Abbiamo mutuato il logo della nuova campagna di sensibilizzazione della protezione civile per rassegnare gli intenti dell’attuale amministrazione comunale che, per cinico calcolo economico o per consapevolezza di inadeguatezza e incapacità, si rifiuta di gestire siti culturali e impianti sportivi
Ci scusiamo per l’utilizzo anticipato del logo, ma del resto l’assessore è sempre pronto ad anticipare, per pochi eletti, ora l’approvazione dei bilanci, sul quotidiano locale, ora la campagna di sensibilizzazione, sui social.
Che poi uno vorrebbe capire a cosa serve la conferenza stampa, se tutto della campagna, logo e contenuti, è già sui social e sul sito e sui canali online.
Ma veniamo al vizietto dell’amministrazione comunale: dopo la messa in gara della gestione del Castello di Donnafugata, del Museo cittadino, della Sala Falcone Borsellino, è ora la vota degli impianti sportivi.
Avranno dovuto lavorare sodo, come fanno sempre, all’ufficio sport, per diramare ben 4 comunicati stampa per le manifestazioni di interesse, relative al PalaMinardi, al PalaPadua, alla palestra dell’Umberto I e, addirittura, agli impianti sportivi dei Gesuiti, a Marina di Ragusa.
Non si comprende come mai non sia compreso l’impianto di via delle Sirene, forse l’affidamento non è scaduto o è “blindato”, come pure non si parla di stadio ex ENAL, di via Archimede, dell’impianto di viale Colajanni o di Gaddimeli a Marina di Ragusa del campo di rugby, per restare agli impianti più importanti.
Non ci sono notizie nemmeno per l’Aldo Campo.
Sarebbe d’uopo poter disporre di una panoramica di tutti gli impianti sportivi, con relativi affidamenti e scadenze dei contratti.
Ma soprattutto, minoranze consiliari degne di questo nome dovrebbero avere contezza dei criteri per i quali si preferisce dare in gestione gli impianti piuttosto che pensare alla gestione diretta che, peraltro favorirebbe l’occupazione di diverse unità di personale, come, tradizionalmente è sempre stato.
Fra l’altro, si sa che andranno, o sono già, in affidamento alle squadre principali della città, PalaMinardi, per la Passalcqua, PalaPadua per la Virtus, il campo di rugby per la società di rugby, e l’Aldo campo per il Ragusa Calcio. Tutto il resto è poco appetibile. Ma il comune non desiste dal tentare il rischio zero.
Mancano ancora, ma, forse, ci arriveremo presto, i cimiteri, per la gestione dell’acqua pubblica ci ha pensato la regione ad espropriarci della gestione, ci avevano tentato per i tributi.
