Un “Altro” Parco Agricolo è possibile e necessario

Legambiente Ragusa propone importanti e scientificamente motivati cambiamenti alle linee guida del Comune di Ragusa sulla progettazione dell’ex Parco Agricolo: cambiare un intervento che stravolgerebbe e urbanizzerebbe un contesto naturalistico di pregio, sostituire l’idea di “Parco agroalimentare” con quella di “Parco agro-ecologico-naturalistico”

Ragusa, 10 giugno 2025
Si è recentemente tenuto un incontro tra l’Amministrazione Comunale e le associazioni ambientaliste del territorio per un confronto su una bozza di linee guida per la progettazione della fruibilità dell’ex Parco Agricolo urbano, promosso dal Comune di Ragusa nell’ambito della Strategia Territoriale le dell’Area Urbana Funzionale di Ragusa e cofinanziato dal FESR.
Tali iniziative di partecipazione della società civile alla progettazione pubblica sono indubbiamente positive e
Legambiente auspica che siano rese più frequenti, possibilmente in orari pomeridiani per favorire la partecipazione.
Riguardo alla bozza di linee guida, così come sono state presentate, Legambiente Ragusa ha inviato una serie di proposte innovative e scientificamente motivate, evidenziando nel contempo una serie di criticità nelle proposte del Comune.
Infatti, secondo l’associazione ambientalista, le linee guida rischiano di generare un progetto che snaturerebbe completamente l’identità agricola, naturalistica ed ecologica dell’area, promuovendo un modello di trasformazione urbana che contrasta con i principi della tutela ambientale.
Le proposte alternative di Legambiente:
Legambiente Ragusa, che ha sempre legato il parere positivo alla critica, propone un nuovo modello di intervento basato su:
• tutela attiva degli habitat agricoli tradizionali;
• valorizzazione della biodiversità esistente con interventi mirati e sotto guida scientifica;
• contenimento delle strutture e delle attività impattanti;
• coinvolgimento effettivo e qualificato di biologi e naturalisti nella progettazione.
“Un parco agricolo urbano non può diventare l’ennesimo contenitore di eventi e strutture commerciali, ma dev’essere un luogo di tutela e rigenerazione ecologica”, ha affermato Angelo Rinollo, presidente di Legambiente Ragusa.
Le proposte di Legambiente si basano su di una profonda disamina del documento comunale in cui sono state evidenziate una serie di criticità:
• Assenza di un’adeguata analisi ambientale: il progetto verrebbe avviato senza una preliminare valutazione naturalistica approfondita, nonostante ad esempio il riscontro di più di 40 specie di uccelli selvatici frutto di un’indagine dei biologi ragusani Antonino Duchi e Monica Giampiccolo. Nessun coinvolgimento di esperti biologici o naturalisti risulta essere previsto.
• Snaturamento dell’identità del luogo: l’area, tuttora caratterizzata da pascoli, seminativi, incolti e vegetazione autoctona, è descritta nelle linee guida progettuali come spazio da “trasformare” con elementi urbanizzanti come mercati, aree gastronomiche, laboratori, cinema, teatro, sale convegni e orti urbani. Legambiente rigetta questa visione, chiedendo di sostituire l’idea di “Parco agroalimentare” con quella di “Parco agro-ecologico-naturalistico”.
• Rischio per la biodiversità: l’introduzione di nuove strutture e attività rischia di minare gli equilibri ecologici dell’area. Gli incolti a rotazione, ad esempio, sono già oggi fondamentali per numerose specie di impollinatori e farfalle.
• Inquinamento luminoso e disturbo ambientale: Legambiente ritiene negativa la proposta di aumento dell’illuminazione pubblica e della realizzazione di nuove strutture invasive, chiedendo un uso misurato e strettamente necessario di tali elementi.
• Scarso rispetto per l’agricoltura tradizionale: nelle linee guida progettuali non si fa menzione della conservazione dell’agricoltura tipica iblea, né della necessità di proteggere suoli e coltivazioni storiche. Legambiente chiede una revisione completa degli obiettivi, orientandoli verso il mantenimento della biodiversità e dell’equilibrio agro-paesaggistico esistente.
• Partecipazione comunitaria da integrare: pur apprezzando l’intenzione di coinvolgere la cittadinanza, Legambiente sottolinea che la sensibilità ambientale della comunità locale è ancora poco sviluppata (come dimostrato dall’assenza di opposizione a precedenti interventi di cementificazione) ed è importante quindi prevedere anche il coinvolgimento di esperti e tecnici specializzati nella progettazione di aree naturali fruibili.
L’associazione chiede quindi una sostanziale revisione delle linee guida progettuali nella loro forma attuale e l’avvio di un processo di progettazione partecipato, scientificamente fondato e coerente con i valori ambientali e paesaggistici del territorio ibleo.

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