Un’altra seduta del consiglio comunale senza storia, pochi e banali interventi dei consiglieri di minoranza, concernenti problematiche risolte o avviate a soluzione, inutili battute sul ritorno della postazione del 118 a Ibla, dopo tre anni di assenza, legittimi ma infondati allarmismi sugli avvisi della ditta che si occupa di raccolta differenziata dei rifiuti.
Anche i punti all’ordine del giorno, di scarsi contenuti, alcuni debiti fuori bilancio, due atti di indirizzo del consigliere D’Asta ritirati o da riconvertire, uno della consigliera Iacono rinviato per impegni della firmataria.
Unico argomento, peraltro atteso, era quello dell’accaduto in commissione risorse, relativo alla sostituzione arbitraria di un componente di maggioranza della commissione, operata dalla Presidente.
A parte le proteste del consigliere sostituito, Rivillito, al quale era stato anche impedito di prendere parte alla seduta, per l’avvenuta sostituzione, pur non richiesta come da regolamento, si pensava che in consiglio qualcuno eccepisse qualcosa sulla regolarità della seduta di commissione che doveva esprimere parere sul punto dei debiti fuori bilancio, oltre a riprendere l’irregolarità della procedura seguita dalla presidente della commissione.
In giornata, alcuni consiglieri avevano, addirittura, diffuso il verbale della seduta, dove si trovavano ampiamente confermati i fatti per come erano stati illustrati dai componenti di minoranza della commissione, Chiavola, Firrincieli e Antoci, in un comunicato congiunto PD – 5 Stelle.
Le parole a verbale di Rivillito e della Presidente Occhipinti non lasciano adito a interpretazioni di sorta sulla vicenda e avevano convinto i tre componenti di minoranza della commissione di una necessaria più incisiva azione, dopo la già avvenuta richiesta di dimissioni della Presidente.
La decisione comune, ufficializzata dal capogruppo 5 Stelle Firrincieli, nel corso del suo intervento in consiglio comunale, è stata quella di astenersi dalla partecipazione alle sedute in qualità di componenti della quarta commissione, fino a che non sia fatta chiarezza sull’accaduto.
Fra i componenti il civico consesso da rilevare solo l’intervento del consigliere Mirabella che ha dichiarato di non voler affrontare l’argomento in consiglio e di volerne discutere in conferenza dei capigruppo, “fra uomini” ha detto testualmente.
Per il resto, tutti gli altri hanno preferito ignorare la vicenda, non l’hanno voluta affrontare per evidente imbarazzo, il Sindaco, da parte sua, ha del tutto ignorato la lunga dichiarazione di Firrincieli, non ne ha tenuto assolutamente conto, ha ignorato del tutto la comunicazione dell’astensione dei tre consiglieri dalle sedute della quarta commissione e ha, addirittura, derubricato il tutto ad una discussione fra due del gruppo di maggioranza sulla gestione della seduta.
Il sindaco ha affermato di non voler entrare nel merito della questione, ci sarebbe stato solo un errore nella gestione, una non corretta gestione, secondo le sue parole precise, una violazione superficiale senza alcuna volontà di ledere i diritti.
Il sindaco ha fatto queste affermazioni per le qualità morali e per lo spessore della Presidente della Commissione, ritenendo di poter esternare le sue valutazioni, auspicando che la vicenda possa essere ricondotta in un ambito di maggiore serenità.
In pratica una posizione di assoluta difesa della consigliere Occhipinti, comprensibile nell’ottica di una tenuta della maggioranza e valutando il peso dei componenti della giunta ai quali la Occhipinti è vicina, ancorché ai limiti di una condivisione che cozza con l’evidenza di quanto emerso dalle voci dei protagonisti in quanto a regolarità della seduta.
Appresso, per gentile concessione del consigliere Firrincieli, pubblichiamo il testo integrale del suo intervento in consiglio comunale e, in allegato, il verbale della commissione che, riteniamo doveroso precisare, deve essere ancora sottoposto all’approvazione, nelle sedute successive, della stessa commissione.
Questo l’intervento del consigliere Firrincieli:
Con questo mio intervento, Sig. Presidente, Sig. Sindaco, sigg Assessori, colleghi consiglieri, desidero ritornare sullo spiacevole episodio avvenuto nel corso dell’ultima seduta di commissione, per l’esattezza la Commissione Risorse che doveva occuparsi di alcuni debiti fuori bilancio
Lo faccio perché sento la necessità di ufficializzare in consiglio ( come farà il collega del Partito Democratico Mario Chiavola e come ha intenzione di fare anche il mio collega di Movimento, Alessandro Antoci, tutti nella qualità di componenti di minoranza della Commissione Risorse) l’astensione dalla partecipazione alle sedute della detta commissione, per protesta, fino a quando gli organi preposti non si pronunceranno in merito alla validità della seduta ultima e in merito alle procedure adottate dalla Presidenza dell’organo consultivo.
La lettura del verbale della seduta conferma, se ce ne fosse stato bisogno, le perplessità che abbiamo avuto, non solo sulle procedure ma anche sull’esito della commissione stessa, evidentemente falsato, anche se solo in maniera formale, dalle avventate decisioni della Presidente dell’organo che praticamente, come si può evincere dalle sue stesse dichiarazioni, da quelle del consigliere Rivillito, più volte rinnovate, e da quelle del capogruppo Tumino, ha agito, in palese violazione del regolamento del Consiglio Comunale delle sedute di Commissione, in maniera del tutto autonoma e arbitraria, per sostituire un componente della commissione che, non si sa in virtù di che cosa, considerava da ritenere assente alla seduta.
E per fare questo induceva in errore anche il suo capogruppo, sulla cui assoluta buonafede e linearità di comportamento, anche successive, non abbiamo nulla da eccepire.
Dal momento che, purtroppo , il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi, il maldestro e incomprensibile comportamento della Presidente, che si potrebbe anche leggere come manipolazione dell’eventualmente necessario numero legale da assicurare alla seduta.
Al riguardo è opportuno ricordare che, sia pure a microfono spenti, ma anche il consigliere Antoci lo ricorda, le parole della presidente acclarano questa nostra ipotesi perché ha anche detto che lo avrebbe fatto per mantenere il numero legale, che era ampiamente garantito dalla presenza di tre elementi delle minoranze.
Quindi, evidente il fine di garantire, in maniera non corretta, il numero legale con la sola maggioranza.
L’ingresso nella seduta del consigliere Rivilitto ha portato allo scoperto un procedimento che non solo è grave in sé stesso, in quanto aggira il regolamento consiliare, e potrebbe rendere non valida l seduta, e su questo ci affidiamo agli organi competenti per un giudizio sereno, ma potrebbe rivelare prassi forse adottate con disinvoltura in passato, per altre sedute di commissione.
È incontestabile la norma che il componente della commissione può chiedere di essere sostituito “in caso di impedimento temporaneo” “da un altro consigliere del suo gruppo, con il consenso del capogruppo che provvede a informare il Presidente della Commissione”.
Dalle dichiarazioni di tutti i soggetti coinvolti appare evidente che non ci sono i termini per giustificare in alcun modo quanto accaduto: non c’era impedimento per il consigliere Rivillito, che non ha chiesto nessuna sostituzione, per cui manca anche il necessario consenso del capogruppo, le dichiarazioni, risultanti dal verbale, della stessa Presidente, acclarano la decisone sua, autonoma e arbitraria, di procedere alla sostituzione.
Avevamo chiesto le dimissioni del Presidente della Commissione per rispetto alla città, agli elettori e all’istituzione.
Il silenzio e la mancanza di riscontri al nostro intervento, ci inducono ad accendere i riflettori su uno spiacevole episodio che forse, qualcuno intende far passare sotto silenzio per l’evidente imbarazzo procurato.
Se la commissione quarta deve essere un affare di gruppo, per esitare velocemente e senza intoppi, in maniera sbrigativa come suole fare la presidente della quarta commissione, e per come si può rilevar anche dal citato verbale, gli atti, secondo la linea rigida della maggioranza, lasciamo questo divertimento ai soli componenti del gruppo, e, se lo desiderano, ai componenti dell’amministrazione, riservandoci di utilizzare quanto ci mette a disposizione il regolamento per esercitare i poteri di controllo e verifica propri del nostro mandato, denunciando la palese e irrispettosa violazione del regolamento per cui si chiede a Voi, almeno, in questa sede, una valutazione ufficiale.
