Encomiabile l’iniziativa della CGIL di Ragusa che aveva organizzato un sit-in di protesta per evidenziare lo stato di profonda crisi del settore sanitario: dal fallimentare trasferimento dei reparti del ‘Civile’ e del ‘Maria Paternò Arezzo’ alla perdurante mancanza di sicurezza per la salute dei ragusani in caso di emergenza, ma si volevano portare all’attenzione anche i temi del precariato, delle carenze di organico fra il personale sanitario e una pianificazione locale della rete ospedaliera che, ancora, mostra molte zone d’ombra.
Alla manifestazione hanno aderito diverse sigle, da Articolo 1 – Movimento Democratico e Progressista a Sinistra Italiana, il Collegio degli Infermieri professionali, la RSU dell’Azienda Ospedaliera, nonché diversi esponenti della politica locale, da Giorgio Massari a Sonia Migliore, a Manuela Nicita che hanno voluto sottolineare la personale partecipazione per la grave emergenza in atto.
Non c’è stata, purtroppo una massiccia partecipazione di cittadini, ma nemmeno degli operatori sanitari: in tutto meno di cento persone.
Non c’è da lamentarsi se per le consultazioni popolari tramite piattaforma digitale o per i sit-in sotto il balcone di Palazzo dell’Aquila o per il bilancio partecipato non c’è grande partecipazione dei cittadini, al di là del colore politico.
Questi sono i ragusani, questo è il livello di partecipazione per una problematica che riguarda tutti, ricchi e indigenti, professionisti e operai, laureati e analfabeti.
La scarsa partecipazione nulla toglie all’impegno delle sigle che hanno voluto organizzare la manifestazione e alla valenza dell’iniziativa che, in ogni caso ha lasciato il segno ma che non incide direttamente sugli sviluppi di una situazione che si vuole fare decantare.
Gli stessi striscioni e le dichiarazioni alla stampa hanno evitato di mettere sotto accusa il Partito Democratico, responsabile dell’attuale stato di emergenza: del PD è il Presidente della Regione, del PD è l’assessore regionale alla sanità, del PD è il Presidente della Commissione Sanità, del PD sono i parlamentari che, avario titolo, hanno messo il naso, spesso impropriamente, sulle questioni della sanità locale, e non sempre con il bene comune, della collettività, come obiettivo principale.
Al silenzio generale, all’indifferenza che aleggia sulla grave situazione si unisce quello che resta del centro destra e il Movimento 5 Stelle che non prende posizione netta sulla questione, se non tramite comunicati stampa che non denunciano con forza il caos e il disastro di una situazione che potrebbe precipitare da un momento all’altro
