di Cesare Pluchino
Le dichiarazioni di Lambruschi, sulle prime, hanno stampato il punto interrogativo sulla fronte, poi è venuta fuori la storiella dal tipico sapore meridionale
Per chi non mangia pallacanestro femminile a colazione, le dichiarazioni di Gianni Lambruschi a commento del successo su Broni, per la seconda giornata di campionato, non erano di facile interpretazione.
Rendeva onore alla squadra pavese perché era venuta a giocare, in questo angolo d’Italia, gravata da tre assenze importanti, senza cercare inagibilità di campo.
Si cambiava menù e si assumevano le informazioni appropriate: si doveva disputare la partita Lucca -Napoli, del campionato di serie A1 femminile e mentre la squadra toscana era arrivata dalle parti di Roma, veniva data la comunicazione del rinvio della partita per inagibilità del campo napoletano, dove, nonostante tutto, sabato sera si è giocata una partita di A2.
Secondo i pareri delle giocatrici e dei dirigenti del Lucca, riportati da basketinside.com, in un articolo a firma di Fabrizio Tonelli, c’è una sola spiegazione per il rinvio.
La squadra napoletana, che aspira alla conquista dello scudetto, dopo l’inaspettata sconfitta nella prima giornata di campionato, ad opera della neopromossa Broni, si sarebbe trovata in condizioni difficili per affrontare la partita con una delle squadre più forti del torneo, appunto Lucca.
Una straniera infortunata, un’altra appena arrivata, il nuovo allenatore, Nino Molino, appena insediato sulla panchina, alla seconda giornata, in sostituzione del titolare esonerato.
Le toscane con il dente avvelenato anche perché avevano chiesto il rinvio, loro, per l’assenza della nazionale Tognalini, impegnata nel mondiale tre contro tre, in Cina.
Di fuoco le dichiarazioni delle giocatrici e dei dirigenti lucchesi, la più forte quella che recita: “Lo sport è morto: una prece”
Per la dirigenza napoletana, che non spiega come mai il campo non è risultato inagibile per la partita di sabato sera, una polemica montata dalle avversarie, nella quale si ritroverebbe costretta ad inserirsi a tutela dell’immagine dei tesserati, dello sponsor e delle autorità coinvolte.
Una reazione che viene giudicata scomposta ed inaccettabile, contrariamente ad ogni regola sportiva, di civiltà e buon senso.
Quantità e qualità di inesattezze, illazioni, ingiurie e pregiudizi che obbligano ad un esaustivo comunicato che sarà appositamente diffuso, inviti alla denuncia alle autorità competenti, tentativo di tutelare la società, il Comune di Napoli, il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco e la Questura napoletani, minacce di adire le vie legali e di inoltrare querele per diffamazione.
Si sottolinea che gli stessi enti hanno dichiarato inagibili nei giorni scorsi circa la metà degli impianti sportivi a Napoli e provincia, e solo nella giornata sabato 08 ottobre alle ore 12 c’è stata la convocazione in Questura per tale decisione, come possono dimostrare atti pubblici in possesso dei dirigenti della squadra.
Questa sembra una dichiarazione importante che gli organi federali dovrebbero vagliare e verificare, anche perché l’inagibilità non potrà scomparire dalla prossima settimana, ove esistesse.
In mancanza di un chiarimento deciso su tutta la vicenda, legittimo sarebbe il teatrino osceno lamentato dai napoletani.
Dalle nostre parti il teatrino ce lo offrono le diatribe politiche locali, oltre lo stretto sono più avanti, non vorremmo che anche la pallacanestro femminile, dopo altri sport importanti, quali calcio, ciclismo, nuoto, per citarne solo alcuni, finisse nel
ridicolo per questioni che con lo sport hanno poca attinenza.
