Un affidamento diretto del settore 3 del Comune di Ragusa, del luglio scorso, mette, stranamente, molti in fibrillazione

A quasi sei mesi dalla pubblicazione di un affidamento diretto, una determina dirigenziale del settore 3, del Comune di Ragusa, inerente il supporto giuridico per la redazione delle norme regolamentari ed attuative riguardanti il Piano Regolatore Generale della Città di Ragusa, monta una strana agitazione in diversi ambienti, a vario titolo interessati all’attività dell’amministrazione locale.
Premettiamo di non avere propensione per questi allarmismi sulla regolarità delle procedure che, quasi sempre, si traducono in una bolla di sapone, siamo convinti che amministratori e dirigenti agiscano sempre tutelandosi con i vari cavilli di legge, solo in rari casi le procedure non risultano inoppugnabili, ma spesso non ci sono gli elementi per concretizzare illazioni e accuse, mai le ipotesi di reato, che spesso vengono avanzate, sono suffragate da conseguenti azioni tese a ristabilire la legalità.
Tutto nasce, sempre, dal tentativo di fondo di scalfire l’immagine di Cassì e della sua amministrazione che, nata sull’onda del cambiamento, già dal voto, ha ipnotizzato buona parte della città. Qualcuno, chiaramente per interessi elettorali, tenta di svegliare gli elettori, ma non lo fa in maniera convincente, usa questi mezzi per violare il fortino, ma non ci sono ancora all’orizzonte personaggi capaci di costituire valida alternativa politica all’attuale, solo artigiani e principianti della politica che cercano, in maniera pedestre, di sfaldare l’apparato che Cassì, bene o male, ha costruito.
Tutt’al più si possono muovere rilievi di opportunità politica, ma la opportunità politica è andata a farsi benedire con questa amministrazione e, in ogni caso, non è reato, non è sintomo di illegalità o illegittimità.
Subissati, giornalmente, da lettere anonime, segnalazioni e ‘scoperte’ di ogni tipo, che puntualmente ignoriamo, ci soffermiamo, questa volta sulla segnalazione per la strana agitazione provocata in molti ambienti, non solo legati al settore di pertinenza, e per la consistenza della materia che riguarda il nuovo Piano Regolatore di Ragusa.
Le perplessità sull’atto, che aleggiano in ambienti importanti e diversi della città, sono ascrivibili ad un affidamento diretto, la determinazione n. 102 del 16 luglio scorso, per l’incarico professionale inerente il supporto giuridico per la redazione delle norme regolamentari ed attuative riguardanti il nuovo Piano Regolatore della Città di Ragusa.
Un affidamento che, come è specificato nella determina, addirittura nel suo titolo, premette, come il tutto sia impostato ai sensi dell’art.36, comma 2, lettera a) del D. Lgs. 18 aprile 016, n.50, anche senza previa consultazione di due o più operatori economici.
Dalla lettura della determina si apprende che si è ritenuto di affidare l’incarico di supporto giuridico per la redazione delle norme regolamentari ed attuative riguardanti il Piano Regolatore Generale della Città di Ragusa alla Ditta Officina legale srls che, a sua volta, avrebbe indicato come professionista incaricato a svolgere il supporto giuridico un avvocato, socio unico della predetta società.
A questo punto, si sono scatenate le perplessità per la scelta unilaterale del dirigente, ancorché legittima, ai sensi di quanto espresso nella premessa della determina.
Secondo alcuni, non ci sarebbero elementi per valutare le competenze professionali pregresse della prescelta in ordine all’incarico conferitole, ci si chiede perché non si è proceduto con l’affidamento diretto al professionista invece di incaricare una società della quale si sconoscono eventuali credenziali in ambito forense, peraltro costituita poco tempo prima dell’affidamento diretto.
Queste sono le domande che molti pongono: perché non l’affidamento diretto al professionista? Gode questa società dell’iscrizione all’apposito registro per le attività forensi? Perché non si è scelto di rivolgersi, come sarebbe stato normale, ad una società di avvocati?
Ci si sarebbe aspettati il coinvolgimento di illustri giuristi del settore, docenti universitari o avvocati con comprovata esperienza nella materia, meglio ancora un collegio di professionisti specializzati.
Nella vicenda che ha suscitato inaspettato clamore, pur dopo mesi dalla determina, si inserisce anche il classico ‘curtigghiu’, con illazioni varie su parentele e altri particolari, tutte cose, secondo noi, non ascrivibili ad aspetti non regolari o legittimi, quanto piuttosto ai già citati motivi di opportunità politica che, ripetiamo, sono sconosciuti al Comune di Ragusa, da anni.
Chi scrive si è occupato, in passato, di pubblicità, e quello che si è visto in questo settore, al Comune di Ragusa, nel campo delle affissioni, della pubblicità esterna, dei 6×3, delle paline bus, delle transenne salvagente, della promozione di eventi e manifestazioni, lascia del tutto indifferente il sottoscritto per questo affidamento diretto, peraltro compensato con cifre inadeguate al necessario livello di competenze richiesto dalla materia.

 

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