E’ vero, come dice il sindaco Cassì, che questa amministrazione si appresta a mettere in campo una serie di opere pubbliche di notevole consistenza, grazie al periodo post emergenziale che fa arrivare fondi non indifferenti per i lavori pubblici, anche se, andando a leggere, per esempio, il libretto editato dai sostenitori del sindaco Dipasquale in occasione della candidatura per il secondo mandato, ci si accorge che dal 2006 la città visse un analogo momento di cantiere perenne, con opere che modificarono il volto dell’urbe.
Ma per quanto riguarda i comuni mortali la situazione non è affatto accettabile, perché ci sono grandi opere nelle intenzioni dell’amministrazione ma camminare sulle strade della città è diventata una impresa.
Innegabile che anche per l’asfaltatura delle strade si è speso un pozzo di soldi, dovremmo essere al terzo step da un milione di euro, molte arterie cittadine sono rifatte, ma restano zone di grande transito che definire trazzere è un eufemismo.
Il sindaco aveva anche detto che forse 5 anni non sarebbero bastati per mettere a posto tutte le strade, ma siamo arrivati a 41 mesi su 60 e ci sono situazioni imbarazzanti.
Comprensibile che con la mente ai grandi progetti nessun può pensare al pensionato con la vecchia euro 2 o 3 che percorre, per esempio, la via Salvatore con la sua auto dalle sospensioni rumorose, anzi la risposta di questa amministrazione si sa già: compri una vettura nuova, meglio se con le sospensioni idropneumatiche o comunque adattative, con un bel joystick che comandi le varie opzioni di taratura per rendere al meglio su ogni tipo di terreno. Per farla più semplice, sarebbe meglio, addirittura, vietare la circolazione alle vetture anziane, tanto con la mobilità alternativa di cui gode la città gli anziani vadano a fare la spesa con il monopattino a ruote ammortizzate.
Ma quale sarebbe la situazione insostenibile di alcune strade: ce le mostra il segretario cittadino del Partito Democratico che posta le immagini dello stato della via Salvatore e di una bella buca all’incrocio fra via Mariannina Schininà e corso Vittorio Veneto. Non c’è da stare molto allegri, sono di quelle piccole manutenzioni, urgenti, per cui non si dovrebbe nemmeno dare il tempo di scattare delle foto, anche perché le dimensioni delle voragini lasciano pensare che da giorni gli automobilisti concorrono all’allargamento del cratere.
Ci sono anche quelli del comitato di residenti di Ibla che parlano e producono documentazione fotografica di asfalto sconnesso nel centro barocco, di basole non sistemate e di colonnine instabili e sgretolate.
Queste ultime sono quelle che reggono le inferriate di recinzione della via del Mercato e ci permettiamo di dire che saranno sì malandate ma, di certo, inserite nel mega progetto di riqualificazione per cui fanno la fila gli aspiranti a gestire i famosi locali di via del Mercato.
Il comitato pone all’attenzione dell’Amministrazione comunale il totale stato di abbandono in cui versa Ibla, circostanza che contribuisce a rendere per nulla accogliente e ospitale il centro storico patrimonio dell’umanità.
Sarebbero “problematiche ignorate da sindaco, assessori, consiglieri comunali, polizia municipale e dirigenti che scendono a Ibla, dimostrando disinteresse per il territorio in questione, i residenti, i turisti e gli operatori economici”.
Mettono in evidenza la mancata manutenzione e le precarie condizioni del manto stradale dell’intera via Risorgimento dall’inizio di via Dante Alighieri sino all’ospedale Maria Paternò Arezzo, per poi proseguire sino all’incrocio con la Ss 194 di competenza comunale, in più tratti simile a una trazzera; e, ancora, la strada di collegamento tra via Di Quattro – Discesa Peschiera e la Ss 194 in entrata e uscita da Ibla; in via Del Mercato, lungo tutto il lato a monte, dall’ex mercato in poi, il manto stradale si presenta sconnesso e pieno di grosse buche.
Anche in questo comunicato non manca la nota di colore, “il notevole disturbo al riposo notturno a causa del rumore provocato dal continuo sobbalzare degli pneumatici e conseguenti fastidiose vibrazioni che si trasmettono alle adiacenti abitazioni. Come se non bastasse, durante le precipitazioni atmosferiche, pedoni e universitari vengono irrorati di spruzzi del traffico veicolare.”
Ma i disagi, a Ibla, non finiscono qui, altra strada in cui l’asfalto è sconnesso è la via Giardino all’incrocio con via Ten. La Rocca, con decine di rattoppi delle perdite dell’acquedotto tamponate alla meno peggio e persino con calcestruzzo non livellato rimasto privo di uniforme degna sistemazione finale da piazza G.B. Odierna a via Arc. Distefano.
E, ancora, la carreggiata di piazza G.B. Marini con il manto stradale rovinato dalle radici dei pini che hanno provocato anche il distacco della pavimentazione circostante e con il tronco del pino tagliato non rimosso; via Santa Maria La Nova che da mesi aspetta il ripristino del manto stradale rimasto rustico dopo la riparazione della condotta sottostante dinanzi all’ingresso del campetto; corso Don Minzoni, con il basolato da poco sistemato ma nuovamente staccato e sconnesso in più tratti anche a causa del transito dei mezzi pesanti nonostante i divieti; la corsia a valle in uscita verso l’ospedale Arezzo presenta vistosi segni di cedimento; la curva subito dopo la stazione di servizio è particolarmente liscia e scivolosa, causa di numerosi incidenti in caso di pioggia e gelo restando sempre umida perché in penombra.
