Alla notizia che sono avviati i lavori per la costruzione del Superstore Decò, del gruppo Arena, struttura di prestigio che sarà propedeutica all’insediamento di altre attività commerciali, fra le quali un ristorante McDonald, si sono moltiplicati i commenti, tutti legittimi, di quanti non condividono nuove aperture di centri commerciali e attività al passo con tempi.
Molti avrebbero preferito, in quella vasta area che da via La Pira, all’altezza del campo di rugby, arriva al PalaMinardi e alla via Cartia, il parco urbano, considerando i nuovi insediamenti condizioni per un ulteriore spopolamento commerciale del centro storico.
All’incrociarsi dei commenti più diversi, il sindaco si premura sulla sua pagina facebook a esternare il suo pensiero, quasi a placare gli animi e le proteste.
Precisa che “Si tratta infatti di interventi su terreni di proprietà di privati, conformi alle normative e al Piano Regolatore Generale vigente” e coglie l’occasione per ribadire, ormai come un refrain, che “ancora una volta le scelte urbanistiche del passato ricadono inevitabilmente sul presente e sul futuro della nostra città”
Evidenzia anche come il TAR ha già dichiarato illegittimi i tentativi del Comune di impedire le iniziative edificatorie dei proprietari, ammettendo che l’amministrazione ha fatto di tutto per impedire questa limpida espressione di sviluppo per la città, anche per venire incontro a interessi particolaristici locali della concorrenza, come già espresso e non smentito da molti degli attori di questa vicenda che si trascina da anni.
Aggiunge anche: “Occorre però sia chiaro anche che il Parco urbano che oggi tutti auspichiamo potrà sorgere proprio nelle aree che, in misura del 70% rispetto alle superfici edificabili, i proprietari privati dovranno cedere al Comune in virtù del principio di perequazione previsto dai regolamenti comunali, il Parco sorgerà quindi nelle parti interne dell’area, cedute al Comune proprio a seguito delle iniziative edificatorie lungo il suo perimetro”.
Legittimo che il sindaco abbia voluto fare fronte alle critiche sgombrando il campo da equivoci sulla genesi di queste nuove strutture, legittime tutte le posizioni rispetto ai centri commerciali, ma legittime pure quelle su parchi, piste ciclabili, indiscriminato consumo di suolo zero, soprattutto se si predica bene e si razzola male, come costruire parcheggi sotterranei invece di vietare l’uso del mezzo privato, almeno nelle zone più sensibili.
Al di là di queste considerazioni, sarebbe stata opportuna, comunque, una attenzione positiva del primo cittadino, per le nuove strutture, una parola di plauso per l’iniziativa imprenditoriale, di livello, nella nostra città, la soddisfazione per l’incremento, inevitabile, dei livelli occupazionali offerto dalla nuove aperture commerciali, peraltro, come si sta impostando, da qualche tempo, a Ragusa, con livelli retributivi in linea con le normative, come era accaduto, e come avviene tuttora, nel tradizionale settore del commercio in città.
Senza contare gli inevitabili benefici per la concorrenza nel settore che, per la presenza di grossi consolidati gruppi, provocherà un limite ad aumenti indiscriminati, come avviene da tempo nel settore alimentare, ci sono infatti altri gruppi della grande distribuzione interessati a ‘entrare’ a Ragusa, come cercano di fare da tempo.
I progetti parlano di un’altra grossa struttura commerciale diffusa, innovativa sotto l’aspetto architettonico, nell’area prospiciente il PalaMinardi, con ingresso da via Cartia, un altro grosso polmone commerciale che servirà a far riprendere la città dalla botta dei primi cinque fallimentari anni di (non) sviluppo economico che, con grandi difficoltà, il nuovo assessore si sforza di riportare sul binario della crescita, che diventa ogni giorno più obbligata per la città.
