Territorio Ragusa, ansia da prestazione e scarsa memoria del passato (remoto e recente)

Si è discusso molto, in queste ultime settimane, sul ruolo che può aver avuto la comunicazione politica nella straripante sconfitta delle forze politiche che si sono opposte al sindaco Cassì e ai suoi nuovi alleati.
Nel passato non abbiamo mai mancato di mettere in evidenza come le strategie delle opposizioni, come anche avvenuto nella sindacatura Piccitto, apparivano, chiaramente, non in grado di scalfire l’avvertita superiorità del sindaco in carica.
Nonostante tutto, nessun insegnamento dai fatti avvenuti e si riprende, come se nulla fosse, con i metodi di sempre, comunicati che si dissolvono dopo poche ore, senza risultati, né effetti, attacchi rivolti solo e comunque al primo cittadino, anche per cose non di sua competenza, nessun attacco all’assessore di settore.
Ce ne occupiamo, convinti come siamo che l’opposizione sana è il sale della politica e della democrazia, e che deve essere seguita più delle vicende di chi governa perché dovrebbe costituire il viatico per evitare l’accrescersi del potere di chi governa, oltre a determinare valide alternative.

Nel giro di poche ore sono arrivati dei comunicati che hanno per bersaglio Cassì e la sua amministrazione, tutti della stessa parte politica, o quasi.
Primo è stato il consigliere comunale di Territorio, Angelo La Porta, che ha inanellato una serie corposa di rilievi importanti, una sorta delle cose da fare, per l’amministrazione, tipo nota della spesa.
Dalla scerbatura al verde pubblico, dall’arredo urbano alle docce, dallo stato della spiaggia dell’ex depuratore a quello delle aree a verde di via Gomez e dei Gesuiti, alla bambinopoli di piazza Padre Pio.
La Porta, da residente di Marina di Ragusa e da profondo conoscitore delle criticità della frazione, ha rilevato anche l’esposizione fuori orario dei rifiuti, non ritirati anche in tarda mattinata, imancati controlli della polizia locale, le microdiscariche che si sviluppano dappertutto nelle zone periferiche e fuori dal centro abitato.
È stato poi il segretario cittadino del Partito Democratico a rivolgersi al sindaco, per sollecitare Prefetto e Questore per aumentare i controlli tesi a contenere gli effetti della movida e i fenomeni delinquenziali in forte aumento nella frazione.
Disagi tutti noti, molti dei quali in notevole aumento in concomitanza con l’avvio della stagione balneare che
costituisce, naturalmente e inevitabilmente, la forte amplificazione di tutte le criticità.
E sulle possibili soluzioni si potrà discutere senza limiti, con difficoltà a trovarne di risolutive dei problemi.
Nonostante la puntuale nota del consigliere comunale di Territorio, il nuovo segretario cittadino del Movimento, l’ex consigliera e assessore al turismo della prima amministrazione Cassì, ha ritenuto opportuno non tenere conto di quanto rilevato dal suo consigliere e ha pensato, addirittura, di ricalcare aspetti messi in evidenza da La Porta, come pure dal consigliere e segretario cittadino del Partito Democratico, che della stessa famiglia si può considerare.
Una mancanza di rispetto che conferma le nostre perplessità su un efficace raccordo fra i nuovi vertici di Territorio e il consigliere comunale, ma non solo.
E qui veniamo al punto accennato in premessa, si parte con il piede sbagliato, si ricopiano e si rimandano i contenuti di un comunicato già diffuso dal rappresentante in consiglio comunale, peraltro persona navigata politicamente, conoscitore delle vicende e di tutti gli aspetti politici e non, una persona sulla quale il nuovo segretario dovrebbe fare inevitabile e doveroso riferimento per ogni quisquilia.
La segretaria di Territorio, Raimonda Salamone, mette insieme, disordinatamente, tutta una serie di aspetti, per molti versi confliggenti, contraddittori e che non tengono conto della sua esperienza passata come consigliere della maggioranza Cassì, disciplinato fino al momento del cambio di casacca, come pure della sua vicinanza all’ex assessore Ciccio Barone, nel momento in cui critica aspetti della quotidianità che dalle validissime iniziative di Barone, come assessore al turismo e allo spettacolo e alla polizia locale, discendono.
Ce ne occupiamo senza minimamente voler criticare i contenuti e la sostanza del comunicato, peraltro farcito da rilievi incontestabili sulle cronicità dell’amministrazione Cassì che, nella tanto decantata continuità amministrativa, è normale che ci ritroviamo nella loro interezza.
Ma dove era, nei cinque anni precedenti la consigliera Salamone? Perché non parlava, perché non protestava, perché non attaccava il sindaco e l’assessore Barone, con il quale peraltro, notoriamente, fino a un certo punto, non correva buon sangue? Perché non ha sollevato molte di queste criticità dopo il cambio di casacca?
Delle microdiscariche se ne parla da anni, le spiagge poco accessibili e le docce malfunzionanti e installate in ritardo sono storia di ogni anno, problematiche sollevate, l’anno scorso, anche da esponenti della maggioranza alla quale apparteneva.
Nel pieno della stagione balneare, del tutto opinabile disquisire di inciviltà diffusa per il traffico cittadino a Marina di Ragusa, per i parcheggi dei residenti perché non diede sostegno alla raccolta delle firme del consigliere La Porta ?
Ora si punzecchia il sindaco per la storia della sicurezza del pedone, ma in campagna elettorale nessuno ha avuto il coraggio di contestargli questa enorme amenità.
Non facilmente interpretabili i passaggi sugli accessi poco fruibili degli arenili (non si tratta dell’accessibilità per i diversamente abili), “occupati da vegetazione incontrollata o da ciottoli, tubi a vista e ferraglia”, inconcepibile il passaggio sulle acque inquinate, senza dire dove.
Ineccepibile il passaggio su passerelle inesistenti e docce malfunzionanti, ma questi disservizi si denunciano prima dell’inizio della stagione e non per riempire un comunicato il 10 luglio.
Poi, dopo 60 anni di presenza, da tutti apprezzata, del luna park a Marina di Ragusa, la Salomone, che si definisce lei stessa “affezionata” alle giostre, si accorge che c’è un “pregiudizio paesaggistico, sonoro e luminoso per i residenti della zona” e trova da ridire per il fatto che il privato possa “lucrare ad un costo sociale pubblico”, arrivando ad auspicare, in netta controtendenza alle mirabolanti e indimenticabili iniziative dell’assessore Barone, “iniziative sostenibili e di livello anche culturale”.
Tutto questo dopo 60 anni e dopo stagioni indimenticabili organizzate dall’assessore Barone che, sia pure discutibili sotto l’aspetto della sostenibilità per la frazione marinara, non sono mai state messe in discussione da nessuno, nemmeno dal sindaco che ne ha goduto ampiamente i riflessi di immagine difficilmente replicabili.
Sicurezza e ordine pubblico argomenti in prima pagina nell’agenda politica, peraltro affrontati dal segretario cittadino del PD, ma perché definire i servizi, comunque efficienti, delle forze dell’ordine come “misura necessaria per tamponare le inefficienze dell’amministrazione comunale”, (peraltro non direttamente competente per l’ordine pubblico NdR) ? Perché il gratuito e offensivo attacco ad uno dei settori più efficienti del nostro Comune, dove un organico carente riesce a garantire servizi essenziali: perché parlare (peraltro al plurale) di inefficienza dei corpi di polizia locale “il cui operato non sarebbe certamente funzionale per carenze del corpo stesso o di chi lo coordina”?
Cosa dice Ciccio Barone al riguardo sul corpo e su chi lo coordina? – dopo essere stato per anni l’assessore al ramo.
Esordio comunicativo assai deludente del nuovo corso di Territorio, con grande confusione di ruoli, ricordiamo che Ciccio Barone, come Progetto Ragusa sarebbe confederato con Territorio e fa parte dei gruppi di lavoro del Movimento (Territorio, non il suo) come responsabile del turismo, mentre incontestabile e non condizionabile resta la posizione del consigliere La Porta.
Piuttosto ci piacerebbe capire cosa ne pensa il padre naturale, fondatore di Territorio, ancorché defilato, per sua dichiarazione, dalle strategie del movimento, del gratuito attacco al corpo dei vigili urbani, per le carenze del corpo stesso o di chi lo coordina.

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