Turismo, quanto mi costi

In questi giorni di Ferragosto si affievoliscono le lamentele per la crisi del settore turistico, le cui presenze ridotte lasciano l’amaro in bocca agli operatori dei settori ricettivi, della ristorazione, e all’indotto, in generale.
Il ritornello è stato quello della chiusura dell’aeroporto di Catania che ha provocato disagi a dismisura, anche per l’incapacità generale di gestire situazioni di emergenza.
Senza dubbio, l’emergenza di Fontanarossa ha creato disagi, la scarsa capacità organizzativa ha amplificato le difficoltà per i viaggiatori sballottati fra Palermo, Trapani e Comiso, ma il calo tendenziale del settore è registrato anche a livello nazionale.
Si conferma un record di presenza di stranieri, sono gli italiani che, per il caro prezzi, restano a casa, l’aumento improvviso del costo della vita, l’aumento incontrollato dei mutui, ha indotto gli italiani a rivedere i programmi per le vacanze.
Non si svuotano le città, se non per i giorni adiacenti al Ferragosto, è una situazione generalizzata che non ha pochi responsabili.
Si deve dire, però, che il grosso del turismo non è la vacanza dell’ultima ora degli italiani, il turismo si programma mesi prima, in Sicilia non si avvertono cali sensibili di presenza, pur con la promozione e la pubblicità regionali naufragate negli affari strani dell’assessorato regionale.
Anche nel sud est non avverte crisi nei posti in, a Noto, a Siracusa, a Marzamemi, con riflessi fino a Scicli e a Modica, popolate da personaggi illustri, arrivati via terra, in aereo e soprattutto in barca.
Per restare a casa nostra, viene da pensare a cosa si è fatto in materia di turismo, perché tanti personaggi famosi si spingono anche fino a Modica, per cenare, a Sampieri per fare il bagno, nessuno, almeno, cerca Ibla, Marina di Ragusa o il polo culturale della città il Castello di Donnafugata.
Siamo presi dal Piano Strategico del Turismo, con il quale ci siamo trastullati per anni, attendiamo il manager del turismo, per ora abbiamo preso in prestito un esperto di cultura che si occupa anche di turismo e di eventi: se non c’era tempo, per il recente insediamento dopo le elezioni, ma il sindaco parlava di continuità amministrativa in caso di rielezione, qualche evento che richiamasse turisti si poteva organizzare.
Siamo felici di avere contezza come nelle stanze dei B&B sia indispensabile il gancio per appendere la mountain bike, ma non abbiamo contezza di quale promozione sia stata programmata e messa in atto, che sforzo hanno fatto gli operatori del settore ricettivo e della ristorazione, quali sinergie, essenziali, sono state tentate con gli assessori al turismo del territorio.
A che cosa sono serviti gli incontri di carattere turistico culturale con altri assessori del sud est? Solo passerelle?
In questo scenario, dominato dalla situazione citata per il turismo, a livello regionale, si inserisce la diffusa incapacità della classe politica locale, solitamente poco pratica di turismo, peraltro già indaffarata alle strategie per le prossime provinciali e per le europee.

Dalla CNA e da qualche piccolo partito sono stati lanciati allarmi, “Siamo finiti dentro la tempesta perfetta, non si sa quali saranno le ricadute”, ma organizzazioni datoriali e piccoli partiti saranno in prima fila per ossequiare i soliti politici, l’attuale classe politica che governa a Palermo e a Roma.
Nessuno si sogna di accusare l’attuale governo di destra di scelte che hanno aggravato la crisi, governo di destra intento ad ammorbidire le leggi, a preparare condoni, sanatorie e rottamazioni, nessuno si sogna di esortare a non votare gli stessi partiti e gli stessi candidati.

La situazione nella nostra provincia è da paradosso, non arriva l’autostrada a Modica, nonostante le promesse, dei lavori per la Ragusa Catania si vede poco, l’aeroporto muore con la comica di Fratelli d’Italia che vorrebbe liberarsi del CDA della SAC e di Torrisi in particolare, mentre il sindaco di Comiso, esponente di destra travestita da civica, le ritiene il salvatore di Comiso.
Ora Torrisi è diventato possibile merce di scambio, il CDA di Sac resta al suo posto in cambio di maggiori libertà per la scelta dei manager della sanità, e questo gli consentirà di mantenere la poltrona, per lui e per gli eccellentissimi del CdA, fra cui c’è anche qualche ibleo.
A proposito, ma i componenti iblei del CdA hanno parlato a proposito della emergenza a Fontanarossa e delle criticità di Comiso?

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