Vittoria e di parole per interventi su strade e ferrovie.
Vorremmo poter ammettere, a breve, possibilmente in occasione dell’inaugurazione della bretella, di non aver capito nulla di quanto detto in tutta la serata.
Più realistico l’intervento dell’assessore Pistorio che ha vantato gli interventi della regione, pur nel difficile clima politico ed economico dell’isola: la novità è costituita dall’ingresso, auspicato, dell’ANAS nella società della Ragusa Catania, in funzione di equity, come pure per la Siracusa Gela che ha esaurito i fondi regionali, novità che riporta lontani nel tempo non solo il completamento delle realizzazioni citate, quanto più l’avvio dei cantieri.
Poi, in chiusura, l’auspicio di una crescita per l’aeroporto di Comiso che presenta innegabili vantaggi strutturali rispetto a quello di Catania, aree limitrofe e lunghezza della pista, fra l’altro unica e non adatta per il traffico cargo. Grandi potenzialità, per Comiso, che va assistita in ordine allo svliuppo del traffico merci per l’agroalimentare.
In conclusione, però, nessuno ha specificato, assodato quali siano le merci in partenza, quali saranno quelle in arrivo, problema forse fondamentale per l’istituzione del cargo a Comiso.
