I consiglieri comunali di Ispica che hanno votato la sfiducia al Sindaco sottolineano come Leontini non avrebbe
motivo di esultare, perché il TAR non gli ha dato ragione ma ha solo sospeso provvisoriamente la sfiducia.
Ma, a fine febbraio, un esito negativo del ricorso sarebbe solo una vittoria di Pirro, solo politica, tanto rumore per nulla.
I consiglieri comunali di Ispica, che hanno votato la sfiducia al Sindaco Leontini, Serafino Arena, Giambattista Genovese, Mary Ignaccolo, Paolo Monaca, Pierenzo Muraglie, Giovanni Muraglie, Carmelo Oddo, Matilde Sessa, Gianni Stornello e Angelina Sudano, con riferimento alla recente pronuncia cautelare del TAR Catania resa in merito alla delibera di approvazione della mozione di sfiducia, assistono sgomenti ad un quotidiano stravolgimento della realtà da parte del Sindaco Leontini il quale, con gargantuesca arroganza (ai limiti dell’incontinenza verbale) e assoluta ignoranza dei rapporti istituzionali, si profonde in continui insulti al Consiglio Comunale.
Occorre ricordare al primo cittadino, più propenso alle offese che alla buona amministrazione (ma in realtà non ci voleva molto), i termini esatti della vicenda ancora oggetto di esame da parte del TAR Catania (che ha fissato la discussione della controversia al prossimo 24 febbraio).
La decorrenza del termine di 180 giorni, entro i quali l’approvazione della mozione di sfiducia è inibita secondo quanto disposto dall’articolo 10 comma 1 bis della Legge Regionale n. 35/1997, può essere soggetta a due tipologie di interpretazioni: una letterale e l’altra di carattere sistematico.
Il primo orientamento fa coincidere la scadenza del mandato con i cinque anni dalla data in cui si sono tenute le elezioni. Il secondo orientamento valorizza il profilo sostanziale costituito dalla circostanza che nel periodo intercorrente tra la scadenza del mandato quinquennale e la data delle nuove elezioni il sindaco rimarrebbe comunque in carica continuando ad adottare atti e a esercitare tutte le sue funzioni (orientamento peraltro supportato dal contenuto della recente deliberazione pronunciata dalla Sezione Autonomie della Corte dei Conti n. 17/SEZAUT/2025/QMIG).
Entrambe le interpretazioni, come peraltro è chiaramente esposto nel parere dell’Ufficio Legislativo e Legale della Presidenza della Regione Sicilia del 10 novembre 2025 (che andrebbe letto integralmente e non citato ad usum delphini), si prestano a criticità e possono trovare accoglimento (tanto che lo stesso Ufficio Legislativo e Legale auspica un intervento legislativo chiarificatore).
I Consiglieri Comunali che hanno approvato la mozione di sfiducia hanno aderito all’interpretazione sistematica e non sono certo quegli sprovveduti che il Sindaco dipinge con un preoccupante distacco della realtà.
Si attende dunque il definitivo responso del Giudice Amministrativo, nei confronti del quale i 10 Consiglieri nutrono la più profonda fiducia, comprendendo la difficoltà della materia trattata.
Allo stesso modo si auspica che il Sindaco Leontini cessi il suo vaniloquio e pensi finalmente ad amministrare la nostra amata Ispica che merita sicuramente meglio di questo atteggiamento di tronfia e irridente sicumera. Non siamo ignoranti. Non siamo vendicativi. Non siamo politicamente sprovveduti.
Siamo consiglieri comunali che hanno esercitato fino in fondo il proprio ruolo istituzionale. Il sindaco oggi governa non perché abbia avuto ragione, ma perché il TAR ha disposto una sospensione provvisoria, in attesa del giudizio di merito fissato per il 24 febbraio 2026.
Questa è la realtà dei fatti. Il resto è propaganda.
La mozione di sfiducia è stata regolarmente votata dal Consiglio Comunale. Delegittimare i consiglieri significa delegittimare la volontà democratica della città. Noi rispettiamo le istituzioni. Rispettiamo il TAR.
E non abbiamo paura del giudizio finale, né di quello dei cittadini.
L’arroganza non è forza. È solo rumore.
La verità, invece, arriva sempre.
