Non sono intenzionati a cedere facilmente i genitori dei bambini che usufruiscono della mensa scolastica: vogliono avere voce in capitolo nella spinosa questione e vogliono vederci chiaro, perché sono stati traditi nella fiducia che alcuni di loro, invero pochi, nutrivano nei confronti dell’amministrazione.
Le dichiarazioni ad una giornalista del titolare dell’azienda che si occupa della preparazione e della distribuzione dei pasti nelle scuole li ha messi in allarme: lo stesso titolare ha ammesso che deve mettere a punto il servizio dei pasti speciali, tradotto significa che, per i primi venti giorni di servizio, i pasti speciali sono stati a rischio, come paventavano diverse mamme che lamentavano parecchie discrasie, senza essere ascoltate.
Ma la cosa che più ha infastidito i genitori, a seguito di queste dichiarazioni, è la constatazione che, evidentemente, nessuno di quelli che dovevano controllare ha controllato nulla al riguardo.
Da questo senso di abbandono e di indifferenza per le istanze dei genitori, nasce l’intenzione di dare vita ad un comitato contro il malfunzionamento del servizio di mensa scolastica, un organismo che dovrà raccogliere i genitori che non sono soddisfatti della qualità del servizio stesso, per recepire le segnalazioni, tante, e attivare quei percorsi per denunciare, puntualmente ogni criticità, genitori che intendono rivolgersi alle autorità, anche sovracomunali, per essere ascoltati, dalla Prefettura al tribunale, perché nessuno è intenzionato a mettere a rischio la salute dei propri figli, anche di fronte a tutti i cavilli della legge che impediscono di venire a capo della scandalosa situazione.
Il responsabile della ditta ha ammesso che c’è stato un errore nella preparazione dei pasti, avrebbe detto che l’azienda si è trovata impreparata a passare da 0 pasti a 1.500 pasti in un giorno, ha ammesso che i pasti speciali devono essere ancora organizzati in maniera adeguata alla sicurezza degli utenti speciali, i genitori si chiedono cosa si debba aspettare per sospendere il servizio e verificare ogni aspetto di un appalto partito malissimo.
I promotori del comitato sono consapevoli delle difficoltà alle quali vanno incontro: ancora un 60% dei potenziali utenti usufruisce del servizio, ci sarebbero pressioni per normalizzare la vicenda, da parte di insegnati e di dirigenti scolastici che preferirebbero evitare questo clamore attorno agli istituti, qualcuno spera di superare l’impasse andando avanti a panini, ma non è il meglio per una corretta alimentazione.
Viene rifiutato, altresì, il rilievo che ci sia di mezzo la politica a sobillare gli animi, molti dei promotori non hanno nulla a che fare con la politica, anzi, molti, lamentano il silenzio di molte forze politiche che non va al di là di formali prese di distanza, comunque inserite nel contesto della solita critica all’amministrazione 5 Stelle.
Il Comitato vuole attivare un tavolo permanente di consultazione, al fine di poter controllare anche le fasi successive all’attuale, non dimenticando che questo è un appalto provvisorio, dopo il quale seguirà l’affidamento biennale che potrebbe, anche, essere aggiudicato alla stessa ditta, per cui si esigono verifiche e controlli finalmente efficaci, al fine di non ripetere quanto sta accadendo.
Occorre esercitare un controllo più efficace sulle varie fasi del servizio, al fine di poterne verificare sicurezza, qualità e perfetta adesione alle prescrizioni del capitolato, questo anche in futuro e nel caso di revoca dell’attuale affidamento, perché sarebbe ampiamente dimostrato che gli uffici e l’assessore non hanno saputo gestire la questione con le dovute competenze e attenzioni.
