di Cesare Pluchino
Eliminate, di fatto, tutte le liste civiche di opposizione in consiglio comunale: disattese le indicazioni degli elettori
11 gennaio, data sempre fatidica per la città di Ragusa: come sempre è un terremoto, indice di distruzione, di caos, di necessaria ricostruzione, a segnare la giornata, questa volta dal punto di vista politico, con un rimescolamento delle carte in consiglio comunale che impone serie riflessioni perché, per le strategie politiche di pochi micronotabili di partito, vengono, di fatto, eliminate tutte le rappresentanze delle liste civiche di opposizione che erano state preferite dagli elettori.
Naturalmente, i protagonisti di questa storiella sono tutti ai nastri di partenza, con una nuova maglietta e si propongono, con malcelata presunzione, come protagonisti di alternative all’attuale amministrazione, sicuri del loro seguito ma, di certo, senza fare i conti della provenienza dei voti raccolti all’ultima consultazione, che non saranno stati tutti voti personali e, quindi, difficilmente recuperabili.
Gli elettori debbono trarre le conseguenze da quanto avvenuto in Consiglio e dovranno tenere conto in futuro delle sigle che richiederanno il voto, evitando di scegliere etichette non di marca e sottoprodotti della cultura politica in cerca di soddisfare solo interessi personali.
In sintesi, la giornata dello sfascio è il giorno della vittoria virtuale del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle che, del resto, da tempo, si pongono come unici contendenti del potere a livello regionale e nazionale.
Con tutti i limiti, di ciascuno dei due, con tutto il peso delle vicende che attengono alla legalità e alla buona politica, restano solo queste due formazioni politiche a far intravedere barlumi di vera politica nello scenario attuale.
Veniamo a quanto emerso dalla seduta del Consiglio Comunale di lunedì 11 gennaio 2016: seduta dedicata all’attività ispettiva, che si è trasformata nell’esibizione dei consiglieri voltagabbana che, sbrigativamente, hanno abbandonato le spiagge di elezione per approdare a lidi più marginali ma in grado di garantire ruoli da protagonisti per lo scenario politico locale.
Commovente sentire parlare di travagli spirituali, di storie ventennali di appartenenza, di giustificazioni di precedenti spostamenti spacciati per strategie politiche studiate a tavolino, di rifiuto di scelte calate dall’alto, fino ad ora pane quotidiano mai messo in discussione.
Si sapeva dell’abbandono del gruppo di Forza Italia da parte dei tre consiglieri che sarebbero dovuti confluire nel gruppo misto.
Ma il primo intervento in aula è stato quello del consigliere La Porta che ha annunciato di lasciare Territorio, passando, quindi, al gruppo misto.
Conseguente anche la confluenza di Morando in questo gruppo, dal momento che non esistono, dopo le modifiche statutarie, i monogruppi.
Passiamo all’analisi della composizione del gruppo misto, comunque non determinante nella geografia politica del consiglio comunale, almeno per il momento: Elisa Marino, ex Ragusa domani, Carmelo Ialacqua del Movimento Città, i tre consiglieri ex Forza Italia, La Porta e Morando.
Le prime reazioni sono state quelle sulle possibili conseguenze per la carica di capogruppo: si pensava che l’ingresso di La Porta, e quello obbligato di Morando, potevano essere mossa per controbattere i tre voti degli ex azzurri, ma le dichiarazioni di auspicata futura collaborazione e la ricercata posa per foto dei componenti il gruppo misto, con e senza Morando, senza Ialacqua, depongono per accordi in fase di definizione, per i quali c’è solo da attendere la posizione di Morando, attesa suffragata dalle indicazioni di fare uso della foto senza Morando ma di tenere conservata, per un possibile utilizzo futuro, quella con Morando.
Un teatrino a tutti gli effetti, che potrebbe avere un senso solo con un sovvertimento dell’attuale maggioranza, per il passaggio di alcuni elementi del Movimento 5 Stelle all’opposizione, fino a ieri non escluso in assoluto ma diventato, per i fatti esposti, una possibilità assai remota considerato lo scenario caotico venutosi a creare.
Sarebbe impossibile per eventuali consiglieri grillini contestatori lasciare i 5 Stelle per transitare in un girone infernale di professionisti del cambiacasacca.
Questo, di contro, non significa, certo, che sono risolte le fibrillazioni all’interno della maggioranza.
Resta il disfacimento e la scomparsa delle sigle civiche di opposizione che erano presenti in Consiglio per elezione: solo Partecipiamo, alleato di maggioranza, mantiene gli impegni con gli elettori, in una posizione non del tutto chiara Movimento Città, che oscilla fra maggioranza e opposizione, con un conclamato distacco del suo rappresentante in consiglio con quelli che erano i padri nobili del Movimento.
Era scomparsa la sigla di Megafono, con Chiavola passato al PD, scomparse quella di Ragusa Domani, lista di sostegno al candidato a sindaco Cosentini, con il passaggio della Marino al gruppo misto e di Lo Destro a Forza Italia, quella di Idee per Ragusa, lista civica del candidato a sindaco Ciccio Barone e dell’ex vicesindaco Giuseppe Arezzo, che furono determinanti nella conquista del seggio, scompare Territorio, con La Porta che passa al gruppo misto, scompare Movimento Civico Ibleo che, con una forzatura di denominazione, era aggregato al gruppo di Territorio.
Unici gruppi originari restano quelli del PD e dell’UDC, per quanto, a proposito di quest’ultimo, si deve rilevare che la rappresentante originaria del gruppo, Sonia Migliore, ancorché responsabile enti locali del partito a livello regionale, firma i suoi comunicati come portavoce del Laboratorio Politico 2.0.
Resta solo il consigliere Gianluca Morando a mantenere intatto il legame con la lista originaria, per quanto costretto, dalle nuove normative statutarie e del regolamento, a dover cambiare, per la seconda volta il gruppo. Questa una sua dichiarazione in merito:
“Si è trattato di una ulteriore anomalia determinata da un regolamento, quello voluto dalla maggioranza pentastellata, che, alla riprova dei fatti, si sta rivelando
pessimo.
In pratica, sono costretto ad aderire al Gruppo Misto in quanto il gruppo consiliare preesistente, composto da due componenti, tra cui il sottoscritto, si è sciolto come neve al sole per la decisione del mio collega, che io rispetto, di aderire al Gruppo Misto.
Una decisione, quindi, che ha determinato, a causa delle storture del nuovo regolamento, il mio passaggio nella formazione consiliare in questione. Ecco perché dicevamo a suo tempo, e a maggior ragione possiamo affermare adesso, che il regolamento snatura la provenienza politica soprattutto delle minoranze. Continuerò ad ogni modo a rappresentare, politicamente, i programmi e gli ideali del Movimento Civico Ibleo con cui sono stato eletto nell’aula di palazzo dell’Aquila.
Il mio obiettivo prioritario è di continuare a lavorare per il bene della città valutando quali potranno essere le scelte migliori per creare un possibile percorso alternativo a questa amministrazione che continua a deludere la collettività ragusana”.
