Si delinea a Ragusa lo scontro fra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle

di Vilnius Nastavnic
L’accesa rivalità, in campo regionale fra PD e Movimento 5 Stelle, rilascia i suoi effetti anche in periferia

L’esplosione di consensi nei confronti del Movimento 5 Stelle ha scosso, negli ultimi mesi, il Partito Democratico siciliano che, sempre impelagato fra beghe di partito e rivalità interne, non ha avuto il coraggio di dare il benservito a Crocetta, nonostante le tragiche condizioni della Sicilia e le perduranti fallimentari politiche del governo che il PD, ormai con grande fatica, sostiene con l’UDC  e uno stuolo di disperati senza partito che cercano di mantenere la poltrona fino alla fine della legislatura.
Ci sono anche altre componenti, come la difficoltà di molti onorevoli a lasciare la poltrona, per ora certa, per intraprendere una campagna elettorale dagli esiti imperscrutabili, come pure le difficoltà di trovare un candidato che possa raccogliere consensi unitari dalle mille correnti del partito.
Ma sono i sondaggi che danno il Movimento 5 Stelle come favorito, con il candidato che già ha ricevuto consenso unanime dalla base, a preoccupare i democratici.
Indispensabile, quindi, pensare e agire come se già si fosse in campagna elettorale: il vento di elezioni arriva anche in periferia, dove i più diligenti hanno capito la parabola e, per ora con le parole, sono già in campagna elettorale.
A Ragusa, in Consiglio Comunale, prototipi di esemplare comportamento da campagna elettorale sono Mario D’Asta e Mario Chiavola, il primo leader dei renziani iblei, renziano della prima ora, il secondo democratico di importazione al seguito dell’on.le Nello DiPasquale, confluito anche nella corrente renziana.
I due giovani politici sembrano vivificati dal fare parte della squadra dell’onorevole ex democristiano ed ex forzista che, smarcatosi dai vecchi partiti, dopo la parentesi “territoriale”, è piombato all’interno delle macerie del PD ibleo, trovando gioco facile per imporsi come ‘pezzo grosso’ del partito.
Mentre l’onorevole, e non potrebbe essere diversamente, lavora ad alto livello, giostrando su Libero Consorzio, razionalizzazione delle rete ospedaliera locale, area di sviluppo industriale e altre questioni di caratura regionale, D’Asta e Chiavola si sono intestati la battaglia di politica locale, in particolare contro i grillini.
Comunicati stampa e interventi in Consiglio Comunale che non lasciano nessuna questione al caso: difesa incondizionata del partito, difesa incondizionata di Crocetta, per ora, difesa, naturalmente, dell’onorevole di riferimento per ogni piccolo attacco verbale che qualcuno ha l’ardire di esternare, ma, soprattutto, ossessionante attacco alle politiche comunali del Movimento 5 Stelle, agli assessori, al Sindaco, relativamente a tutte le questioni, in particolare quelle per le quali, sport preferito da alcuni elementi della giunta Piccitto, si addebitano criticità attuali alla passata amministrazione.
Comportamento esemplare che, un giorno, dovrà essere ricompensato dal partito, a tutti i livelli.
L’ultimo impegno dei due consiglieri è stato quello per ribattere ai contenuti della conferenza stampa del Sindaco e dell’assessore ai lavori pubblici, Corallo, sulla scarsa attenzione della regione per la nostra città.
Comunicato che fa rilevare, intanto, l’assenza della firma del capogruppo Massari, firma sempre significativa, quando c’è, ma, più ancora, quando non c’è.
Tema delicato quello dei rapporti con la Regione e con il governo Crocetta, per certe questioni da evitare, ma i due renziani-dipasqualioti non possono trattenere il disappunto, rischiando di dare maggiore evidenza a  responsabilità del governo a guida democratica e omissioni che mettono a nudo la triste realtà regionale.
Sbagliando, e di grosso, perché Sindaco e Assessore, in conferenza stampa, non hanno nemmeno sfiorato il PD, gli assessori regionali, la deputazione del territorio. Il loro, solo uno sfogo per le non celabili inadempienze amministrative e burocratiche della Regione, che, del resto, non sono solo destinate alla nostra città ma a tutta l’isola, salvo trovare il politico locale esperto e autorevole che sbriga le faccende per il suo territorio.
Per D’Asta e Chiavola, invece, il Sindaco Piccitto avrebbe scelto la strada del lamento, cercando di attribuire “responsabilità, vere o presunte, al presidente della Regione piuttosto che al presidente del Consiglio dei ministri, dando vita a quella che si può definire una patetica sceneggiata del vittimismo che non appassiona nessuno ma che, piuttosto, rivela la pochezza politica di chi dovrebbe guidare la città su altri livelli”.
Parole durissime per inesistenti attacchi al presidente della regione e al presidente del consiglio dei ministri che, nella conferenza stampa, non sono stati nemmeno citati.
Le accuse contro la burocrazia regionale che non vuole o non può fare andare avanti le pratiche, (ineccepibili quelle inviate da Ragusa, come del resto non contestato nella nota), accecano i due consiglieri che parlano di burocrazia regionale che ha concesso i i bonus bebè da mille euro ciascuno per ogni primo figlio o che ha determinato la possibilità di ripartire somme pari a 441.000 euro per il primo riparto dei Pac attinenti alla gestione degli asili nido: ma si tratta di misure per tutti, non di disbrigo di pratiche locali, per le quali, però, i due Mario vorrebbero che Piccitto e Corallo ringraziassero comunque.
Fortunatamente i due riacquistano lucidità e, candidamente, ammettono, con onestà intellettuale, che “in questo particolare momento storico, la burocrazia regionale si trova alle prese con tutta una serie di questioni gravi e serie che ne rallentano ulteriormente l’espletamento delle pratiche”.
Ma queste cose si sanno ma non si dicono !
Non si comprende, poi, se la precisazione è per attaccare il Presidente del PD o per acclarare la tragica situazione regionale, tenuta in vita dal partito.
Il comunicato, prosegue, ancora, con alcune considerazioni opinabili, il Sindaco avrebbe dovuto coinvolgere nella questione, prima di gridare allo scandalo per chissà quali oscure trame, tutta la deputazione iblea, invece di erigere contrapposizioni.
Suo dovere sarebbe stato coinvolgere non solo i parlamentari, ma anche partiti come il PD, strutturati in maniera tale da poter risolvere inestricabili questioni palermitane, invece di lanciare grida di allarme e mettere in campo teorie complottiste.
Se non lo farà, il Sindaco avrà solo inscenato una protesta strumentale, attacchi per finalità politiche.
Ci permettiamo di fare due considerazioni: acclarato che, anche con un governo a guida PD, con un Presidente paladino della legalità  e della buona politica, le pratiche, a Palermo le possono muovere solo partiti “strutturati in maniera tale da fare arrivare, da Palermo, determinate risposte agli interrogativi posti”, non sarebbe opportuno che, anche senza chiamata, assumendosene completamente la paternità, i parlamentari locali si occupassero delle problematiche del territorio ?
I due consiglieri, senza volerlo, hanno sollevato un velo sull’attività dei parlamentari a Palermo, di tutti i colori politici, per la quale, raramente, come in verità fanno anche i grillini, non c’è mai un “bilancio partecipato“.
Certe volte sarebbe meglio non toccare certi tasti.

Ultimi Articoli