“Speranza e disperazione degli italiani oggi”

di Cesare Pluchino

E’ il tema del Convegno che si terrà lunedì 27 ottobre al Teatro Tenda di Ragusa, per conoscere le linee di tendenza della società, per rispondere alle diverse istanze sociali che interpellano le comunità ecclesiali.

 

Il Vescovo, mons. Paolo Urso, affiancato dal segretario del consiglio pastorale diocesano, il prof. Carmelo La Porta e dal direttore dell’ufficio comunicazione sociale della Diocesi, il dott. Giampiero Saladino, ha presentato l’iniziativa, nel corso di un incontro con gli organi d’informazione, tenutosi presso la Biblioteca “Mons. Pennisi”.
La Chiesa locale vuole studiare scientificamente la situazione e i problemi della società, prima di affrontare i temi della pastorale e il Consiglio Pastorale, dopo lunga riflessione, ha dato corso al progetto che si avvale della qualificata guida della dott.sa Elisa Manna, sociologa e ricercatrice del CENSIS, studiosa esperta di problemi ecclesiali e anche sociali, che si è occupata di media, di media e minori.
Sottolineato, da parte del prof. La Porta, l’impegno di declinare le diverse situazioni alla luce dell’attuale momento che si attraversa, una lettura della realtà per fornire delle risposte.
A Ragusa la dott.sa Manna, attingendo alle ricerche Censis, porrà l’attenzione sulla lettura delle linee di tendenza della società italiana e siciliana, sugli elementi che determinano la mancanza di fede e di fiducia che generano disperazione e sui dati, gli elementi, le risorse per dare speranza.
L’intento è quello di offrire agli operatori degli uffici pastorali della diocesi, ai componenti dei consigli pastorali parrocchiali e diocesano, dei consigli per gli affari economici, ai parroci una riflessione che non sia solo una lettura statistica ma un’analisi sociologica e d’approfondimento per leggere la realtà, interpretarne le linee di tendenza e promuovere contributi di speranza.
S.E. il Vescovo Mons. Urso ha voluto evidenziare che il tema s’inserisce nel piano, definito 4 anni fa, della pastorale “Educhiamoci alla speranza”. Nell’incipit, appunto si riportava alla memoria la scelta maturata dalla lettura di un documento dell’episcopato italiano “Educare alla vita buona del Vangelo”, in cui si leggevano quattro affermazioni fondamentali: la Libertà è il presupposto per la crescita individuale della persona, la Chiesa è Maestra di Verità, in una società caratterizzata dalla molteplicità di messaggi e dalla grande offerta di beni di consumo, il compito più urgente diventa educare a scelte responsabili, anima dell’educazione, come dell’intera vita, può essere solo una speranza affidabile.
“Il tema della speranza si rivela, oggi, quanto mai attuale, trovandoci in una situazione che non immaginavamo – ha sottolineato il Vescovo – si può dire che la nostra fu un’intuizione profetica”.
“Ma dove seminare speranza ? ci potevamo rivolgere ad una realtà confessionale, abbiamo preferito rivolgerci al CENSIS, per capire cosa sta accadendo nel cuore degli italiani, per aiutarci a capire come si può offrire speranza” – ha continuato Mons. Urso, aggiungendo: “Quando parliamo di speranza non dobbiamo parlare in modo illusorio” e, citando Vaclav Havel, ha ripetuto le sue parole pronunciate in una conferenza parigina sull’’attesa’: “Abbiamo aspettato la libertà, c’è chi aspetta senza aver seminato, puoi attendere se hai seminato, se la tiri la sradichi, come una pianta, la fai morire”.
“Occorre – ha concluso il Vescovo – l’impegno fattivo, concreto, delle persone, perché alla gente venga data l’opportunità di sperare bene, attraverso piccoli segnali che possono aiutare a non disperare”.
L’idea dalla quale parte l’iniziativa è delineata nell’introduzione al piano pastorale “Educhiamoci alla speranza”, usando le parole di un testo del Beato Paolo VI, pronunciato quarantasei anni fa e sempre attuale: «La nostra missione, e proprio in questa ora inquieta e confusa, è quella di infondere speranze buone, speranze vere, speranze nuove agli uomini a cui si rivolge il nostro ministero… Tocca a noi, credenti, speranti ed amanti, portare, secondo l’arte nostra, continuamente all’uomo cieco la luce, all’uomo affamato il pane, all’uomo adirato la pace, all’uomo stanco il sostegno, all’uomo sofferente il conforto, all’uomo disperato la speranza, al fanciullo la gioia della bontà, al giovane l’energia del bene» (Omelia, 22.2.1968).

 

La relazione del convegno è affidata alla dott.sa Elisa Manna, ricercatrice Censis e responsabile del settore di ricerca Politiche Culturali della Fondazione Censis.
Laureata in Filosofia e in Sociologia ha centrato il suo interesse per la ricerca empirica e per l’approfondimento scientifico sui temi della comunicazione e dei media, con particolare riferimento agli effetti dei media sui minori, sulle donne, sulle persone con disabilità. Occupandosi di ricerca sui processi culturali e di politiche per la cultura, la dott.sa Manna, oltre ai temi specialistici massmediologici, si è interessata, attraverso la ricerca sociale e le sue ricadute, alla promozione della dignità della persona umana, senza distinzione di sesso, età, etnia e condizione sociale.
Nel corso di 30 anni di attività, ha diretto numerosissime ricerche nel campo dei media e delle politiche culturali su diversi temi sociali (donne, famiglia, minori, immigrati) e ha pubblicato numerosi contributi scientifici su riviste italiane e straniere.
Diversi i suoi incarichi: nel 2003 membro del Comitato Media e Minori, presso il Dipartimento Comunicazioni del Ministero per lo Sviluppo Economico, di cui è stata vicepresidente; nel 2011 membro del Consiglio Nazionale degli Utenti, organo consultivo dell’AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni); attualmente sta collaborando, come rappresentante del Ministero per lo Sviluppo economico alla stesura e promozione del Codice di autoregolamentazione “Media e genere”; dal 2012 è Membro del Consiglio del Cardinal Agostino Vallini, Vicario di Roma.

Ultimi Articoli