Denuncia a vuoto del gruppo politico culturale ‘Ragusa in Movimento che, tramite un suo componente, l’avv. Michele Savarese, lamentava il caos, determinato a Ragusa Ibla, nella serata dell’Immacolata, per le rimozioni delle auto all’interno del parcheggio comunale retrostante alla villa.
L’esponente di ‘Ragusa in Movimento’ ha sostenuto che non c’erano segnali di divieto di parcheggio e che gli automobilisti avevano, addirittura, pagato la sosta tramite ticket prelevato dalla apposita colonnina.
Comprensibili i disagi degli automobilisti quando hanno compreso che le loro auto erano state oggetto di rimozione, considerato anche che il luogo di deposito si trova fuori dal centro abitato, alla zona industriale, e che, a Ragusa il trasporto pubblico, per la totale inefficienza dell’assessore competente, è solo utopia.
Una denuncia tutta da rivedere, senza fondamento dal momento che l’apposita segnaletica di divieto di sosta nel parcheggio, per motivi di sicurezza vista l’adiacenza con la zona dove venivano ‘sparati’ i fuochi d’artificio, era stata regolarmente esposta, e dal giorno precedente.
Casomai, c’è da eccepire perché le colonnine erogavano il ticket che, però, poteva servire per altri stalli di sosta consentiti, oppure perché l’ingresso del parcheggio non è stato transennato.
Ma l’accaduto impone delle riflessioni che dovrebbero essere oggetto di denunce più concrete da parte di chi si fregia del titolo di opposizione politica, riflessioni che dovrebbero essere portate all’attenzione sempre.
Evidente, e sotto gli occhi di tutti, che Ragusa è una città con un trasporto pubblico da terzo mondo, un settore fra quelli più fallimentari dell’amministrazione Cassì. Anche il settore dei taxi, come emerso nel corso della riunione dell’Osservatorio per la Tassa di Soggiorno vive in un mondo fantastico, con un piano tariffario non aggiornato, dall’assessorato, da dieci anni, con vetture che devono essere chiamate per telefono per avere un servizio che, se si parla di lunghe tratte, viene erogato, viene invece rifiutato per spostamenti cittadini.
In questo stato di cose, il sito dove vengono portate le vetture rimosse non può stare fuori dal centro abitato, addirittura alla zona industriale, non raggiungibile a piedi.
Serve una zona quanto più vicina al centro, dove allocare le vetture per le prime ore, prima di un definitivo spostamento al deposito.
In ogni caso, manca una comunicazione adeguata, che il Comune dovrebbe fare a pagamento per avere la garanzia di adeguata diffusione, che avvisi delle variazioni alla viabilità, servono cartelli ben visibili e, soprattutto, serve personale.
Quando si adottano determinati servizi, occorre avere il personale adeguato: sarebbe bastato un vigile davanti all’ingresso del parcheggio, per evitare una serie di disagi ai cittadini, senza dire che l’occasione poteva essere adatta per abituare all’interdizione del traffico nel quartiere barocco in occasione anche di piccoli eventi.
Anche per il servizio di rimozione non ci sono indicazioni sufficienti per capire come rientrare in possesso dell’autovettura, deposito isolato, senza adeguate segnaletiche e insegne, senza numeri di telefono facilmente reperibili, cose tutte che trasformano il recupero dell’autovettura in avventura da Indiana Jones.
Questo ci offre la città che possiede un bene Patrimonio Mondiale dell’Umanità, questo sopportano, da anni, e non da ora, le erudite opposizioni politiche.
