di Cesare Pluchino
La splendida giornata di sole che illuminava il verde della campagna ragusana punteggiata dai carrubi secolari, annunciava già che ci sarebbe stata una bella giornata a Donnafugata
Una perfetta organizzazione ha connotato la prima giornata inaugurale della Mostra ‘Ottocento Anteprima – Moda: estetica, vanità e mutamento’, allestita con alcuni pezzi della collezione di abiti d’epoca, già del Marchese Gabriele Arezzo di Trifiletti, acquisita, di recente, al patrimonio del Comune di Ragusa e che costituirà il contenuto di eccellenza del futuro Museo del Costume che sarà allocato nei bassi del Castello di Donnafugata, antica maestosa residenza di campagna del Barone Corrado Arezzo de Spuches.
Dobbiamo ammettere che avevamo ritenuto l’anteprima solo un piccolo riempitivo dei notevoli ritardi accumulati per rendere fruibile al pubblico la collezione di abiti d’epoca, restiamo dell’opinione che molti interrogativi sulle sconosciute criticità, che hanno impedito di rispettare i tempi annunciati per la mostra permanente, siano, anche oggi, in attesa di risposte, ma ci piace, per ora, sottolineare i molti aspetti positivi di una giornata che ha riservato grosse sorprese al pubblico e alle autorità intervenute.
Si deve dare atto, al Sindaco Federico Piccitto, al curatore della Mostra, architetto Iacono, che ha seguito e cura con passione la sorte della collezione, sin dal suo arrivo a Donnafugata, alla collaboratrice del Sindaco per gli eventi culturali a forte valenza turistica, dott.sa Ornella Tuzzolino, allo staff dell’organizzazione e al personale dipendente del Comune, dell’Assessorato alla cultura e al personale tecnico, di essere riusciti ad offrire uno spettacolo di rara bellezza.
Naturalmente, non ci si può esimere dal comprendere, nelle considerazioni sull’anima dell’iniziativa, il lavoro svolto dall’assessore Stefania Campo che aveva posto le basi, con l’attenzione e la passione dedicata per mesi, per l’odierno successo.
Quella della mattina di sabato 19 dicembre 2015 non è stata una comune inaugurazione: un evento semplice, come ci hanno abituato i giovani del Movimento 5 Stelle, ma sobrio ed elegante, particolarmente significativo per aver restituito, in grande stile, il Castello alla Città.
Nuccio Iacono, che ci piace citare senza titolo, perché limitativo della sua enorme ed ecclettica cultura, ha fatto qualcosa di doppiamente splendido.
Innanzitutto ha esaltato e valorizzato l’impegno di Stefania Campo che ha creduto in lui dal primo momento e si è affidata per la cura della collezione intuendone le competenze, le capacità e, soprattutto, le enormi potenzialità della sua inventiva.
Fino a ieri non arrivavamo a pensare quello che abbiamo visto: il Castello di Donnafugata fuori dal coma nel quale, colpevolmente, è stato lasciato dalle precedenti e da questa amministrazione, tanto da arrivare a volersene disfare affidandone la gestione al privato.
Un Castello di Donnafugata rinato, splendido nella sua rurale elegante bellezza, che, come per incanto, è tornato a nuova vita.
Sembrava, stamani, per chi ha avuto la fortuna e il piacere di sbirciare in anteprima all’interno delle stanze, che le persone di casa, i residenti della dimora, avessero, poco prima, lasciato le stanze da letto, quelle per la colazione, e, momentaneamente, si trovassero fuori casa.
Un Castello vivo, caldo, accogliente, reso oltremodo gradevole da una sapiente regia che ha saputo eliminare, con eleganti accorgimenti, la fredda atmosfera di un normale sito museale.
Le autorità, gli ospiti, il qualificato pubblico, intervenuto già nelle prime ore di apertura, ha contribuito a rendere più familiare l’atmosfera, soffermandosi con interesse lungo il percorso espositivo e confermando che non si aveva fretta di archiviare l’impegno ma di godere, piuttosto, della piacevole occasione di intrattenimento.
Tutto questo premesso, che si avvertiva chiaramente nell’atmosfera, ha costituito grande motivo di soddisfazione e di orgoglio per Federico Piccitto, per Nuccio Iacono e per Ornella Tuzzolino che si sono resi conto di aver vinto la partita, ancor prima di iniziarla.
Gioco facile per Nuccio Iacono che ha potuto presentare, alle autorità e agli intervenuti, il percorso espositivo non come semplice anteprima di qualcosa che arriverà in seguito ma come essenza di una realtà esistente che costituisce, se apprezzata, da sola, la migliore strategia di marketing turistico per il territorio e per la valorizzazione del nostro patrimonio culturale.
I contenuti della mostra, dei quali ci occupiamo in altra parte del giornale, sono stati sì l’anteprima, ma non della Collezione Arezzo di Trifiletti, che attendiamo, comunque, di apprezzare nella sua interezza, quanto delle potenzialità di un progetto che gli amministratori devono solo valorizzare a beneficio del territorio e della collettività.
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