Tutti contro il conferimento dei rifiuti di commercianti ed esercizi pubblici: anomalie del capitolato che devono essere riviste

Si avvicina il tempo del rinnovo dell’appalto della raccolta dei rifiuti differenziati e più che soffermarsi sulle anomalie del sistema, a questo punto irrisolvibili, servirebbe cominciare a mettere dei punti fermi in ordine al sistema di conferimento degli esercizi commerciali e dei locali pubblici, nonché dei condomini che non hanno spazi interni per posteggiare i contenitori.
I contenitori dei condomini posteggiati sulla pubblica via, quelli di commercianti e di locali pubblici che non hanno spazi interni, posti quasi sempre lontano dall’ingresso dei locali, senza preoccuparsi se si allocano sotto le finestre di una scuola o di un privato, le strutture in legno per mascherare i contenitori che diventano ripiano per ulteriori sacchi di spazzatura, postazioni di contenitori che diventano, quasi sempre punto di conferimento dei vicini o di chi passa per lasciare i propri rifiuti, tutto questo unito all’abbandono indiscriminato di rifiuti che trasforma, talora, un angolo in minidiscarica e le difficoltà a sbarazzarsi di piccoli e grandi rifiuti ingombranti, sono il cuore dei limiti di un sistema forse studiato per città maggiormente civilizzate.
Quando un contenitore è pieno, se ne dovrebbe cercare un altro, non accumulare rifiuti ad libitum, i locali pubblici, fermo il rispetto dei turni e degli orari di conferimento, dovrebbero fornirsi del numero adeguato di contenitori, anche se discutibili appaiono certe quantità di rifiuti che richiederebbero un diverso servizio di conferimento e raccolta, possibilmente privato.
Il tutto condito dall’assenza di un servizio di lavaggio dei contenitori e delle aree che li accolgono, non previsto dal capitolato, e dall’assenza totale di controlli da parte della polizia locale.
Per 5 anni l’amministrazione Cassì 1 ha tollerato questo stato di cose, multe e sanzioni inesistenti per privati ed esercizi pubblici e negozi, nessuno dei titolari dei locali pubblici ha mai avuto l’accortezza di appiattire le scatole di cartone, di legarle prima del conferimento, spesso si vedono sacchi di locali pubblici contenenti bottiglie e plastica, umido e rifiuto secco, ma mai nessun controllo.
Per il nuovo assessore all’ambiente è obiettivamente difficile sovvertire, e in poche settimane, questo stato di cose, a meno di non instaurare uno stato di polizia con controlli continui, controlli e ispezioni sulla qualità del rifiuto nei sacchi, ronde civetta per cogliere qualcuno in flagrante, ammesso che tutto questo sia condiviso dalla giunta, per non parlare del dissenso e del malcontento che si andrebbe ad accumulare nei confronti dell’assessore autore di queste scelte.
Dopo che per 5 anni la gente è stata abituata, complice il sistema assurdo di conferimento, a fare quello che ha voluto, è una impresa titanica tornare indietro e lo sarà anche quando si cambieranno le regole per un nuovo capitolato.
Il fenomeno più indecoroso è quello dell’abbandono dei rifiuti lungo le strade extraurbane, anche nei pressi dei centri abitati: un fenomeno difficile da contenere per il quale sono previsti servizi di raccolta che non potranno mai essere giornalieri e, talvolta, anche settimanali.
Nuove regole dovrebbero comunque prevedere un servizio di immediata bonifica di mini discariche e di raccolta, in ogni caso, di rifiuti, il lavaggio puntuale di cassonetti e contenitori, ma servono isole ecologiche, punti di raccolta aperti h24, incentivi, non indifferenti, per chi rispetta le regole e multe salate per chi trasgredisce.
Ha poco da vantarsi il sindaco dei livelli di differenziata se non riesce a contenere tutto lo scempio che c’è in città e la gente non vede premiata la tolleranza in casa per 5 diversi contenitori per i rifiuti, senza dire che le bottiglie di plastica vanno appiattite in lunghezza e non schiacciate, il vetro andrebbe liberato da etichette e tappi metallici o di plastica, il bidone del detersivo va privato della maniglia in plastica, piatti, bicchieri, ormai liberamente venduti in città, contrariamente alle ordinanze plastic free, cartoni per pizza, vassoi di alluminio, tovaglioli di carta, tutta roba da analizzare per verificare se sporco, unto, da pulire, consultando il sito per capire se va nella plastica o nell’indifferenziato. Roba da internato in psichiatria.

Per questo scenario, continue le segnalazioni alle quali, difficilmente si riesce a stare dietro.
Il consigliere La Porta parla di bidoni maleodoranti in bella vista, di cumuli di cartoni depositati all’esterno delle attività commerciali fuori dagli orari consentiti, casette in legno in parte dismesse o da risistemare.
Inaccettabile trovarsi contenitori dappertutto, rifiuti maleodoranti conferiti fuori dagli orari di raccolta, contenitori che diventano cassonetti di uso comune.
Particolarmente severo l’esponente di Territorio che senza mezzi termini richiede rigidi controlli su commercianti ed esercizi pubblici, facendosi anche interprete delle istanze di molti cittadini che lamentano l’impatto indecoroso di molte vie centrali.

Anche il Comitato cittadino COMIBLEO pretende il pugno duro contro gli esercizi pubblici che sono ritenuti la fonte principale del degrado cittadino, soprattutto a Ibla, dove maggiore è la densità di esercizi pubblici.
Coerentemente con lo stile di sempre, il ‘professor’ COMIBLEO propone le possibili soluzioni, a cominciare da un sistema di raccolta modificato e integrato con altri sistemi, eliminando del tutto i cassonetti degli esercizi pubblici: quindi isole ecologiche interrate, ecostazioni mobili in grado di migliorare notevolmente il servizio di raccolta differenziata delle utenze domestiche e non domestiche del centro storico che non hanno spazi interni per il deposito dei cassonetti.
Per il prof Comibleo occorre anche tutelare quelle categorie che non possono rispettare turni e orari di conferimento, studenti fuori sede, occorre trovare dei rimedi contro ogni criticità, per evitare che i disagi si riverberino sulla collettività.
Come abbiamo osservato all’inizio, si diffonde il malcontento contro gli esercizi pubblici, fonte delle maggiori criticità, si nota che qualcuno ha finito di soffermarsi sul presente e guarda al prossimo futuro, è giunta l’ora che anche il nuovo assessore cominci a mostrare le linee ispiratrici delle sue strategie.

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