Un altro scivolone per finire sulle cronache nazionali

Siamo già in cronaca nazionale per la questione vaccinati non aventi diritto, una questione semplicissima che si poteva subito derubricare a superficiale procedura di preparazione dei vaccini, dovuta, evidentemente alla mancanza di idoneo protocollo, amplificata da decisioni opinabili sui responsabili e dalla smania di visibilità mediatica che ha assalito protagonisti e politici.
Tutto questo rumore non c’è stato, da notare, in altre parti d’Italia, dove sono successi fatti analoghi, il teatrino è stato solo dalle nostre parti.
Ora rischiamo di finire un’altra volta sulle cronache nazionali, magari non in trasmissioni da milioni di spettatori, sminuite da chi considera questi episodi giornalismo spazzatura, ma il caso che vi sottoponiamo, quanto meno, suscita ilarità.
A Ragusa, continua la querelle fra lavoratori dei servizi cimiteriali, ditta appaltante e sindacati, nel groviglio di questioni annose, mai risolte.
Il Comune esternalizza i servizi, ci sono appalti che dovrebbero essere scritti in maniera adeguata, che non dovrebbero dare adito a contenziosi in tribunale, che dovrebbero essere affidati a più snelli arbitrati, ma, al minimo intoppo, i lavoratori bussano sempre alla porta del Comune per tutelare i loro diritti, anche per il semplice mancato versamento degli emolumenti dovuti.
Se poi, ci si mette di mezzo una ditta appaltante che, come sostenuto dai sindacati e anche dagli amministratori che hanno avviato la vertenza giudiziaria, non rispetta del tutto il capitolato d’appalto, la frittata è fatta.
A Ragusa, come non è dato sapere per altre parti, almeno del territorio isolano, queste questioni sono all’ordine del giorno, e non solo con questa amministrazione, segno che c’è qualcosa che non funziona negli uffici che predispongono i bandi, di fatto con troppe falle che permettono di non rispettare le regole senza conseguenze immediate.
Nella lunga vertenza che oppone i lavoratori dei servizi cimiteriali, molti dei quali in cassa integrazione senza apparenti valide motivazioni, come dichiarato dagli amministratori in consiglio comunale, si inserisce una lettera dei sindacati, del 5 gennaio, nella quale UGL terziario e FISASCAT CISL denunciano la mancata erogazione della 13esima mensilità per i lavoratori dei servizi idrici e cimiteriali, in affidamento sempre alla stessa cooperativa al centro delle vertenze citate, in spregio delle norme del CCNL che vengono citate, aggiungendo che continua la anomala e illegittima applicazione della cassa integrazione per alcuni dipendenti.
Alla richiesta di un autorevole intervento dei destinatari della missiva, dirigente, funzionario e assessori al ramo, il Comune lascia al funzionario il compito della risposta e ne viene fuori una sorta di boutade, a voler essere buoni.
Il funzionario risponde che la tredicesima viene erogata, come di norma che, però non specifica, con la mensilità di dicembre, quindi entro il 20 gennaio 2021.
Palese l’assurdo della gratifica natalizia, dalle norme prevista appunto prima delle feste del Natale, che viene erogata il mese successivo, cosa che, forse, non avviene per nessun lavoratore in Italia e che il solerte funzionario decreta essere nelle norme.
Ma il Dirigente e gli assessori che erano destinatari della lettera dei Sindacati sono da considerarsi consapevoli e d’accordo con lo scritto del funzionario, oppure siamo in alto mare ?
Inutile dilungarci con la risposta dei sindacalisti, perché sarebbe come sparare sulla Croce Rossa.

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