Il consueto ritardo per la mancanza del numero legale vedeva una certa agitazione nelle file dei pochi rappresentanti delle cosiddette opposizioni: trattandosi di un consiglio straordinario, il Presidente del Consiglio aveva tentato di forzare la mano ed eliminare la canonica mezzora di comunicazioni.
Comprendibile perché si temeva che fossero state tirate fuori tematiche imbarazzanti, come quella dell’accessibilità al Museo Archeologico che, proprio in tempo di campagna elettorale, non sarebbero state l’optimum.
Erano solo inutili paure, perché nonostante l’ostentata fermezza con la quale non si sarebbe tenuto conto neanche dell’indifferibilità di qualche atto all’ordine del giorno, al suono della campanella si sono tutti precipitati in aula, hanno avuto lo spazio per le comunicazioni ma nessuno si è permesso di calcare la mano su argomenti delicati.
La solita opposizione al borotalco. Successivamente approvati tutti gli atti sottoposti al consiglio, il consuntivo 2022, alcuni debiti fuori bilancio, la stipula del mutuo per rilevare dalla Sisosta i parcheggi pluripiano in gestione, a seguito di apposita transazione, autorizzazione per il FUA, la nuova Agenda Urbana, e una convenzione per la stipula di forniture di energia per i prossimi 9 anni.
Nessun intervento pregnante dei pochi esponenti di opposizione, la squadra di nuovi alleati di Cassì composta, al suo posto, silente dama di compagnia dell’amministrazione, i consiglieri di opposizione, pardon, di minoranza, come ha tenuto a sottolineare Mario Chiavola, al limite delle lacrime, Mirabella e Chiavola si sono profusi in ringraziamenti per gli uffici, per i dirigenti e i funzionari, e questi ci potevano stare, ma hanno anche ringraziato assessori e i colleghi consiglieri, praticamente quelli che per 5 anni non gli hanno fatto passare nemmeno un atto di indirizzo o un Ordine del Giorno, bocciando tutto con ostinata premeditazione.
In questo clima, naturale che l’esposizione del Consuntivo 2022 diventasse elegia dell’amministrazione, come simbolo di ottima gestione e di amministrazione virtuosa, in virtù delle incontestabili qualità dei conti finanziari del Comune, peraltro esposti con somma chiarezza e competenza nella consueta relazione dell’assessore Giovanni Iacono.
La seduta si è chiusa con gli interventi di commiato, di saluto e di ringraziamenti del capogruppo Andrea Tumino, del Presidente del Consiglio Fabrizio Ilardo e del sindaco Cassì.
Non ci dovrebbero essere altre sedute, prima della fine di maggio, data delle elezioni, si chiude così il quinquennio che ha visto, nonostante tutto, la netta predominanza della maggioranza a sostegno dell’amministrazione, amministrazione che, in vista della fine del mandato, dopo aver visto l’abbandono di ben 6 consiglieri passati alle opposizioni, ha saputo trovare i giusti ingredienti per poter approvare gli atti essenziali.
Se si vanno a guardare le minoranze, livello estremamente scarso, il mandato degli elettori non è stato per nulla rispettato, D’Asta del PD, Malfa passata dalla Lista Cassì alla Lega, poi al misto per transitare in una lista civica a sostegno di Cassì, per le prossime elezioni, Iurato con Ragusa Prossima, tutti transitati alla corte di Cassì, ancorché debbano sottoporsi al giudizio degli elettori per queste scelte sbarazzine.
I 5 Stelle non sono riusciti a incidere sull’attività del consiglio comunale, di Mirabella e Chiavola abbiamo il commiato che sancisce quale è stato il loro ruolo nei 5 anni, senza una vera e pesante opposizione, suffragato, per Mirabella dalla scelta di INSIEME, la sua formazione politica di appartenenza, di indicare come assessore designato in prima battuta della coalizione di centrodestra Peppe Lo Destro.
Una compagine consiliare che non sarà ricordata, peraltro del tutto smembrata in vista del rinnovo del prossimo consiglio: della vecchia maggioranza solo 7 gli elementi che si ripresentano, e si può ben dire con buone chances di riconferma per almeno 5 di loro, ma si deve tenere conto che qualcuno meriterebbe la promozione ad assessore, per la qualità e l’impegno mostrato nei 5 anni.
Degli altri 8, due inspiegabilmente transitati nella lista di Partecipiamo, con la Malfa ritornata a sostenere Cassì, che rimangono con l’attuale sindaco.
Degli altri uno in Fratelli d’Italia, tre nella lista che dovrebbe presentare l’ex assessore Barone, una in Territorio.
Delle opposizioni, o presunte tali, D’Asta transitato in Partecipiamo, Gurrieri in una lista civica e Irato, rimasto in Ragusa Prossima che vanno a sostenere Cassì, Chiavola e Mirabella restano nelle rispettive formazioni politiche.
Dissolta del tutto la formazione dei 5 Stelle che pure era la più rappresentativa, numericamente, nella civica assise, solo il capogruppo Firrincieli si candida a sindaco, non dovrebbe candidarsi al consiglio perché sarebbe una ammissione di debolezza, gli altri componenti della squadra tutti defilati, non candidati e con seri dubbi, secondo noi, che votino ancora Movimento 5 Stelle.
