di redazione
Facciamo nostro l’hastag dei consiglieri Agosta e Stevanato ritenendolo adatto al ‘caso’ dell’artista che si esibiva senza autorizzazione a Marina di Ragusa
Nonostante i reiterati tentativi delle opposizioni e degli avversari che sono stati estromessi, praticamente, dalla scena politica, di far passare il messaggio che tutto va male a Ragusa e, in generale, sul territorio, si deve pensare che la gente sta bene se si monta un ‘caso’ su un normale servizio di una pattuglia della Polizia Locale.
E non è la prima volta che un intervento dei vigili urbani sconvolge le ferie dei ragusani o, meglio, di una parte dei villeggianti che non gradiscono le norme di ordine pubblico, a tutela di tutta la comunità.
Anche sulle direttive della Prefettura, per gli spettacoli e l’orario consentito per le emissioni sonore, e su quelle della Capitaneria di Porto per regolamentare i comportamenti sulle spiagge, l’amministrazione si è attivata per stabilire una serie di regolamenti e normative per l’ordine pubblico.
Una volta stabilite le norme, è fondamentale farle rispettare, nell’interesse comune, che non può essere solo quello degli esercenti per gli orari dei locali e dei pubblici spettacoli e delle emissioni sonore oltre l’orario consentito.
Vengono così vietati i giochi con il pallone sulle spiagge, il gioco dei tamburelli, il bivacco notturno sulle spiagge, l’accensione di falò, si cerca di eliminare la cattiva abitudine di lasciare le biciclette fuori dalle apposite rastrelliere, ‘posteggiate’, di solito, sui sedili ai bordi del lungomare per poterle controllare dalla spiaggia.
Si cerca di contrastare fenomeni che, analizzati singolarmente, possono apparire come semplici trasgressioni ma che sono, giocoforza, da mettere sotto controllo senza il quale la situazione sarebbe destinata a degenerare.
Se c’è chi gradisce passare la nottata ascoltando della buona musica all’aria aperta, ci può essere chi, dopo un certo orario, vuole dormire. Ed è un diritto sacrosanto, per il quale non è il caso certo che il malcapitato debba pensare di cambiare residenza o addirittura località, come pensa qualche spostato
È così anche nelle località turistiche più rinomate, di tutto il mondo, che, ad una certa ora, diventano, comunque, un dormitorio. E poi non siamo a Formentera o a Ibiza.
Così come, da decenni, è sottoposto a regole precise il divieto di giochi con palloni e palline sulle spiagge, come pure è logico contrastare il parcheggio abusivo di biciclette. Tutto è sottoposto a regole perché il principio fondamentale deve essere quello che devono essere tutelati i diritti di tutti, così che un cittadino deve poter utilizzare un sedile per sedersi e non per depositare la bicicletta, deve poter andare in spiaggia senza doversi preoccupare di scansare palloni o palline.
E’ anche normale che qualcuno, riscontrando delle trasgressioni, che spesso sono reiterate anche di fronte alla cortese richiesta di attenersi alle regole, possa richiedere l’intervento dei vigili urbani.
Qui si arriva a sfiorare il ridicolo, con la presa di posizione di quanti non condividono le regole imposte; ci sono due tipi di contestatori: quelli di matrice politica, che insorgono per avere l’occasione di attaccare l’amministrazione, anche se abitano lontano da Marina di Ragusa. Agiscono in difesa degli esercenti che vedono limitate le potenzialità dei locali da norme ritenute troppo repressive e chiedono più elasticità nell’azione della polizia locale, anche per tutelare la località turistica che, altrimenti, rischia di essere abbandonata dai giovani e dai villeggianti.
Ci sono poi quelli che non sopportano imposizioni e vogliono che il permissivismo dilaghi, ma ci sono anche i leoni della tastiera ai quali non sembra vero poter disporre di materiale per riempire i social per discettare sull’ultimo intervento dei vigili urbani.
Sulla scia dell’entusiasmo, si è diffuso anche l’incivile tendenza all’insulto verso i tutori dell’ordine per le azioni repressive.
Situazione puntualmente verificatasi, a Marina, in piazza Duca degli Abruzzi, dove una pattuglia ha semplicemente identificato un artista di strada che, senza autorizzazione ma con tanto di amplificazione, teneva uno spettacolo in tarda serata.
L’intervento dei vigili urbani ha provocato la protesta del pubblico presente, sui social è montato il ‘caso’, in tutto poche persone hanno sollevato un polverone dentro il quale qualche politicante non si è lasciato sfuggire l’occasione di mettersi alla ribalta per attirare consenso.
Ma non sono stati pochi neanche i sostenitori dell’azione dei tutori dell’ordine, solo che non lo fanno in maniera plateale o sui social che sono retaggio di una fascia circoscritta di persone.
Il Comando della Polizia Municipale ha rilasciato una nota di chiarimento sull’accaduto che ci sembra più esaustiva dei post che non hanno offerto una visione imparziale di quanto accaduto:
In riferimento alle notizie riportate dalla stampa ed ai commenti e filmati su social network relativamente all’episodio dell’artista di strada che si è esibito lunedì scorso a Marina di Ragusa in Piazza Duca degli Abruzzi, il Comando della Polizia Locale intende fornire la ricostruzione dei fatti avvenuti.
“Una pattuglia in servizio in data 05-09-2016 a Marina di Ragusa nella fascia oraria serale, alle ore 23.15 circa, effettuava un controllo in Piazza Duca degli Abruzzi al fine di verificare una segnalazione pervenuta alla sala radio relativa ad uno spettacolo di intrattenimento in esecuzione nella predetta piazza.
In via incidentale, la collega, addetta alla sala radio, evidenziava che il cittadino aveva chiamato per ben due volte, chiedendo intervento della pattuglia.
Si precisa che la predetta pattuglia aveva in precedenza presidiato l’area non notando nulla di quanto segnalato; ritornati tempestivamente in Piazza Duca degli Abruzzi si accertava che era in atto uno spettacolo di intrattenimento a cura di un artista di strada che aveva anche allocato apposita amplificazione per le emissioni sonore.
In considerazione del numerosissimo pubblico presente che seguiva l’intrattenimento, ragioni di opportunità portavano gli agenti della P.M. ad attendere la fine della manifestazione per poter compiere i rituali accertamenti, tendenti a:
•verificare eventuale autorizzazione;
• identificare il soggetto autore dell’esibizione.
Durante l’attesa, gli agenti della Polizia Municipale venivano avvicinati da un soggetto, che si vantava di essere un collega-amico dell’attore che si stava esibendo, il quale invitava calorosamente i vigili urbani intervenuti ad astenersi da ogni attività di accertamento in relazione all’evento che era in atto; in caso contrario, riferiva testualmente,”m’arrabbiu assai”.
Alle ore 23.45, l’intrattenimento si concludeva e l’attore recuperava i compensi in denaro elargiti dal pubblico. Solo dopo questa fase mentre tutti si stavano allontanando dal sito, i componenti la pattuglia si avvicinavano al soggetto che si era esibito, per procedere alla sua identificazione in considerazione del fatto che lo stesso aveva dichiarato di essere sprovvisto di autorizzazione.
Nel contempo, si avvicinava il signore prima citato, amico e collega dell’artista di strada che, salito sopra una cassa posta al centro della piazza, iniziava una spregiudicata dissertazione contro la Polizia Municipale dicendo che proprio a causa dell’operato della stessa, non aveva potuto esercitare il suo mestiere ed era stato costretto ad emigrare.
Inoltre, incitava inutilmente l’attore a non esibire documento di identificazione e creava un grave clima di ostilità contro gli agenti in servizio che in breve si vedevano accerchiati, fischiati e gravemente offesi da un folto numero di persone.
Solo la calma e la capacità professionale degli agenti della P.M. è servita per non creare situazioni di grave pericolo anche ai danni della pattuglia che, dopo gli accertamenti di rito di identificazione, si è allontanata dal sito senza alcuna aggressione e non cadendo nell’atteggiamento fortemente provocatorio dei presenti. Si rileva inoltre che non veniva elevata in tale contesto temporale nessuna violazione.
Si tiene, infine, a precisare che la relazione degli appartenenti al Corpo di P.L. è stata trasmessa, anche per ragioni di opportunità, alla Questura di Ragusa per le determinazioni conseguenziali”.
Una lettura attenta della nota del Comando di Polizia Municipale lascia solo interdetti per alcuni particolari che si ritengono estremamente delicati e non induce a nessun tipo di commento, considerando anche la moderazione dei toni utilizzati, del tutto inappropriati in relazione al comportamento dei presenti e di alcuni in particolare.
Una situazione incresciosa, atteggiamenti che dovrebbero essere repressi in forma decisa, rimandando ad altre sedi eventuali valutazioni sulle possibilità e sulle opportunità di verificare la modifica di qualche normativa.
In relazione all’accaduto, segnatamente per l’atteggiamento riscontrato nei confronti dei tutori dell’ordine, i consiglieri comunali Massimo Agosta e Maurizio Stevanato hanno diramato una nota per esprimere solidarietà ai Vigili urbani che sono stati oggetto di insulti per quanto è accaduto lunedì 5 settembre a Marina di Ragusa.
In un paese civile – hanno sottolineato Agosta e Stevanato – ci vuole il rispetto per chi svolge il suo lavoro e non servono direttive o ordinanze, ma semplicemente il buon gusto e il senso civico.
Nel contempo, i consiglieri hanno inteso prendere le distanze da quanti hanno parlato a vanvera senza conoscere i fatti, da qualche politico e dai consiglieri comunali che, indossando i panni di paladini della giustizia a convenienza, hanno sfruttato l’occasione per l’ennesimo strumentale attacco all’amministrazione Piccitto.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche la nota di solidarietà al Corpo di polizia Locale della consigliera Gianna Sigona.
Per la cronaca, l’artista di strada, che, nella serata di lunedì 5 settembre, era stato identificato ma non sanzionato, per quanto senza regolare autorizzazione, dopo aver richiesto e ottenuto la stessa, si è esibito già nella serata di mercoledì 7 settembre.
