Richiesta di convocazione della seduta fuori dal regolamento dei lavori del Consiglio Comunale delle Commissioni, per l’organo consultivo comunale che si occupa di Sviluppo Economico, Industria, Artigianato, Commercio, Agricoltura, Politiche comunitarie, presieduto dalla consigliera Cettina Raniolo Cassì.
Si doveva parlare di centro storico, di programmazione eventi e dehors, mancavano, però, gli assessori al ramo, il Sindaco per il centro storico, il vicesindaco per lo sviluppo economico e il nuovo assessore Barone per la programmazione degli eventi, oltre al dirigente del settore sviluppo economico, anche lui impossibilitato a partecipare.
Forse, sarebbe stato meglio non avere fretta e organizzare la seduta per tempo, assicurandosi che ci fosse una adeguata e qualificata partecipazione.
Già atipico il comunicato alla stampa inoltrato dal consigliere comunale del Movimento 5 Stelle che vantava l’aver lanciato la proposta della seduta e si preoccupava di annunciare gli ospiti, i responsabili comunali e provinciale della Associazione Commercianti, che lo stesso aveva chiesto, e ottenuto di ascoltare.
Erano presenti, infatti, alla seduta il Presidente provinciale ConfCommercio, Gianluca Manenti, e il Presidente della sezione cittadina Danilo Tommasi.
Della Commissione presenti i componenti Sergio Schininà, Corrada Iacono, Maria Malfa, Andrea Tumino, oltre alla Presidente Cettina Raniolo, per il gruppo PeppeCassìSindaco, Giovanni Gurrieri per il Movimento 5 Stelle e Mario Chiavola in veste di capogruppo del PD.
Gli interventi sono stati aperti da Danilo Tomasi che ha ringraziato per l’audizione, proficua per un comune intento di tutelare il territorio.
Passando subito ai problemi emergenti, Tomasi ha evidenziato quello, ormai insostenibile, dello spopolamento del centro storico. Diverse le cause, la crisi economica, i centri commerciali, ma è da notare come, nello stesso centro storico superiore, si siano formate due aree distinte, una in crescendo, quella di San Giovanni, grazie ai privati che hanno deciso di investire, anche se con qualche problema di sicurezza e di ordine pubblico, e quella di via Roma dove la desolazione è incredibile.
Inoltre, c’è poco decoro in zona e la questione è aggravata dal fatto che manca una adeguata programmazione di eventi.
Non grandi eventi, legati ad una o due sere, ma eventi che devono rendere viva una zona, serve una programmazione semestrale o, addirittura annuale, senza un necessario dispendio di ordine economico.
Vedi le esperienze della domenica mattina, con i mercatini, se occorre i commercianti sono disposti a tassarsi, occorre porre attenzione sul fatto che per gli eventi culturali c’è un riscontro notevole.
Secondo il rappresentante dell’ASCOM si deve dare un sostegno economico a quanti vogliono investire in centro, ma servono alcuni accorgimenti per dare decoro alle strade: innanzitutto un regolamento per far sì che vengano mantenuti puliti i locali sfitti che vengono lasciati nel più totale abbandono, accrescendo la desolazione delle tante saracinesche abbassate.
Serve poi verificare la possibilità dell’apertura al traffico di via Roma e modificare gli orari di apertura degli uffici turistici.
Tomasi ha fatto riferimento all’utilizzo della tassa di soggiorno per il personale e ha consigliato di servirisi di questi proventi per pagare straordinario ai dipendenti.
Non da meno i problemi per la raccolta dei rifiuti, con la spazzatura degli esercizi commerciali che resta per strada per giorni o, comunque fino a tarda ora, nella giornata, e con un servizio non sempre all’altezza.
Un calendario di raccolta da rivedere, i mastelli e i contenitori che risultano insufficienti, no quelli previsti dal capitolato, particolare ormai ammesso da tutti.
Il Presidente provinciale Manenti si è soffermato sul ruolo che potrebbe avere l’Ascom, con la sua affidabilità e la sua credibilità, come modello da seguire per il microcredito alle imprese e alle start up, per far tornare Ragusa un’isola nell’isola.
Rosa Chiaramonte, componente del Direttivo cittadino ASCOM si è soffermata, invece, sulle problematiche relative alla TARI per le aziende che si vedono obbligate a pagare sulla base dei metri quadrati di superficie, ove vengono compresi anche cortili e parcheggi, non influenti per la produzione di rifiuti.
Ha fatto riferimento ad una situazione allucinante, per l’invio di cartelle, del 2013 fino al 2017, chiedendo, quantomeno, misure di rimedio, almeno per il futuro.
Tomasi è intervenuto, nuovamente, per parlare dei dehors, della burocrazia eccessiva per le autorizzazioni, auspicando misure mirate a sveltire i procedimenti, oltre a modificare il regolamento per permettere l’utilizzo di queste strutture anche in inverno.
Favorire le installazioni di dehors, secondo il rappresentante dei commercianti, significa favorire l’economia e l’aumento dei posti di lavoro.
Il consigliere Gurrieri, del Movimento 5 Stelle ha appoggiato in pieno le richieste dei commercianti, trovandosi d’accordo per le agevolazioni economiche e fiscali, e per tutte le criticità segnalate, dalla viabilità su via Roma a ogni possibile forma di agevolazione per favorire il ritorno in centro di commercianti e residenti.
Polemico l’intervento del consigliere di maggioranza Schininà che si è detto sorpreso di trovare un Gurrieri attestato sulle posizioni espresse in campagna elettorale dal gruppo del sindaco Cassì, per molte delle problematiche ereditate dai grillini.
Tutte questioni e problematiche che sono all’attenzione dell’amministrazione, sin da giugno, per le quali c’è ora una stranae disposizione all’interessamento, per far vedere alla città come si lavora per essa e per i cittadini.
Naturalmente d’accordo su molte cose, tutte da porre all’attenzione, dal decoro dei locali sfitti a nuovi procedimenti per la raccolta dei rifiuti, Schininà ha evidenziato le difficoltà di mettere ordine dove, per anni, ha regnato il caos amministrativo e logistico.
Inevitabile che il dibattito scivolasse nella polemica politica, con un atteggiamento della Presidente che non ha tutelato la posizione del consigliere di maggioranza in maniera adeguata, lasciando che un consigliere di minoranza assumesse le vesti di consigliere risolutore di tutte le criticità, pur sapendo che la decisone finale spetta agli amministratori, essendo la commissione solo un organo consultivo, ancorché sulle posizioni della minoranza, peraltro in una seduta valida ma informale in quanto non definita da una votazione.
Ultimo intervento quello di Mario Chiavola che si è detto soddisfatto anche per i toni accesi del dibattito, sempre produttivo e foriero di benefici effetti, d’accordo un po’ su tutto, ad eccezione della riapertura al traffico di via Roma, ipotesi considerata scellerata, portatore, addirittura, della proposta di allargare la ZTL a tutta la piazza Libertà, come sarebbe nelle intenzioni della soprintendenza per rispettare il vincolo esistente.
Al di là delle contrapposizioni politiche e delle schermaglie che non accennano a svanire fra vincitori e vinti delle ultime elezioni, la seduta è stata utile per ascoltare le istanze di una categoria, anche se quasi tutte provenienti solo dal settore ristorazione.
Impensabile che si possa discutere di sviluppo economico basandosi solo sulle esigenze di una categoria che, fra l’altro, ‘accende’ il centro storico solo dopo le 19, lasciando in regalo alla città, di giorno, solo montagne di rifiuti davanti ai locali, ombrelloni chiusi, sedie accatastate, e dehors desolatamente vuoti che ingombrano le sedi stradali.
Vanno bene i sostegni incentivanti alle nuove imprese, ma la strada da percorrere è quella della rigenerazione urbana, senza la quale ogni ipotesi di programma è destinata a morire, senza un ritorno dei residenti e dei piccoli negozi.
I dehors, soprattutto quelli invernali, vanno destinati dove c’è spazio adatto, non è possibile sempre occupare mezza sede stradale con pedane fisse, senza dire che, ormai, locali che all’interno hanno solo 4 o 5 posti a sedere, diventano sale trattenimenti all’esterno, con danno delle altre attività che, magari, hanno spazi sufficienti.
Ma, soprattutto, nel corso della seduta di commissione, si è ignorato del tutto il fattore culturale, nessuno ne ha parlato, tutti lo hanno sottovalutato.
Soprattutto in centro, si deve parlare di ex cinema Marino, di ex tribunale, di ex biblioteca, di edificio scolastico del Carmine, di possibile riutilizzo del Cinema La Licata, di possibile riutilizzo dell’ex hotel San Giovanni, tutte strutture che possono fare da traino a progetti culturali seri e di gente competente.
Fissare lo sviluppo economico solo sui dehors, su nuove imprese che stenteranno, comunque, a partire, su iniziative estemporanee che sono solo contenitore del nulla, come è accaduto per le luminarie di Natale e le illuminazioni computerizzate senza eventi adeguati, lascia il tempo che trova, le audizioni potranno continuare ad libitum, senza risultati tangibili.
