“Comprendo il dispiacere dei cittadini siciliani, degli imprenditori e dei lavoratori che da venerdì dovranno -dichiara la presidente della Commissione Affari Sociali, Marialucia Lorefice – attenersi alle disposizioni restrittive previste per le zone arancioni, in cui la nostra Regione è stata inserita con l’ordinanza firmata del ministro della Salute.
Mi preme chiarire – sottolinea – che tali decisioni sono state assunte per salvaguardare il primario interesse della salute dei cittadini, che le Istituzioni hanno il compito di tutelare.
Le Regioni, anziché protestare, dovrebbero, innanzitutto, interrogarsi sul perché non siano riuscite a gestire l’emergenza nei propri territori, riorganizzando tempestivamente il proprio sistema sanitario come invocato dal Governo in vista della seconda ondata di contagi, che era stata ampiamente prevista.
Come spiegato ieri dal presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, in audizione presso la Commissione Affari Sociali e Sanità della Camera, le decisioni assunte dal Governo si basano su criteri oggettivi che erano stati condivisi con le Regioni in una circolare che risale al 30 aprile scorso.
La circolare tiene conto di ben 21 parametri e analizza per ciascun territorio: L’evoluzione della circolazione del virus; l’impatto sul sistema sanitario regionale; la capacità di resilienza territoriale, ovvero la capacità di risposta del sistema sanitario non solo alla circolazione del covid19, ma anche agli altri bisogni di salute dei cittadini.
Inoltre, già dal 12 di agosto, il Ministero della Salute aveva concordato con le Regioni un documento sulle ‘strategie di prevenzione e risposta al covid19, per una pianificazione degli interventi nazionali e regionali in vista del periodo autunno-invernale’.
Con il Decreto Rilancio abbiamo previsto da parte delle Regioni investimenti specifici e piani di potenziamento e riorganizzazione territoriale con l’obiettivo di assicurare la presa in carico precoce dei pazienti contagiati, dei loro contatti, nonché dei pazienti fragili.
Abbiamo – chiosa Lorefice – previsto il rafforzamento delle funzioni regionali di monitoraggio e accertamento diagnostico, il potenziamento delle attività di assistenza domiciliare, piani di riorganizzazione ospedaliera, volti a rendere strutturali sul territorio nazionale il potenziamento dei posti letto di terapia intensiva e sub intensiva.
Se oggi la Regione Siciliana si trova nella zona arancione è perché ha mancato della capacità di pianificazione, di sapersi adeguare alle indicazioni fornite mesi fa dal ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità e di utilizzare le risorse stanziate dal governo. Per questo risultano inaccettabili le dichiarazioni di Musumeci e Razza delle ultime ore, circa la pretesa di avere conto e ragione del perché la Sicilia sia stata inserita in ‘fascia arancione’.
Le ragioni sono chiare, oggettive, e non politiche.
Non è, però, questo il tempo delle polemiche. Alla Sicilia e ai siciliani non servono un presidente e un assessore che chiedono deroghe per rientrare in una fascia piuttosto che in un’altra. Alla Sicilia e ai siciliani servono un presidente e un assessore responsabili che lavorino per garantire un’adeguata risposta del Sistema sanitario regionale per fronteggiare l’emergenza.
Invito, pertanto, Musumeci e tutti i governatori regionali a perseguire quell’intento di unità invocato dal presidente Mattarella e ad adottare in tempi brevi tutte le misure necessarie per permettere ai territori di dare risposte efficaci alla pandemia nell’interesse della salute dei cittadini e delle economie locali.
Lavorando insieme, nell’interesse comune, potremo scongiurare il peggio in termini di diffusione della pandemia e far riaprire le attività produttive.”
