Confermate le ipotesi di reato nei confronti dell’assessore regionale alla sanità, per la diffusione di dati covid falsi.
Si sono chiuse le indagini della Procura di Palermo che coinvolgono l’attuale assessore alla salute del Governo presieduto da Nello Musumeci, e i suoi più stretti collaboratori.
Ma di dimissioni nemmeno se ne parla, accrescendo la distanza del Presidente dalla gente comune che lo aveva eletto con ben altri presupposti
Dello sdegno per un fatto che, moralmente, va oltre la pur grave ipotesi di reato, si fanno interpreti Claudio Fava, presidente della Commissione antimafia dell’Assemblea Regionale Siciliana, e il capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Assemblea Regionale Siciliana, Nuccio di Paola
Queste le rispettive note inviate alla stampa:
“Al di là del rilievo penale, sul quale altri giudici dovranno pronunciarsi, le accuse della Procura della Repubblica di Palermo nei confronti dell’assessore Razza e dei suoi più stretti collaboratori confermano un fatto, in sé moralmente più grave dell’ipotesi di reato.
Quello cioè che sulle piattaforme informatiche del Ministero della Salute e dell’Istituto superiore di Sanità furono caricati dati falsi sul Covid.
Di fronte a questa certezza, non può che indignare il tradimento del patto di lealtà con i Siciliani rispetto alla tutela della loro salute. Indignazione che va ben oltre il “disegno criminoso” di cui parla la Procura.
Qualunque cosa decisa di fare Razza, da oggi moralmente non è più l’assessore alla salute di alcuno.”
Lo dichiara Claudio Fava, presidente della Commissione antimafia dell’Assemblea Regionale Siciliana, dopo le notizie sulla chiusura delle indagini della Procura di Palermo che coinvolgono l’attuale assessore alla salute del Governo presieduto da Nello Musumeci.
“Dati Covid falsi”, M5S :”Le indagini confermano i nostri sospetti e la condotta quantomeno immorale dei vertici della Sanità siciliana”
“Le indagini della Procura della Repubblica confermano l’esistenza di un ‘disegno criminoso’ dei responsabili della sanità in Sicilia dietro il caricamento dei dati nelle piattaforme informatiche del Ministero della Salute. Cosa di cui noi abbiamo sempre avuto il forte sospetto e che abbiamo a più riprese evidenziato anche prima dell’apertura delle indagini.
Non a caso avevamo chiesto di audire il Comitato Tecnico Scientifico in Commissione Salute, proprio per farci spiegare come fosse stato possibile il miracoloso aumento del 50% di analisi di tamponi molecolari, schizzati da 5.000 al giorno a 7.500, senza che fossero stati potenziati i servizi di analisi siciliani, in quel periodo in grosse difficoltà.
Ora, al di là del fatto se si andrà a processo o meno, le risultanze delle indagini attestano una condotta moralmente inaccettabile dei vertici della Sanità siciliana. Musumeci e i siciliani ne prendano atto”.
Lo afferma il capogruppo del M5S all’Ars, Nuccio di Paola.
