L’ex assessore ai lavori pubblici della città non sarà certo il responsabile ma, di sicuro, la causa scatenante della definitiva ‘morte’ del centro storico di Ragusa.
Non aver avuto la necessaria determinazione e autorevolezza per portare a termine il progetto relativo ad una sistemazione di piazza Libertà, l’aver insistito su un progetto derubricato a semplici ma costose modifiche per la circolazione, peraltro indecifrabili e illeggibili nella loro definitiva soluzione, hanno provocato l’intervento della soprintendenza, sollecitato dalle opposizioni, per porre un vincolo culturale sulla piazza, che si aggiunge a quello monumentale, già esistente.
Qualcuno che ricorderà la soprintendenza come protagonista di opere come quelle delle Latomie di Cava Gonfalone e del nuovo Museo Archeologico che dovrebbe essere allocato nel convento dei Frati Minori Riformati, a Ragusa Ibla, annesso alla Chiesa di Santa Maria del Gesù, resterà perplesso per l’intervento dell’ente regionale ma possiamo assicurare che tutto è sotto controllo.
Come rilevato dalle dichiarazioni del soprintendente ai giornali, il vincolo prevede un profondo cambiamento per la piazza, attraverso un progetto, finalizzato alla valorizzazione storica del sito, che prevede, come punti fermi, l’eliminazione del parcheggio e dei dehors attualmente esistenti, vale a dire l’eliminazione di tutto quello che, oggi, rende ancora viva la piazza, quanto meno nelle ore antimedirdiane.
Sarà esaltata la valenza storico artistica, che costituisce testimonianza di un preciso periodo storico che ha influenzato la città dal punto di vista culturale e architettonico.
Non è dato sapere, ma sarebbe coerente oltre che consequenziale, se alla piazza verrà restituita l’antica intitolazione di piazza Impero, come del resto vien ancora comunemente chiamata.
Sui giornali si legge ancora che la soprintendenza dovrebbe provvedere a far apporre il vincolo anche sul ponte nuovo.
Nulla si conosce di eventuali progetti aggiuntivi per dare seguito ad un progetto generale di valorizzazione di tutto il centro storico.
Per il momento, restano le certezze dell’eliminazione del parcheggio che unita alla chiusura della Camera di Commercio e all’agonizzante presenza della ex provincia, in zona, riuniranno alla già defunta via Roma e alle realtà in stato vegetativo della piazza San Giovanni e della piazza Poste, l’ultimo ricordo di un centro città vivo e pulsante.
