Sig. Sindaco, per favore, non si accodi alla corte dei parolai in cerca di visibilità

Il Sindaco, Peppe Cassì, ha ritenuto opportuno rilasciare una dichiarazione sulla questione Ragusa – Catania e sulle gare bloccate perché boicottate dalle imprese che pretendono una revisione dei prezzi alla luce degli aumenti dei prezzi dei materiali e delle attrezzature:

“L’aumento dei prezzi delle materie prime è un dato di fatto sotto gli occhi di tutti, che ogni cittadino può toccare con mano.
Ma “dato di fatto” e “giustificazione” non sono sinonimi e l’aumento dei costi non può diventare l’ennesimo motivo per mettere in secondo piano la Ragusa-Catania.
Così come ogni cittadino sta facendo giornalmente i conti con i nuovi tariffari, riprogrammando ogni sua attività, lo stesso faccia la politica per un’opera strategica, fondamentale, troppo a lungo rimandata.
I bandi deserti e i continui rinvii sono il segnale che la rotta va corretta ma non abbandonata.
Il nostro territorio ha il dovere di chiedere a gran voce la sua strada e la politica, a ogni livello, ha il dovere di ricordarsene non solo quando è il momento della rivendicazione dei meriti e degli annunci positivi.
È evidente che, aumentando il prezzo dei materiali, l’investimento economico pubblico debba aumentare per dare ai potenziali aggiudicatari dell’appalto una prospettiva di profitto.
Siamo giunti a una svolta storica, al momento di aggiudicare i lavori: fermarsi qui sarebbe una beffa storica e inaccettabile”.

Sig. Sindaco, per favore non si accodi alla corte dei parolai, commissari, sottosegretari, onorevoli e componenti di comitati vari. Non è più tempo di dibattere con tutti i soggetti che hanno trovato modo solo di avere visibilità e spazio per foto ricordo.
Al momento di aggiudicare i lavori si era arrivati tempo fa, oggi saremmo con un project financing in corso, magari fermo per chiedere un fisiologico adeguamento dei costi, ma l’opera sarebbe partita.
Una forza politica, facilmente identificabile, nel folle tentativo di intestarsi l’ultima paternità dell’opera, rimescolando le carte, ha rimesso tutto in discussione e ha voluto iniziare daccapo, dopo aver gratificato il privato con un rimborso per il progetto pronto di circa 40 milioni di euro.
E tutti, ad assistere silenti a questo gioco che si doveva concludere in breve tempo, complice anche la presenza del partito incriminato al Ministero delle Infrastrutture.
Invece, tutto procede, da tempo, al rallentatore, solo le dichiarazioni non sono mancate, dallo scorso mese di novembre, quando Musumeci garantiva di presentare il progetto definitivo entro l’anno e Cancelleri assicurava che entro il 31 dicembre ci sarebbero state le gare per i 4 lotti dell’opera.
Questa breve sintesi per esortare il nostro sindaco a dire basta a discorsi, dichiarazioni e assicurazioni sulla data di apertura dei cantieri.
Rappresenti il sindaco Cassì il cambiamento per il quale è stato eletto: fino ad ora è stato un falso Cassì rispetto a quanto proposto in campagna elettorale, una sorta di Caravaggio in versione istituzionale.
Segni una svolta anche per la Ragusa-Catania, proponga di lasciar perdere il raddoppio della 514 e si dedichi ad accelerare i lavori per l’autostrada che deve passare dal territorio comunale e deve andare oltre, fino a Gela, per mettere il capoluogo in comunicazione con la parte occidentale dell’isola, non meno importante per il nostro territorio.
Lasciamo perdere i comuni attraversati dall’attuale Ragusa – Catania, inadeguati per fare pressioni sulle autorità per avviare i cantieri e buoni solo per approfittare dei nostri flussi veicolari per colpirli con l’autovelox e fare soldi. Si cerchino un altro modello di sviluppo, noi abbiamo già, quasi pronto, lo sbocco dell’autostrada che ci porta fino a Catania, peraltro passando da Siracusa.
Il segnale più chiaro che la Ragusa Catania non si vuole fare, al netto delle dichiarazioni vane di qualche forza politica, è che il Commissario straordinario, che doveva agire con le prerogative che erano state stabilite per i lavori al ponte di Genova, non ha fatto nulla, ha ritardato anche per mettere i soldi promessi sul tavolo, tutti ritardi che hanno portato alla situazione attuale.
Tutto questo basterebbe, fra l’altro per fornire chiare indicazioni di voto, già dalle prossime regionali, perché le responsabilità sono chiare, ma, purtroppo, questo non sarà mai nelle corde del nostro sindaco.

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