È un periodo difficile per la sanità iblea, che pure ha superato con relativa tranquillità l’emergenza pandemica.
Ma restano sul tappeto molti problemi, che spesso si ripropongono e che non consentono una positiva valutazione sui vari servizi.
L’unica certezza è la professionalità dei medici e degli operatori sanitari nelle cui mani è affidato il destino di molti cittadini che hanno bisogno di ricorrere alle cure dei sanitari.
Ma prima di arrivare nelle mani delle persone giuste, i servizi sono carenti e ci si imbatte anche in palesi violazioni delle norme più elementari di sicurezza.
La situazione dei pronto soccorso è nota a tutti, la carenza di personale è ormai a livelli di pura emergenza, ma concorrono anche al caos la mancanza di posti letto nei reparti e le politiche dell’ultimo minuto, per esempio per stabilizzare o prorogare il servizio dei precari covid che, in periodo di pandemia, hanno dato manforte ai reparti.
Ma l’emergenza è dappertutto, medici di famiglia che vanno a diminuire come numero, specialisti di alcuni settori introvabili, spesso anche gli infermieri scelgono di andare al nord o all’estero.
Di tutta evidenza che i vertici della sanità, presenti e passati, non sono adeguati a quelle che dovrebbero essere le minime esigenze del comparto, non hanno saputo prevedere la crisi del settore e si mostrano impreparati sul da farsi.
Fra le tante segnalazioni, molte delle quali provengono dall’interno del sistema sanità, e quindi abbastanza credibili, c’è quella delle ambulanze medicalizzate senza medico.
Pare che ci sia un numero congruo di vetture che non potrebbero essere utilizzate per chiamate di casi gravi, infarti, ictus o incidenti stradali, perché senza l’indispensabile personale medico. Ma sono inviate e intervengono per casi gravi, con il personale in dotazione alla vettura che certo non può esplicare tutte le funzioni di un medico, come primo soccorso e per la somministrazione di farmaci importanti.
Tutto si riconduce sempre alla mancanza di personale, si cerca di sopperire con turni aggiuntivi del personale medico, ma al di là della saturazione delle ore lavorative possibili, pare che siano venute a mancare anche incentivazioni economiche indispensabili per motivare quanti, oramai, sono costretti a tralasciare turni di riposo, famiglie, normali esigenze di tempo libero e, soprattutto, di riposo indispensabile in un settore dove, talvolta, non si ha nemmeno il tempo di mangiare un panino.
Al di là di queste considerazioni, è necessario che vegano effettuati severi controlli e vengano date risposte all’utenza, se le norme prevedono che le ambulanze medicalizzate non possono uscire senza medico, eventuali anomalie di gestione devono venir fuori e si deve porre comunque rimedio a situazioni al limite della legalità.
E proprio da un punto di vista legale ogni errore ricadrebbe sugli ignari attori del personale 118, comunque costretto ad intervenire perché la postazione, il mezzo non sono in fermo tecnico, come dovrebbero essere.
Si tratta quasi di un ricatto, che mette nella normalità un intervento senza personale adeguato!
La gente non sa spesso chi deve arrivare a casa ed è comunque contenta che venga trasportata in ospedale! Ma se è vero che ci sono patologie tempo dipendenti che necessitano sicuramente di somministrazione di farmaci salvavita, è inutile parlare e vantarsi di rete infarto e di rete dell’ictus (stroke) quando mancano gli attori principali di essa!
