La campagna elettorale per le regionali incalza, il momento politico nazionale e il crollo interminabile dei 5 Stelle complica le situazioni anche a livello locale.
Mutano i panorami per le candidature, per le alleanze e, in questo contesto si inseriscono i teatrini della politica e le amenità di quanti vorrebbero approfittare del momento per acquisire visibilità.
Nei giorni scorsi, a Modica, intervento dei vertici nazionali e regionali dell’UDC per presentare la candidatura di Ignazio Abbate, ex sindaco di Modica, alle prossime regionali per il partito che fu di Casini.
Un parterre di autorità del partito, ancorché politici sul viale del tramonto, che non lasciava adito a dubbi sulla candidatura eccellente dell’UDC che avrebbe costituito per il partito un viatico affidabile per tentare la conquista di un seggio in un contesto regionale dove sarà già difficile conquistare il quorum.
Ma la forza potenziale di Abbate ha convinto della bontà della scelta. Un terremoto su Modica, si dimette il vicesegretario regionale Lavima, Presidente del Consorzio Universitario di Ragusa, vecchio leone dello scudo crociato, per questo asservimento del partito ad Abbate, entra in fibrillazione il regno dell’onorevole Minardo che non potrebbe tollerare un exploit di Abbate, che potrebbe rivelarsi anche a scapito dei limitati consensi per la Lega. E perdere in casa propria sarebbe uno smacco intollerabile.
Minardo pensa, allora, di candidare nella Lega, o Prima l’Italia che dir si voglia, un ex sindaco della città, Piero Torchi, ma non solo, dichiara al quotidiano regionale La Sicilia che sono in avanzata fase di conclusione, a livello nazionale, le trattative per una alleanza Lega -UDC che, ove concretizzate, sancirebbero la candidatura di Torchi, annullando quella annunciata di Abbate.
Ipotesi che non ha avuto conferme se non quella delle voci che darebbero avviati contatti dello stesso Abbate con Forza Italia per un rifugio della candidatura che sarebbe ben accolta, considerato le ambasce del partito di Berlusconi per trovare elementi per la lista.
A questo punto è lecito parlare di teatrino, perché, al netto dello scenario creatosi, qualcuno uscirà vincitore da questa querelle: o Abbate resta il candidato dell’UDC e allora dignità politica, e non solo, imporrebbe a Minardo di abbandonare la scena politica, consegnandosi agli affetti familiari, oppure Minardo vince, impone Torchi e dovrebbe chiudere i battenti l’UDC, a livello nazionale e regionale, quanto ad Abbate, se certo dei consensi personali, può tentare la scalata a Palazzo dei Normanni, con chi vuole.
Indirettamente collegata alla candidatura di Abbate, una amenità politica delle ultime ore, riguardante un consigliere del Movimento 5 Stelle al Comune di Ragusa.
Una amenità che non meriterebbe nemmeno spazio per la scarsa caratura politica del soggetto confermata dalle dichiarazioni che avrebbero accompagnato la sua uscita dal Movimento.
Da tempo, si vociferava, fra le componenti dello stesso gruppo consiliare di Ragusa, di un appoggio dichiarato del consigliere Giovanni Gurrieri ad Abbate. Un sostegno, se non dovuto quasi naturale per i collegamenti professionali del Gurrieri con il GAL di cui Abbate è il Presidente, tanto che la questione non suscitava né meraviglia né scandalo, tenuto conto anche della scarsa credibilità di un attaccamento cieco di Gurrieri al Movimento 5 Stelle.
Sempre all’interno del gruppo consiliare, più volte, Gurrieri si dava in partenza, ora cercando alloggio fra le file della maggioranza, ora bussando ad altre formazioni politiche.
Del resto un soggetto che un, tempo, postava epiteti inenarrabili all’indirizzo dei 5 Stelle, poi trascinato nell’avventura 5 Stelle che, ancora nel 2018, faceva intravedere scenari di successo per tutti, prima al seguito del candidato Tringali, poi un tentativo, presto abortito, di un avvicinamento all’on.le Campo.
Oggi l’uscita dal Movimento, nella maniera certo non più dignitosa possibile: il capogruppo e i consiglieri comunali vengono a sapere dell’abbandono dai giornali, lo stesso Tringali, celebrato nelle dichiarazioni, da Gurrieri, lo viene a sapere contestualmente alla diffusione di un comunicato alla stampa.
Qualcuno titola: “un terremoto nei 5 Stelle”, non è nemmeno una leggera brezza, innanzitutto perché del tutto ininfluente per le sorti del Movimento, a Ragusa, un passaggio su altre sponde, come detto, già noto e atteso.
L’amenità sta nelle dichiarazioni di un comunicato che sarebbe stato diffuso alla stampa, si parla di scelta sofferta dovuta alle azioni politiche del Movimento 5 Stelle che sempre più spesso sono scollate dalle esigenze dei cittadini.
Si tira in ballo la candidatura alle primarie imposta dall’alto e si cavalca l’ipotesi, stasera reale, dell’abbandono della maggioranza governativa per una crisi drammatica nell’attuale momento politico.
Immancabile lo sdegno per il mancato coinvolgimento della base del Movimento, in contrasto con gli ideali iniziali.
Come ricerca di visibilità, sfruttando l’attuale fase politica e ponendo la scelta a livello di dinamiche superiori, si può dire che, per il livello locale, è un buon tentativo, peccato che le condizioni che hanno determinato la stessa scelta sono di diversa natura e sono note.
