Sospeso lo sciopero della fame dei vertici di Confcommercio

Pronti a riprendere la protesta ma fiduciosi per le misure annunciate che inducono a sospendere lo sciopero della fame.
I vertici di Confcommercio Sicilia, ancora due giorni fa, dicevano di non riuscire ad essere ottimisti, in audizione alla Commissione Attività produttive all’Ars.
Gianluca Manenti, Presidente regionale dell’organizzazione datoriale, chiedeva di potenziare la misura straordinaria di liquidità gestita dall’Irfis, anche in termini di celerità istruttoria con tempi di deliberazione certi. Manenti sollecitava anche una terza misura modulata per le aziende con maggiori esigenze con un finanziamento sino a 350mila euro da dividersi tra il sistema bancario e l’Irfis, in cui l’Irfis si deve impegnare a coprire tutti gli interessi maturati anche per la parte da corrispondere al sistema bancario, in riferimento alla prevista rimodulazione dei fondi europei e nazionali extra finanziaria (250 milioni di euro), da utilizzare per i ristori alle imprese colpite dalla crisi dovuta alla pandemia, rimodulazione che, secondo Confcommercio Sicilia, deve essere immediata così come altrettanto immediata deve essere la scelta dei criteri e delle modalità per l’erogazione dei contributi che deve avvenire sempre attraverso l’Irfis come soggetto attuatore e l’assessorato alle Attività produttive come centro di responsabilità.
Chiesti ristori, altresì, sia per le utenze che per gli affitti. Risorse in più che devono essere stanziate direttamente ai proprietari degli immobili che dimostrano, attraverso i contratti registrati, il loro credito.
In questo modo, i fondi arriveranno direttamente ai proprietari e non incideranno sui ristori previsti, anche se, di fatto, i benefici ricadranno positivamente su tutti.
L’assessore Turano, anche a nome del vicepresidente Armao, si era impegnato ad illustrare le richieste al Presidente Musumeci, in un tavolo appositamente convocato per il 19 prossimo, per verificare come dare attuazione alle procedure sopra descritte.
Turano aveva chiesto di sospendere la protesta, Manenti aveva ringraziato per l’attenzione respingendo, però, la richiesta e sottolineando che si sarebbe proseguito con lo sciopero della fame sino a quando non si avranno i primi risultati concreti a sostegno delle categorie più duramente colpite.
Fra le altre richieste di Confcommercio Sicilia, no al coprifuoco, date certe sulle riaperture da attuare in piena sicurezza, pianificazione vaccinale dinamica.
Oggi, 13 maggio, dopo una settimana di sciopero della fame, rientra la protesta: “Da lunedì quasi certamente la Sicilia sarà in zona gialla. Mentre 250 milioni di euro, approvati dal Cipe, saranno messi in circolo nell’economia siciliana, a sostegno delle categorie più colpite dalla pandemia: tutto ciò entro il mese di giugno quando saranno attuate le procedure di erogazione prevista.
Due importanti obiettivi raggiunti che ci spingono a sospendere lo sciopero della fame”.
Così il presidente regionale di Confcommercio Sicilia, Gianluca Manenti, dopo avere appreso le ultime novità. “Dopo sette giorni – continua – abbiamo deciso di fermarci anche in attesa dell’esito della conferenza Stato Regioni e della cabina di regia convocata per lunedì dal Governo.
Restiamo, insomma, in attesa delle risposte della politica da cui ci aspettiamo non solo la solidarietà mostrata fino ad oggi ma la revisione del coprifuoco e date certe per la ripartenza di tutte le attività economiche oggi bloccate o limitate fortemente, all’aperto e al chiuso”.
“Voglio ringraziare – continua Manenti – i presidenti provinciali di Catania e Trapani, rispettivamente Piero Agen e Pino Pace, per avere condiviso la protesta, così come il presidente di Fipe Sicilia, Dario Pistorio, il presidente Confcommercio Sciacca, Giuseppe Caruana, e tutti i dirigenti del nostro sistema che hanno voluto appoggiare questa forma di contestazione silenziosa rispetto a scelte che ci hanno messo con le spalle al muro.
Il nostro pensiero va alle migliaia di imprese di vari settori in condizioni ormai disperate: dalla ristorazione alle palestre, dalle attività nei centri commerciali ai parchi tematici, dal mondo del wedding alle fiere senza dimenticare centri scommesse, teatri, cinema e numerose altre attività oggi ancora chiuse.
Aspettiamo di capire, dunque, che cosa accadrà.
Siamo pronti a riprendere, nel caso, la nostra battaglia di civiltà perché sia garantito il diritto al lavoro a tutti. Nessuno dovrà essere abbandonato al proprio destino. E’ stata dura, non lo nego. Ma siamo pronti a rifarlo, se necessario, perché le imprese hanno bisogno di tutta la comprensione e di tutto il sostegno possibile in questa fase così delicata. E, soprattutto, hanno bisogno di lavorare, anche se con tutti gli accorgimenti del caso, per potere alimentare la propria speranza di sopravvivenza”.

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