Sembra l’esito di una consultazione elettorale: alla fine tutti hanno vinto, nessuno ha perso, anche chi ha conquistato un misero 2 % può dire che ci sono segnali di una certa vitalità che fa ben sperare per il futuro.
E tutto, come nelle migliori consultazioni elettorali, resta come prima, la rotatoria sarà spostata, sarà allargata, il traffico sarà regolato da una segnaletica orizzontale che, si spera, sarà pitturata su una nuova pavimentazione e che eviterà il posizionamento di spartitraffico.
Gli amministratori danno seguito ad un iter avviato nel 2015, la Soprintendenza darà seguito alle pratiche per istituire un vincolo sulla piazza, i parcheggi e i dehors resteranno al loro posto, non pensiamo nemmeno che il traffico veicolare sarà incentivato dalla nuova sistemazione viabilistica e resterà confinato nei volumi che caratterizzano, da un po’ di tempo, questa parte della città.
La riqualificazione della piazza resterà nel libro dei sogni di quanti la volevano pedonalizzare, ci vorranno almeno un paio di anni per attuare programmi che, al momento opportuno, scateneranno roventi polemiche, soprattutto per l’eliminazione totale dei parcheggi.
Per la riduzione di qualche metro del progetto originario della rotatoria e per la revisione parziale del progetto esultano gli architetti che hanno rivendicato la primogenitura delle contestazioni allo stesso, un po’ meno i politici che avevano colto al volo l’occasione per attaccare l’amministrazione.
Portano a casa il sussulto della Soprintendenza per il vincolo da porre sulla piazza, la speranza per una futura riqualificazione, ma, al momento, debbono riporre nel cassetto i sogni di un blocco della sperimentazione e dei relativi interventi programmati, l’ennesimo tentativo a vuoto di boicottare l’attività dell’amministrazione per mezzo di una opposizione che spara solo a salve, impressionando solo con i botti e non producendo, finora, effetti concreti.
Piuttosto, sarebbe tempo, per non ricadere in inutili sterili polemiche che associazioni, politici e cittadini cominciassero a discutere sui temi inerenti il centro storico in maniera organica: si parla sempre di coinvolgimento della collettività, di concertazione, di necessità di aderire alle volontà dei cittadini che il centro storico vogliono vivere. Sarebbe opportuno, allora, che fossero predisposti adeguati programmi elettorali da parte degli aspiranti amministratori, così da poter presentare agli elettori un programma definito, così da non dare adito ad equivoci o a strane inversioni di tendenza.
Si decida se e quali vie pedonalizzare, si decida quali i parcheggi da eliminare, si presenti un piano del traffico urbano, si propongano le incentivazioni per restituire vitalità al centro storico, in maniera tale che gli amministratori del futuro, quali che siano, possano mettere mano al programma elettorale senza ulteriori consultazioni e senza eventuali contrasti.
Regole del gioco uguali per tutti, programmi chiari e, se possibile, anche da attuare.
