Tralasciando il teatrino della vicenda AST, azienda regionale che oggi sta per chiudere e domani viene rilanciata, per bloccarsi dopo 15 giorni, ci soffermiamo sull’ultima farsa del trasporto pubblico per gli studenti.
Limitandoci a quello che è avvenuto in provincia di Ragusa, ci troviamo un giorno con gli studenti che restano alla fermata perché di autobus non se ne vedono: così, all’improvviso, senza avvisi, senza nemmeno appendere un foglio di carta A 4 al muro o al tronco di un albero vicino per spiegare i motivi del disservizio.
Motivi che non si possono conoscere nemmeno dopo che la cosiddetta classe politica si intesta di risolvere il problema.
È una agitazione del personale? I mezzi sono guasti? Non ci sono soldi per il gasolio e papà non ha non ha ancora elargito la paghetta? Misteri della Sicilia.
Ma a Palermo, fortunatamente, ci sono uomini in grado di salvare la Sicilia e, in quattro e quattro otto, si risolve la situazione: contratto con Etna Trasporti che garantirà il servizio.
Il lavoro duro, casomai, è per gli addetti stampa che si devono premurare a sfornare comunicati stampa con i quali la classe politica, sempre senza spiegare i motivi, annuncia che i disservizi sono stati eliminati.
Mentre gli studenti non hanno capito se arriverà il bus bianco o quello azzurro, c’è un interessamento del Prefetto di Ragusa e della Commissaria del Libero Consorzio di Ragusa, gente fortunatamente non del territorio, molto al di sopra, per capacità, della modesta classe politica locale, che, come avvenuto spesso in questi ultimi tempi, afferrano il toro per le corna e si danno da fare per risolvere i problemi, sempre positivamente.
Non solo viene ripristinato il servizio ma, addirittura l’assessorato regionale revoca l’incarico temporaneo alla Etna Trasporti e ripristina il servizio AST.
Naturalmente non manca il bon ton istituzionale con i ringraziamenti all’assessore regionale e all’AST, per aver riportato la normalità (ma per quanto tempo? NdR), ma di spiegazione nessuna, soprattutto per l’arcano di AST che blocca il servizio, senza spiegazioni, e, sempre senza spiegazioni, dopo pochi giorni, è in grado, nuovamente, di garantire il servizio.
Il tutto, certo, una mirabile promozione della Sicilia: “Venite in Sicilia, potrete assistere a fenomeni altrove introvabili”.
