Squilli di tromba del consigliere comunale Federico Bennardo, ancor prima del rientro dalle ferie

Il consigliere comunale, Federico Bennardo, eletto nella lista del sindaco Cassì, terzo degli eletti come consigliere comunale, attualmente secondo in Consiglio, a seguito delle dimissioni da consigliere dell’assessore Giuffrida, contesta l’azione dell’amministrazione per la scarsa attenzione, finora dimostrata, nei confronti dei giovani.
Sono, secondo noi, i prodromi di una azione politica che il consigliere Bennardo è intenzionato a portare avanti, non solo con competenza ma con spiccato entusiasmo giovanile, indifferente alla circostanza che i suoi rilievi siano rivolti all’interno della lista e della coalizione nelle quali milita ed è stato eletto.
E questo particolare qualifica non poco, e per quello che ci riguarda ci appassiona non poco, non solo perché Federico Bennardo dice quello che pensa ma soprattutto si mostra svincolato da condizionamenti, da opportunità politica, dalle indicazioni e dai diktat tanto cari a Cassì e alle sue squadre.
E il riferimento ai primi 100 giorni di attività amministrativa lascia presagire, inoltre, ma non è l’unico caso, che saranno in molti, fra poco, il 19 settembre per la giunta e il 17 ottobre per il consiglio comunale, a chiedere il conto dell’attività svolta.
E poco ci sarà da giustificare, perché in campagna elettorale il sindaco Cassì aveva parlato della continuità amministrativa che avrebbe reso conveniente la sua rielezione. E, a ben guardare, si prevedono non poche polemiche per l’assoluto immobilismo di molti assessori della giunta.

Questa la nota del consigliere Bennardo che termina con un inaspettato endorsement per la nomina a vicecoordinatore cittadino per Fratelli d’Italia del giovane Simone Diquattro, nonché per il riferimento alla giovane età dell’attuale premier meloni, ministra già all’età di 31 anni nel governo Berlusconi IV.

IL CONSIGLIERE COMUNALE DI RAGUSA BENNARDO: “CI ASPETTIAMO MAGGIORE ATTENZIONE PER I GIOVANI, FINORA NON E’ ARRIVATA”

“Ci stiamo approssimando alla fase conclusiva dei primi 100 giorni dalle elezioni, quelli in cui si fa un bilancio delle prime cose fatte e in cui si intuisce la polarizzazione dell’azione amministrativa.
E riguardo la rappresentanza giovanile tutto tace visto e considerato che nonostante le polemiche sollevate nessuna presidenza delle 6 commissioni consiliari è andata a un under 30”.
Lo sottolinea il consigliere comunale di Ragusa, Federico Bennardo, che aggiunge: “Non sarebbe di certo stato sufficiente per poter parlare di idonea rappresentanza giovanile, dato il ruolo decisamente ridimensionato delle commissioni stesse, dopo la sentenza della Corte dei conti che ne limita i lavori ad esaminare gli atti strettamente propedeutici al Consiglio comunale, ma di certo un giusto segnale.
Abbiamo sentito spesso parlare della necessità di far esperienza prima di avere un ruolo esecutivo nell’amministrazione eppure lo stesso sindaco, ad esempio, si candidò nel 2018 ad amministrare una città capoluogo di provincia senza aver mai occupato un ruolo politico e dato il risultato plebiscitario di questa tornata elettorale lo ha fatto pure bene.
È insomma richiesto un cursus honorum a volte. Altre no. D’altronde nessuno nasce sindaco, presidente del Consiglio comunale o assessore e un turno di rodaggio è sempre necessario a meno che non acquisiamo sin da adesso la disponibilità degli amministratori stessi a ricandidarsi, vita natural durante, per ricoprire il ruolo che oggi hanno. Questa non vuole essere una polemica contro qualcuno ma una battaglia contro qualcosa che va sdoganata”.

“L’assenza dei più giovani evidentemente – ancora il consigliere Bennardo – traspare nelle scelte amministrative, penso all’ordinanza sindacale 957 recante disposizioni di sicurezza urbana che pone di fatto un bavaglio su apparecchi ed impianti musicali nel territorio comunale e che di fatto non ha risolto i problemi di sicurezza come era da aspettarsi.
O ancora la gestione di impianti comunali come la piscina Eva Paglia non mi è del tutto chiara. A farne le spese sono stati ovviamente i più giovani. Un favore alle località limitrofe.
Nonostante tutto, siamo qui a lavorare, lo dicono i fatti, e provare ad arricchire il dibattito. Ho, infatti, visto i colleghi più giovani darsi da fare anche adesso nonostante le vacanze e non smettere di documentare, segnalare e provare a risolvere i disagi esistenti nei limiti delle loro possibilità.
Ben venga in questo senso la nomina a vicecoordinatore cittadino per Fratelli d’Italia di Simone Diquattro che indica che forse qualcosa sta cambiando, perlomeno altrove.
Meloni, del resto, è stata la più giovane ministra della storia repubblicana italiana con i suoi 31 anni quando fu nominata nel governo Berlusconi IV. La città che voglio è giovane e continuerò a battermi per questo”.

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