Tutte ottime prestazioni ma resta una domenica da dimenticare, con quattro sconfitte che bruciano

Ormai, la moda del comunicato stampa ha contagiato anche lo sport, è invalso l’uso anche per commentare le prestazioni, naturalmente mai nettamente negative, sempre sprazzi positivi e c’è sempre qualcosa da prendere.
Il comunicato stampa può servire per informare della partita quando non si può seguire, perché la squadra gioca fuori, oggi, con lo streaming diffusissimo, questa esigenza è ridotta al minimo.
Il comunicato stampa è essenziale, per i dati, per le statistiche, vale anche, ed è apprezzato il commento dell’addetto stampa, quasi sempre un competente dello sport in questione, è normale che un addetto stampa della società debba essere morbido nel giudizio, ma quando si esagera si esagera.
Questa domenica, per il capoluogo, quattro incontri importanti, cinque se ci mettiamo il calcio a 5 femminile, per il calcio e la pallacanestro, maschile e femminile.

Abbiamo sempre apprezzato l’allenatore del Ragusa Calcio, Filippo Raciti, per le sue doti tecniche ma soprattutto per la comunicazione seria, moderata e competente nel giudicare la partita.
Oggi, nel comunicato stampa della società si legge che non è come sembra, il Ragusa non è stato sopraffatto dal Lamezia, ha solo commesso degli errori che sono stati pagati a caro prezzo.
La risultante, però, è che il Ragusa è tornato dalla Calabria con un pesante 3-0. Certo la competenza dell’allenatore fa sì che venga apprezzato quanto di buono ha espresso la squadra, ci stanno gli sforzi e l’impegno per tentare di vincere, ma non è nemmeno di bisogno cercare di giustificare la sconfitta di una neopromossa, che cerca una salvezza tranquilla, contro la vicecapolista, con ambizioni dichiarate di promozione.

Anche per la pallacanestro maschile, sconfitta della Virtus a San Vendemiano, contro una formazione che, guarda caso, è in testa alla classifica, a punteggio pieno.
Sulla solidità e sulla intensità dei ragazzi di Bocchino nessuno può dubitare, come non si può dubitare delle doti dell’allenatore che già l’anno scorso ha dimostrato cosa riesce a tirare fuori dalla formazione a disposizione.
Il commento dell’allenatore nel comunicato è realistico e rende l’idea dell’impegno degli atleti ragusani, “siamo una squadra in tutti i sensi”, è vero, ma torniamo sconfitti e la posizione, comunque, è a mezza classifica, come del resto anche l’anno scorso. Ancora, non siamo una squadra di vertice, le sconfitte ci stanno tutte.

Per la Virtus sconfitta anche in serie C, il comunicato titola di ottima prestazione ma la squadra, nel secondo tempo, perde colpi, anche l’esperto Recupido, l’allenatore, parla di errori di “gioventù” con percentuali non brillanti al tiro e difficoltà nei rimbalzi. Resta la consolazione che di squadra giovanile si tratta e quindi si può fare tesoro degli errori.

Ci resta la Passalacqua, croce e delizia degli sportivi ragusano, più delizia che croce, che perde contro Schio e la cosa ci sta tutta considerato il divario tecnico, economico e di familiarità indiscutibile con il vertice della pallacanestro nazionale.
Ma Ragusa non è costretta ad arrendersi a Schio, Schio non ha fatto nulla di trascendentale per avere la meglio sul parquet del PalaMinardi. La partita è stata, spesso, a portata di mano delle biancoverdi.
Ragusa lotta ma non fa una buona partita, ci ha tenuto a galla solo la prestazione di Nicole Romeo che, si deve dire, nelle precedenti partite è stata ‘assente’, in qualcuna totalmente.
Troppi errori al tiro e fretta nel concludere azioni che si potevano definire meglio, peraltro in momenti topici della partita. Non è ammissibile in serie A vedere palloni che nemmeno incontrano il ferro di sfuggita.
Non si sono viste le straniere, se non qualcuno a sprazzi, al netto dell’infortunio di Hapton, ma la squadra, come negli anni passati è vittima di troppi infortuni.
Peraltro, la assenza, obbligata di Spinelli dovrebbe indurre ad allungare comunque la panchina.
Ogni anno ci sono volti nuovi ma non abbiamo una play di grande livello, il tiro da tre manca e spesso le percentuali non sono esaltanti, sembriamo competitivi, ma veniamo da tre sconfitte consecutive.

Forse, come per l’educazione dei figli, si propende, oggi, per la supervalutazione delle qualità, per l’apprezzamento anche degli errori che servono per migliorare, senza eccessiva severità, nemmeno verbale.
Non lo sappiamo quali sono i metodi migliori, considerato quello che si vede nello sport e nella vita di tutti i giorni.

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