Territorio Ragusa: il segretario cittadino spegne gli entusiasmi dell’amministrazione Cassì

“Da Palazzo dell’Aquila, accanto alle iniziative in cantiere, che non sono frutto delle capacità di questa amministrazione, dovrebbero ricordare anche i fallimenti e i contenziosi in arrivo”.

Il segretario cittadino di Territorio Ragusa, Raffaele Schembari, contesta l’eccessivo entusiasmo del Gruppo Cassì che vanta le strategie ottimali dell’amministrazione per lo sfruttamento dei fondi del PNRR:

La nuova linea comunicativa di Cassì e del suo gruppo sta adottando una strategia finalizzata a vantare quanto si sta realizzando, dopo 5 anni di fondamentale immobilismo, con tutte le vere emergenze della città che restano immutate.
Molte opere pubbliche non sono altro che progetti e iniziative tirati fuori dai cassetti, approfittando, soprattutto, della pioggia di finanziamenti scaturiti a seguito dell’emergenza pandemia.
Di meriti di questa amministrazione ce ne sono pochi, solo grande disponibilità di finanziamenti, e merito degli uffici che avevano predisposto progetti e hanno anche risposto con sollecitudine alle condizioni imposte dalle ultime misure statali ed europee.
Per le erogazioni regionali, se si vanno a scorrere gli elenchi delle misure a favore dei tanti comuni siciliani, si evince che, anche in questo caso, Ragusa è stata gratificata come tanti piccoli comuni, ma non può reggere il confronto, per esempio, con la vicina Catania dove l’ex Presidente Musumeci ha fatto convergere ingenti somme per grandi opere che cambieranno il volto del capoluogo etneo.
Cassì vanta 46 milioni di finanziamenti per 23 differenti progetti, la pubblicità elettorale parla di 68 opere pubbliche già realizzate, anche di queste sarebbe gradito un elenco, già che ci siamo.
È già tanto che non si citi la metro ferrovia o il Teatro della Concordia, almeno in questi casi viene rispettata la paternità dei progetti e delle iniziative. Ma non si evita di citare Agenda Urbana, parto dell’amministrazione Piccitto. Misura questa, grazie alla quale si sarebbe trovato la maniera di completare i lavori per la casa protetta di via Berlinguer, l’esempio lampante di come il governo Cassì rappresenti l’esempio di un buon burocrate che, dopo 5 anni, riprende un progetto non completato e grazie ai fondi di Agenda Urbana lo potrebbe rendere fruibile, usiamo il condizionale perché, come per tanti annunci, sulla casa protetta è calato il silenzio più assoluto, con gli ormai rituali ritardi nei lavori.
Peraltro, accanto a scelte mirate e obiettivamente di grande lungimiranza, ci sono destinazioni dei fondi che destano molte perplessità e non fanno intravedere, soprattutto, idee chiare dell’amministrazione sull’utilizzo di determinati oggetti dei finanziamenti.
Vada per scuole, asili nido, scuole dell’infanzia, iniziative per il sociale, ma ci sono obiettivi come quello del recupero della Villa Moltisanti che lascia perplessi per l’assenza di idee chiare sulla destinazione da assegnare, come senza destinazione, da anni, sono il Palazzo della Cancelleria, per il quale ci si accinge a spendere ancora ulteriori somme, il Palazzo Cosentino, il Palazzo Sortino Trono, scatole vuote che anche questa amministrazione non sa sfruttare adeguamente.
Si parla di interventi per l’eliminazione del rischio idraulico e di contrasto al rischio idrogeologico, ma i fondi provengono da un decreto del Ministero dell’Interno, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, in data 23 febbraio 2021, che ha determinato i contributi che spettano ai comuni, previsti dall’art.1, commi 139 e seguenti, della legge 30 dicembre 2018, n.145, da destinare ad investimenti relativi ad opere pubbliche per la messa in sicurezza di edifici e del territorio dal rischio idrogeologico.
Poi, questi fondi sono stati inglobati, per strategie nazionali, nei fondi PNRR, ma non c’è nulla di eccezionale nell’operato dell’amministrazione, un po’ come per i pozzi ASI che una disposizione regionale ha passato alla giurisdizione dei Comuni e l’attuale amministrazione presenta come iniziativa per attenuare le carenze idriche.
Piuttosto che vantare meriti inesistenti, in tema di PNRR, andrebbero verificate quali erano le possibili fonti di finanziamento, per i diversi settori: il PNRR prevedeva 6 missioni, sei destinazioni ben precise, per molte delle quali il Comune di Ragusa è stato indifferente: non è stata prevista nessuna richiesta di finanziamenti per la missione 1, Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo, per la missione 2 poca cosa, rivoluzione verde e transizione ecologica, nulla anche in tema di Infrastrutture per una mobilità sostenibile, missione tre. Molto per istruzione ma nulla per la ricerca, qualche cosa per coesione e inclusione, nulla per la salute.
Piuttosto, in tema di esaltazione dei meriti dell’amministrazione, perché non si spiegano i fallimenti per il Piano Regolatore, che dalla approvazione per la presentazione al consiglio comunale è passato indecorosamente al ritiro?
Perché il gruppo non spiega il totale immobilismo per il centro storico, per il piano particolareggiato, perché non si spiega il flop per le politiche e le strategie inerenti il Parco Urbano, per riparare le quali e ottemperare
alle indicazioni della Regione, legittimate anche dalla sentenza del TAR che ha rigettato il ricorso del Comune di Ragusa, proprio in questi giorni si è dovuto ricorrere alle opportune delibere per la giusta approvazione dei progetti della ditta Tekne, delibera GM 151 del 28 marzo, nonché all’approvazione dell’accordo transattivo con la stessa ditta per la mancata restituzione delle aree precedentemente cedute, in virtù della decadenza del piano di utilizzazione perequativo legato alla relativa pratica edilizia?
Perché il gruppo Cassì non diffonde comunicati su questi fatti?
Perché non racconta alla gente di come il patrimonio comunale viene ormai concesso in comodato gratuito ad aziende che, peraltro, stanno mostrando ritardi epocali per finalizzare i rapporti intrapresi?
Perché non parlare di fallimento sostanziale delle politiche per il randagismo?
Perché non parlare della chiusura della piscina comunale, destinata alla fruizione, se va bene, per il prossimo autunno?
Perché non parlare delle irrisolte criticità del sistema di raccolta dei rifiuti?
Perché il Comune non ha provveduto alla obbligatoria demolizione della costruenda struttura ricettiva in località Passo Marinaro?
Vogliamo parlare della club house dell’impianto di via delle Sirene, a Marina di Ragusa, e dei movimenti sottotraccia per affidare, per 10 anni, l’impianto ad una società sportiva in vista della città?
Perché non si parla dei problemi irrisolti di Ibla? Come mai c’è il nulla più assoluto per contrade e periferie?
Perché il gruppo Cassì non ci parla degli 8 punti del programma elettorale del 2018, totalmente ignorati?
Perché non ci parlano dei risultati ottenuti in tema di sviluppo economico, di trasporto pubblico e alternativo, di strategie per il lavoro di over 50 e under 30?
Tutte da rivedere le politiche per il turismo, per un progetto culturale serio, per le disabilità.

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