Esito scontato della seduta ispettiva del Consiglio Comunale dedicata al dibattito per l’autenticità del Caravaggio esposto in mostra alla Chiesa della Badia.
Bloccando sul nascere la conferenza dei capigruppo, la triade Sindaco, Presidente del Consiglio, Vicesegretario generale ha, di fatto, anestetizzato sul nascere interventi forti e imbarazzanti, addirittura, con una procedura del tutto discutibile, le spazio delle comunicazioni è stato aperto da un intervento del primo cittadino che ha puntualizzato la posizione dell’amministrazione, ribadendo buona fede e gli elementi a supporto della credibilità dell’iniziativa.
In sostanza, se qualcuno voleva capire qualcosa di chiaro sulla questione, alla fine della seduta non ha avuto elementi nuovi per stabilire se il ‘San Giovanni giacente’ è del Caravaggio o meno.
Gli interventi delle opposizioni sono stati ampi, anche densi di contenuti importanti, qualche esagerazione, ma, in sostanza inutili, perché non si è arrivarti a nessuna conclusione ma, soprattutto, si poteva sintetizzare il tutto in una domanda: “il San Giovanni giacente” si può attribuire a Caravaggio, domanda che è diversa da un’altra: “Il San Giovanni giacente è di Caravaggio?”
Su questo crinale di domande si dipana una polemica che, come al solito, è vittima delle strumentalizzazioni delle opposizioni e dei tentativi di trovare visibilità nel contesto di una azione di minoranza definitivamente appannata come i vetri delle luci di macchine anzianotte.
Come ha detto Sgarbi, e il suo parere è autorevole, anche perché non si può solo esaltare quando celebra i nostri patrimoni, per decretare l’autografia di un’opera serve l’unanimità, difficile da ottenere in questo caso, ma da questo ne deriva che su molte opere si potrebbe eccepire l’autenticità, ma, soprattutto, si evince che non c’è un metro di giudizio assoluto per arrivare a determinare l’originalità di una opera e, soprattutto, non c’è una graduatoria precisa e riconosciuta delle competenze dei vari esperti.
Un mondo tutto a parte, del resto, tutto nasce anche dal fatto che l’organizzatore è stato coinvolto, proprio nella vicina Noto, dove opera, in tanti casi di accertamenti sulla originalità di opere d’arte, molti risoltisi positivamente.
Dalla seduta di ieri del Consiglio Comunale, sono emersi due fattori nuovi: l’amministrazione ha intanto congelato il contributo all’organizzazione, ma si tratta solo di spiccioli di fronte al più grande problema di immagine, sull’unico punto probante, fino ad ora, delle criticità, il disconoscimento da parte di illustri studiosi, citati nella proposta, di ogni valutazione che sarebbe stata fatta sull’opera, restano, comunque, gli interventi degli stessi sul catalogo della mostra, inviati per e-mail agli organizzatori che fanno nascere una prima determinante domanda: “Perché uno studioso dice di non aver valutato l’opera ma ne scrive sul catalogo della mostra ?”
Solo nel simposio annunciato, si potrà avere maggiore contezza di una situazione ingarbugliata comunque.
Ad aprire la seduta l’intervento del sindaco Cassì che ha mostrato netti miglioramenti nella comunicazione, come non avveniva da tempo.
“Nessuno di noi è in grado di dare giudizi, sono state fatte valutazioni attente per un evento di grande respiro turistico-culturale, di grande rilievo, la polemica e il polverone avrebbero messo a repentaglio l’onorabilità della città che avrebbe subito uno sfregio, ma non ritengo che possa essere messa in discussione anche ove dovesse emergere una affrettata attribuzione dell’opera.
Abbiamo valutato una proposta che vedeva certificare l’autenticità dell’opera da parte di eminenti studiosi che avrebbero poi rinnegato ogni valutazione ma hanno fornito un contributo al catalogo della mostra.
Una mostra che era stata a Camaiore, in Giappone con il patrocinio di un importante istituzione culturale italiana, una mostra che si è avvalsa delle recensioni a sostegno di una importante studiosa del Caravaggio, Mina Gregori, e del giudizio, in occasione della mostra a Camaiore, dell’illustre critico Sgarbi che, in un articolo su ‘Il Giornale’, non ha escluso l’autografia del Caravaggio per il ‘San Giovanni giacente’.”
Ha concluso il sindaco: “Anche noi, al momento, siamo spettatori della vicenda, l’evento può essere occasione per l’apertura di un grande dibattito culturale” – quasi a riprendere il successivo intervento dell’assessore Barone che ha sottolineato come la mostra continua a essere visitata, nonostante le polemiche, e costituisce, comunque, un momento di grande richiamo per la città.
Come era ampiamente previsto, sereno, incisivo e determinante l’intervento dell’assessore Barone che ha detto: “Non ci sono certo quattro dilettanti allo sbaraglio, tutti gli aspetti sono stati ampiamente valutati, siamo alla ribalta nazionale sulla stampa e sulle televisioni, il battage mediatico può tornare indietro come un boomerang. Gli organizzatori godono di ampia credibilità nel loro lavoro, come è testimoniato dalle grandi iniziative nella vicina Noto.”
Significativa, assai, la parte dell’intervento di Barone in risposta alle preoccupazioni di alcuni esponenti delle opposizioni, che hanno eccepito sulla sicurezza della mostra e dell’opera in particolare.
“Il vettore che ha trasportato l’opera ha consegnato anche alle Scuderie del Quirinale, noi abbiamo ospitato una mostra, non sta a noi andare a verificare il corriere o l’assicurazione, per quanto potrebbe essere utile capire se l’opera è stata assicurata per 100 euro o per 10 milioni di euro.
Di sicuro, un grande lavoro preventivo è stato fatto, per esempio con l’allestimento del box, per garantire adeguate condizioni di umidità, anche il sistema di allarme è sofisticato, prevede anche telecamere termiche ed è collegato ad una centrale di pronto intervento.
Gli organizzatori non hanno avuto grandi pretese anteponendo l’obiettivo di entrare a Ragusa, a testimonianza della grande valenza del territorio, anche in termini di presenze turistiche per lo smisurato patrimonio artistico-architettonico e naturalistico ambientale.
L’evento ha un enorme riscontro positivo, la gente accorre a vedere il quadro, incurante della possibilità che sia non ascrivibile al Caravaggio.”
Barone ha così concluso il suo intervento in consiglio comunale: “C’è un +37% di incremento delle presenze turistiche, fino a novembre non ci sono posti disponibili nelle strutture ricettive, sempre utile il dibattito ma nel settore i critici non sono mai d’accordo, posso esibire articoli di testate internazionali dove si disquisisce sull’originalità di importanti opere d’arte, esposte in importanti mostre di importanti città, senza che, con buona dose di maturità, si mettano in discussione credibilità e prestigio della città, degli amministratori e degli organizzatori.
A chiusura degli interventi dell’amministrazione , l’assessore alla Cultura del Comune di Ragusa, Clorinda Arezzo, ha tenuto a specificare di non essersi occupata della mostra in quanto l’organizzazione è stata curata da altro assessorato, come evento non esclusivamente culturale; “me ne sono occupata solo per quanto è nelle mie corde” ha detto, precisando che, alla luce degli elementi in possesso del Comune, avrebbe dato, sicuramente parere positivo per il coinvolgimento dell’ente, visti gli studi, gli accertamenti diagnostici e le assicurazioni di importanti critici d’arte.
A parte ci occuperemo degli interventi dei consiglieri comunali di opposizione.
