Un’Angelica e il suo doppio

di redazione
Recensione di Donne di Andrea Camilleri, apparsa su Repubblica, proposta dall’Osservatorio Interpartitico Pari Opportunità Sicilia, che con la Fondazione Teatro Carlo Terron Regione Sicilia e il Caffé Letterario “Le Fate”, organizza la presentazione del libro.

DONNE di Andrea Camilleri sarà presentato al Caffé Letterario “Le Fate”, giorno 7 novembre, alle ore 18.
Racchiude il sapore di un libro particolare nel suo genere. Presenterà il libro Romina Licciardi, nella sua peculiarità di persona che delle tematiche femminili ne ha fatto motivo di vita con il Centro Servizi Donne, di cui è Presidente.
“Il padre di Montalbano rievoca le figure di donne che gli hanno segnato la vita Come l’eroina di Ariosto. O la pasionaria della Russia di Lenin con lo stesso nome.
Due sono le Angeliche delle quali sono stato innamorato. Quella creata dalla poesia di messer Ludovico Ariosto mi iniziò ad un sentimento d’amore, esaltante e struggente. Imparai a leggere correntemente che avevo sei anni. E da allora non smisi più. La mia prima lettura era stata un romanzo di Conrad, La follia di Almayer, dopo aver chiesto e ottenuto da mio padre il permesso di mettere mano tra i libri della sua biblioteca.
Mio padre non era un intellettuale, però aveva un particolare gusto per le buone letture. Divorai alla rinfusa Conrad, Melville, Simenon, Chesterton, Maupassant e, tra gli italiani, Alfredo Panzini, Antonio Beltramelli, Massimo Bontempelli…
I nonni materni abitavano nell’appartamento accanto al nostro, ma la biblioteca di nonno Vincenzo non m’interessava, era piena di manuali Hoepli sulle coltivazioni dei cereali e sull’allevamento del bestiame, c’era qualche libro educativo per l’infanzia, mancavano del tutto i romanzi.
Il nonno aveva anche raccolto i fascicoli di una pubblicazione storico-geografico- economica che riguardava le regioni italiane. Molti li aveva fatti rilegare, ma una trentina, sfusi, giacevano nel ripiano più basso dello scaffale. Un giorno, del tutto casualmente, m’accorsi che essi coprivano, nascondendolo, un grosso volume. Lo tirai fuori. Era di mole considerevole, due volte più alto e largo di un libro normale, sulla pesante rilegatura rosso-bruna c’era scritto a caratteri dorati: Ludovico Ariosto, Orlando furioso. I fogli, lucidi, erano molto spessi. Mi colpirono, a prima vista, le meravigliose illustrazioni di Gustavo Doré.
Mi impadronii del libro, tanto nessuno si sarebbe accorto della sua sparizione, e me lo portai nella mia stanza. Da quel momento, e per qualche anno, convissi con Angelica della quale m’innamorai perdutamente per le fattezze che le aveva dato Doré. I cui disegni mi avevano già provocato l’emozione indescrivibile di vedere per la prima volta com’era fatto il corpo nudo di una donna. Era forse per questi disegni che il libro era stato seminascosto?….. ” (da Repubblica del 28 agosto 2014).

 

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