di Cesare Pluchino
Ingorgo di comunicazione provocato da chi non riesce a essere protagonista con la politica
Non è che le condizioni metereologiche aiutino molto, la stagione estiva stenta a decollare, nonostante alcune opere pubbliche mancano degli ultimi dettagli il sindaco Piccitto aveva pensato di issare ufficialmente la Bandiera Blu per dare l’avvio alla stagione.
Nel programma, l’alzabandiera in piazza Chioggia, nella parte finale del lungomare Doria, in contemporanea con le altre Bandiere Blu che sventoleranno, nel corso dell’estate, in Piazza Malta, in Piazza Torre e al Porto Turistico.
Una breve cerimonia, occasione per presentare alla stampa i numerosi interventi operati per rendere Marina di Ragusa più accogliente e ospitale.
Tra le numerose opere che hanno visto la luce, grazie anche all’impegno infaticabile dell’assessore Salvatore Corallo, risalta la sistemazione degli spazi verdi del Lungomare Andra Doria.
Più di cento alberi per trasformare il volto di Marina di Ragusa e renderla quanto più attraente, prati verdi e ampi spazi per godere la vista del mare, accessibili a tutti tramite scivole e attraversamenti per disabili per una fruizione piena del lungomare.
Altri interventi sono stati dedicati alla installazione di servivi igienici autopulenti, sul lungomare Doria, nella Piazzetta di Padre Pio, allo Scalo Trapanese ed al Villaggio dei Gesuiti. Ancora il potenziamento della bambinopoli, nella piazza dedicata a Padre Pio, e il montaggio di numerose docce lungo gli arenili e sulle scogliere,
A coronare la serie di interventi, il completamento della pista ciclabile, che va da Santa Barbara al Porto Turistico, l’opera che connoterà, inevitabilmente, la frazione marinara di Ragusa, in linea con le tendenze più evolute in termini ambientali e di ecosostenibilità.
Un po’ troppo per le truppe di opposizione, per nulla appagate dalle difficoltà dell’amministrazione sulle materie urbanistiche e dalle enormi criticità in materia di bilanci che hanno provocato il commissariamento per la presentazione dello strumento finanziario al consiglio comunale.
Chi mangia di politica sa bene che la visibilità raccolta fra i bagnanti con le chiappe al sole vale molto di più di un articolo 48 o di un rendiconto 2015.
Allora bisognava fare qualcosa e Giove pluvio viene in soccorso delle malandate truppe di opposizione.
In verità, prima del weekend, il consigliere di Marina di Ragusa, Angelo la Porta, una volta attento rilevatore delle criticità della frazione marinara, oggi coinvolto e travolto dalle strategie confuse e incostanti del gruppo di Maurizio Tumino, aveva tentato di sollevare il problema delle zanzare, una ‘invasione’ che richiedeva un intervento straordinario di disinfestazione, addirittura con medicinali particolari e più proficui, secondo il comunicato del gruppo.
Ma l’occasione erogata dal dio della pioggia eliminava la necessità di trovate estemporanee.
In sintesi, forti piogge nella serata di venerdì provocavano la rottura di una condotta fognaria lungo l’arteria della pista ciclabile, che causavano lo smottamento di un tombino con conseguenti danni al bordo di un limitato tratto di pista ciclabile.
Apprezzabile solo per la tempestività nel dare vita ad un processo comunicazionale sulla emergenza, il gruppo di Tumino diffondeva un comunicato che non riportiamo integralmente, come di solito facciamo con i comunicati, perché, al pari di altri recenti, lo riteniamo un’offesa all’intelligenza dei lettori, suffragata dalla realtà più avanti venuta fuori, da diverse attendibili fonti, sullo stato delle cose.
Per brevità, una raccolta di contumelie e di falsità sull’amministrazione Piccitto, che sarebbe impegnata ad inaugurare i
progetti pensati dalle precedenti amministrazioni ma che avrebbe fallito alla grande al momento di raccogliere il dovuto consenso per un’opera sua.
Una ‘timida pioggia estiva’, secondo il gruppo di Tumino, avrebbe provocato lo sgretolamento della pista da addebitare, in ogni caso, non ai tecnici, molti dei quali amici di Tumino, ma al sindaco personalmente.
Il comunicato sentenzia che si deve subito porre rimedio per un’opera di civiltà che doveva essere meglio progettata e realizzata, con particolare attenzione alle condizioni di sicurezza di ciclisti e pedoni.
Il tutto corredato dalla ormai consuete accise di inadeguatezza e di procurato danno alla città e alla collettività.
Le foto fornite dal gruppo di Tumino mettevano in evidenza solo lo smottamento del terreno, in particolare del tombino, con una sostanziale tenuta della pista che risultava inalterata e solo sporca ei detriti calati dalla zona a monte della strada, con esigui residui delle forti piogge consistenti in piccolissime pozzanghere del tutto irrilevanti considerata la quantità di acqua venuta giù in tempi ristrettissimi.
Le precipitazioni su Marina di Ragusa possono considerarsi eventi del tutto straordinari, raramente osservati nella frazione.
Prevedibili le repliche, che non sono giunte, però, dalle sedi e dalle fonti deputate a farlo.
L’assessore, per quanto non attaccato direttamente, ha sfogato il legittimo disappunto per il diluvio di malafede, sulla sua pagina facebook, tranquillizzando uccelli notturni (barbagianni, civette..), gli animali necrofagi (iene e sciacalli) e i detrattori sulla natura degli eventi, comunque sotto controllo.
A nome del gruppo consiliare ma con la firma di tre consiglieri comunali, (le solite esibizioni dei grillini in cerca di visibilità), è partito lo stesso comunicato, tramite la mail del gruppo e quella del capogruppo.
La nota rassicurava sulla natura dell’emergenza, secondo quanto riferito dall’assessore, con la giusta dose di rilievi sulla smania di critico protagonismo degli avversari politici, evidentemente senza altre incombenze che li possano impegnare.
Nel teatrino dei comunicati non ha voluto perdere la scena Territorio che prima l’ha buttata sul sarcasmo ironico, parlando di pista biodegradabile, ecompatibile, che una ‘lieve pioggia estiva’ provvede a rimuovere con l’attivazione di meccanismi per far defluire le acque.
Una maniera per distogliere l’attenzioneforse, dall’allagamento della piazza di Marina, avvenuto per forti piogge, evidentemente non giustamente progettata per far defluire le acque, come accadutoanche in piazza Malta, dove si sono riversate le acque non contenute in altre zone, nel recente passato oggetto di profonde modifiche al suolo. Come si può vedere dalla documentazione fotografica ebventi non prevedibili e di inusitata intensità-
Sarcasmo e ironia che hanno perso la verve alla lettura della risposta dell’assessore, perché qualcuno si è sentito addossare, forse, il ruolo di iena o sciacallo, o più semplicemente di iettatore, e ha preferito, allora, privilegiare l’aspetto istituzionale della dialettica ricorrendo a farneticanti teorie, tipiche del linguaggio politico, perché si è affermato che è evidente l’approccio improvvisato dell’amministrazione per il governo della città perché “non si può dare colpa del danno al maltempo io al tombino che non regge”.
Addirittura, si afferma che quando si progetta occorre “tenere conto della pioggia”, come è stato fatto in passato, allorquando altre opere non hanno subito danni dalle precipitazioni.
Peccato che proprio le foto di temporali a Marina di Ragusa non depongano a favore delle allucinanti teorie degli autori della nota, anzi mettono in evidenza gravi criticità.
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