Nonostante uno degli organizzatori abbia diramato un entusiastico comunicato di resosconto e uno dei candidati si è detto convinto che i suoi interventi potrebbero ridare centralità alla città, nel panorama della cultura, non ci è servito riascoltare la registrazione dell’incontro per trovare spazi probanti di concreta discussione sul tema della serata.
Chiaramente non si può addebitare nulla ai candidati che non hanno fatto altro che rispondere a delle domande fuori tema, segnatamente quelle sulla vivibilità del centro storico per gli studenti universitari e sul futuro dell’università, e quella sulla tassa di soggiorno, argomenti che con la cultura e i beni culturali, oggetto del confronto fra i candidati sindaco, hanno poco a che fare.
Eppure, si sarebbe trattato di un argomento di grande importanza per le politiche future della città, nella piena convinzione che la cultura, in tutte le sue sfaccettature, e la tutela e la valorizzazione dei beni culturali, possono essere il motore dello sviluppo della città e del territorio, in grado anche di trainare, in maniera determinante il turismo, finora affidato a gestioni intrise di provincialismo e becero clientelismo.
Un incontro deludente, perché si è parlato poco di progetti culturali, non si è offerta l’opportunità di spiegare come si pensi di sfruttare gli infiniti canali della cultura, come si voglia valorizzare l’enorme patrimonio artistico architettonico e il riconoscimento UNESCO, finora sottosfruttato.
Per qualche candidato è stata, poi, l’occasione per replicare le esibizioni del consiglio comunale, con rilievi sulle passate amministrazioni, sulla gestione dei fondi della tassa di soggiorno e con altri argomenti strumentali, evidentemente la sola merce nel bagaglio politico-culturale di qualche aspirante.
Assente Tringali per impegni politici romani con i vertici del Movimento 5 Stelle e Calabrese per impegni di più generico contenuto, sono stati Tumino, Massari, Ialacqua, Cassì e Migliore a rispondere alle domande.
Il pubblico era costituito, quasi esclusivamente, da amici e simpatizzanti di diversi candidati, fra i presenti qualche candidato al consiglio comunale.
Risposte vaghe quelle dei candidati e senza soluzioni concrete, a breve termine: per la vivibilità da garantire agli studenti, Tumino ha parlato di necessità degli strumenti urbanistici per offrire agli studenti standard abitativi moderni, Cassì è stato il più concreto con proposte, all’insegna della concertazione e del confronto, per convenzioni e facilitazioni che possano favorire la qualità di vita dello studente.
Ialacqua si è appellato all’ultima parte del manifesto della bellezza, per perseguire politiche di tutela e valorizzazione della bellezza al di sopra di logiche individualistiche, corporativistiche, clientelari, di partito e di spartizione del potere politico, nell’ottica di una netta inversione di tendenza nel fare politica.
Massari ha ribadito la necessità di avere un progetto di città e di valorizzare la presenza universitaria per accrescere il ruolo della città come porta al centro del Mediterraneo, ruolo che può determinare la Ragusa del futuro, ricorrendo anche ai fondi europei, per fornire Ragusa di quel contesto culturale utile per gli ospiti studenti.
Sonia Migliore ha puntato sull’esigenza di investire in cultura, e di valorizzare, sempre più, il patrimonio culturale, ricordando che Università e Legge su Ibla hanno determinato, in passato, il salto di qualità per i nostri centri storici.
Tutti concordi nel considerare la presenza universitaria a Ragusa ineliminabile, a qualsiasi costo.
Gli organizzatori del Manifesto della Bellezza hanno posto la terza domanda, che atteneva alla cultura e ai beni culturali come fonte di sviluppo economico e chiedeva ai candidati di mostrare il livello di condivisone dell’assunto.
Peppe Cassì si è detto d’accordo, confermando che per ogni euro investito in cultura se ne ricavano 5. Le priorità sono quelle di rendere i luoghi appetibili, di valorizzarli al massimo, di incentivare le attività culturali e ha citato il Castello di Donnafugata come cattivo esempio di attenta gestione del bene turistico-cultutrale.
Massari si è detto convinto che la cultura è motivo di sviluppo, asserendo che il settore rappresenta porzioni importanti del PIL, servono servizi di formazione e informazione che producono effetti benefici anche sul turismo, sottoprodotto della cultura.
Ialacqua sente l’esigenza di un progetto culturale i cui effetti sono, però, a lunghissimo termine.
Sonia Migliore vuole puntare sul teatro e su un circuito di siti culturali, essenziali per un buon progetto di cultura.
Cultura come motore di sviluppo, tesi condivisa da Tumino che si è appellato alla conoscenza della macchina ammnistrativa per ottimizzare le misure necessarie alla impostazione di politiche adatte.
Quarta domanda decisamente fuori tema, sull’utilizzo della tassa di soggiorno che è regolato da appositi regolamenti e dovrebbe servire per ottimizzare i servizi ai turisti, non certo per fare cultura, salvo abbracciare l’idea di spendere i proventi per organizzare manifestazioni che, però, di solito, sono riservate alla gente del posto.
Impensabile nel contesto che un candidato possa eccepire sulla domanda che poco a che a fare con la cultura, così tutti si sono buttati a disquisire sulla tassa di soggiorno, solo Massari ha fatto notare quali sono le destinazioni delle risorse, Ialacqua ha contestato l’utilizzo che si è fatto, finora, dei fondi a disposizione, anche la Migliore ha promesso una rivoluzione sul piano di utilizzo della tassa, Tumino si è lamentato di piani di utilizzo decisi a colpi di maggioranza, dimenticando che, proprio in tema di tassa di soggiorno i grillini hanno stabilito la ripartizione delle somme a seguito di sue particolari indicazioni, elargite sotto dettatura.
Teatrale il suo passaggio elle somme elargite ‘agli amici degli amici’.
Cassì si è fermamente mostrato a favore di scelte che devono essere improntate alla più assoluta managerialità, senza clientelismi e senza favoritismi.
Infine l’intervento finale dei partecipanti al confronto, che si è tradotto in un appello elettorale di basso profilo, spiccatamente propagandistico, con riferimenti all’operato ultimo dei 5 stelle ma non a quello delle precedenti amministrazioni che tanto danno hanno fatto nei confronti della cultura e dei beni culturali, ad iniziare dal disallineamento dei fondi residui della Legge su Ibla che, vincolati per i beni culturali del centro storico, sono stati utilizzati per tutt’altre destinazioni.
I partecipanti al confronto si sono adeguati alle domande, non hanno nessuna colpa di un confronto inutile che, soprattutto, non ha offerto spunti per meglio delineare le politiche dei singoli candidati.
Non si è parlato di progetti culturali, non si è parlato delle somme che si vorrebbero destinare al settore, non una parola sulla tutela e sulla valorizzazione dei beni culturali, non una parola sulla necessità di sfruttare adeguatamente il riconoscimento UNESCO, nessun cenno alla cultura e ai beni culturali come leva per aumentare le presenze turistiche e per limitare il turismo mordi e fuggi, da tutti ritenuto solo improduttivo, a favore di una rete di iniziative che privilegi le permeanze, anche solo per il fine settimana.
Nessun cenno alle potenzialità dell’aeroporto, per il quale la città è l’unica della provincia a tirare fuori soldini.
In definitiva, poca cultura e molta propaganda.
