Nonostante presunte assicurazioni della direzione che spostamenti di reparti e riorganizzazione dei posti letto sarebbero stati attuati dopo l’approvazione definitiva della rete ospedaliera, la riorganizzazione decisa per alcuni reparti del ‘Giovanni Paolo II’ diventa operativa, secondo il Direttore Generale con la condivisione delle istituzioni, in particolare del sindaco di Ragusa, Cassì, stranamente senza una adeguata comunicazione della quale la Direzione Strategica fa larghissimo uso, evidentemente quando l’argomento non è scomodo.
E questa faccenda che riguarda il trasferimento all’ ospedale di Modica di Malattie Infettive, con una riorganizzazione dei posti letto di Medicina, di Oncologia e di Urologia ha sollevato non poche polemiche, come suffragato dai commenti di numerosi medici che operano all’interno del nosocomio e meglio di ogni altro conoscono le situazioni, le esigenze, le beghe politiche, e non, che determinano certe scelte.
E’ del tutto chiaro che la Direzione generale e quella strategica sono responsabili delle scelte e possono operare in totale autonomia, soprattutto se, oltre ad avere l’avallo della politica, e dei parlamentari regionali e nazionali che contano, in particolare, hanno l’avallo dei competenti uffici dell’assessorato regionale.
E’ noto che il Sindaco della città non ha competenze né poteri in materia ospedaliera, quello di Ragusa, poi, è più attento a mantenere buoni rapporti istituzionali piuttosto che scontrarsi nell’interesse della città, le cronache regionali ci parlano anche di una guida dell’assessorato regionale alla salute di scarsa caratura, se non, addirittura, inadeguata, tanto che un partito importante come Forza Italia ne chiede la testa.
Se a tutto questo si aggiunge che i parlamentari appartenenti alle forze di governo regionale e nazionale, tutti della zona ipparina, Comiso e Vittoria, e di Modica, hanno sempre cercato di privilegiare le strutture del proprio bacino elettorale, sempre a danno dell’ospedale di Ragusa, è già tanto che l’ospedale di Ragusa non sia stato chiuso del tutto. Una giustificazione la troverebbero sempre.
Il bello è che questi parlamentari della provincia, al momento del voto, raccolgono anche a Ragusa, perché, spesso, la classe politica locale, a cominciare dal sindaco, non denunciano le forzature e gli evidenti privilegi per alcuni territori.
Basti pensare che ci sono dirigenti medici che fanno carriera solo perché, ogni mattina, vanno a prendere il caffè nelle case e negli uffici giusti.
Basti pensare che due sentenze del TAR hanno sentenziato che il reparto di Neurologia e la stroke unit ci devono essere all’ospedale di Ragusa, indipendentemente se il reparto di Vittoria viene mantenuto o meno, e la Direzione Strategica ignora le sentenze della Magistratura.
Cosa volete che sia il trasferimento di un reparto, peraltro, si presume, con le dovute giuste condivisioni politiche?
In pratica, quali sono le ultime decisioni?
Malattie infettive si sposta a Modica, verranno a mancare i 6 posti letto ordinari, che verranno trasferiti a Modica ma, pare non operativi per mancanza di personale infermieristico; i posti letto di Day Hospital, sulla carta 4 ma, di fatto, solo 2 per mancanza di spazi idonei, e l’ambulatorio vengono trasferiti nei locali precedentemente adibiti ad ambulatorio di Medicina, all’ingresso del reparto di Ostetricia e Ginecologia.
Voci di corridoio parlano anche di una redistribuzione del personale medico e infermieristico ove necessita, con la conseguente perdita di professionalità infettivologiche specifiche.
Non avendo informazioni ufficiali dell’azienda Ospedaliera, si è costretti a ricorrere alle indiscrezioni del personale medico e infermieristico, sempre enormemente loquace, a condizione, naturalmente, per ovvi e comprensibili motivi, dell’anonimato.
Secondo queste indiscrezioni, Urologia dovrebbe occupare l’intero reparto, prima condiviso con Oncologia, fra un po’ di tempo come avrebbe precisato il DG nell’ultima conferenza stampa, abbandonando quindi il progetto di trasferimento a Modica, pare saltato per richiesta, esaudita, di qualcuno che non trovava a Modica l’atmosfera ideale per lavorare.
Oncologia, dall’attuale reparto in atto condiviso con Urologia, va nei locali lasciati liberi dalla Medicina.
Medicina, branca alla quale originariamente, all’apertura del nosocomio, erano stati dati gli spazi idonei, godeva di due bracci uno di 14 posti letto e uno di 18, per un totale di 32 posti letto.
Lo sconvolgimento del COVID portò al dimezzamento degli spazi di Medicina, a favore di una Unità Operativa Semplice Dipartimentale di Infettivologia, dieci posti della quale furono restituiti alla Medicina che tornò ad avere 28 posti in totale, più 8 di assistenza in Astanteria, di competenza, in effetti del Pronto Soccorso.
Di fatto resta il problema della necessità di una stanza di isolamento per Malattie Infettive, se non c’è disponibilità di posti a Modica, che sarebbe stata individuata in Astanteria, anche se viene normalmente utilizzata come stanza di degenza del Pronto Soccorso.
La realtà è quella di un ospedale rivelatosi, ben presto, insufficiente per le esigenze del territorio che vede sparire reparti per una migliore collocazione a Modica, dove, nel frattempo, vengono spese ingenti somme per la riqualificazione di Chirurgia e Urologia.
A Ragusa non si sa più nulla dell’ampliamento della Terapia Intensiva, Neurologia non arriva, del progetto di ampliamento dell’ospedale nessuno si preoccupa, non chiede nulla il sindaco, meno che mai si interessano i deputati di maggioranza ai quali fa gioco il depotenziamento del ‘Giovanni Paolo II’.
L’unica fortuna, a Ragusa, è che quando, si oltrepassano le porte dei reparti e degli ambulatori, si trovano professionalità di assoluta eccellenza. Per tutto il resto, che Dio ci aiuti.
