Un teatrino anche la vicenda della Camera di Commercio

Paradossale, oltre che stucchevole, la vicenda dell’accorpamento delle Camere di Commercio del sud-est della Sicilia, Catania, Ragusa e Siracusa che si devono fondere per direttive nazionali, nel contesto di quelle politiche di spending review che hanno scippato a Ragusa il Consorzio per l’Area di Sviluppo Industriale, la Provincia Regionale e altri uffici periferici, facendo piombare nel caos interi settori per la mancanza di adeguate politiche sostitutive.
Accentrare e dirigere tutto a Palermo dovrebbe consentire un notevole risparmio di spesa ma, soprattutto, accentra il potere di gestione e di nomine nelle mani del governo regionale.
I risultati delle politiche del governo Crocetta, in generale, ma più nello specifico per questi settori citati, sono sotto gli occhi di tutti, sullo sfondo di uno scenario di u a classe politica locale incapace di reagire al malgoverno da tutti giudicato deleterio per lo sviluppo e la crescita dei territori.
Quello delle Camere di Commercio è diventato un vero e proprio teatrino, dominato dagli interessi per il controllo del sistema aeroportuale, a detta di molti il vero motivo dei contrasti che hanno bloccato l’accorpamento.
E’ stato sempre evidente che le Camere di Commercio sono state, prevalentemente, un ente non indispensabile, non essenziale, non determinante sullo scenario politico economico: un carrozzone dove trovare collocazioni per politici di seconda linea e poltrone per piccole fette di torta del potere politico locale, terreno di gioco e di scontro fra le associazioni di categoria, in perenne rapporto di amore-odio, industriali, artigiani, agricoltori e commercianti.
Lo scontro attuale scaturisce dalla lotta fra industriali e commercianti, tra Confindustria e associazione dei Commercianti per il controllo sul sistema aeroportuale Catania-Comiso.
In sintesi si doveva procedere all’accorpamento Catania-Siracusa-Ragusa, era prevista la nomina a Presidente del nuovo carrozzone di un esponente della categoria dei commercianti, Siracusa, fortino degli industriali, si ribella e ottiene il blocco delle procedure, riuscendo a spingere Crocetta a chiedere al Ministero competente che Siracusa resti indipendente, mentre, non si sa in base a quale criterio, Ragusa sarebbe sempre accorpata con Catania.
Il fatto che nel cda della SAC 5 nomine su 8 sono di competenza del nuovo ente camerale unificato, solleva appetiti inimmaginabili. e, secondo alcuni, bloccare tuto significa la proroga delle cariche attuali, cosicché chi dovrebbe decadere resta in sella fino a che può.
Uno scenario che resta allucinante, nessuno disquisisce sulla valenza o meno della scelta di accorpare ma c’è solo una lotta di potere e di poltrone.

A Ragusa sono in molti a cogliere al volo l’occasione per ribadire la contrarietà all’accorpamento, posizione che diventa più giustificata dinanzi alla possibilità che resti solo Ragusa a essere accorpata con Catania, con prevedibile perdita di peso politico e di immagine, fagocitata dall’ente camerale etneo.

In tal senso si è espresso il senatore Giovanni Mauro, commissario di Forza Italia per la provincia di Ragusa, che ha diramato il seguente comunicato:

“Il rinvio al 28 febbraio dell’insediamento del Consiglio camerale della grande CamCom di Ragusa-Siracusa-Catania è un’occasione che il territorio ibleo deve cogliere per contrastare il tentativo dell’allora Governo Renzi di colpire con la scure dei “tagli” enti che non gravano sulle casse dello Stato e che sono di fondamentale supporto alle imprese, soprattutto medie e piccole”.
“La riforma delle CamCom – continua Mauro – punta incomprensibilmente a una riduzione di compiti, sedi e attività. Non si comprende, in questa ottica, come sia possibile conciliare l’unione tra Catania, Ragusa e Siracusa, aumentando quindi il bacino d’intervento dell’Ente, con una riduzione dei costi nei confronti dei quali, comunque, lo Stato dovrebbe essere poco interessato.
Non si comprendono, poi, le ragioni che spingono il presidente della Regione a chiedere al Ministero per lo Sviluppo economico un parere sull’eventuale autonomia di Siracusa. Come se da Siracusa fossero arrivate le uniche voci critiche all’intera manovra”.
“Anche questa riforma – prosegue il senatore di Forza Italia – sembra frettolosa e incompleta, in classico stile PD, e non guarda minimamente al vero nocciolo della questione: il metodo con il quale vengono indicati i membri dei Consigli camerali e, in ultima analisi, l’elezione del presidente.
Quello che si fa non è altro che ridurre il numero di servizi al tessuto economico siciliano, soprattutto in questa parte dell’Isola dove c’è il maggior numero di imprese in proporzione rispetto all’economia che viene messa in moto”.
“Ci spieghi Crocetta – conclude – come mai ha deciso di ascoltare il territorio siracusano e non quello ragusano che pure è stato
molto critico su tutto l’iter di riforma.
In ultima analisi, se Siracusa dovesse ottenere l’autonomia, potrebbe spiegarci il Governatore perché mai non dovrebbe essere autonoma anche la CamCom di Ragusa?”.

Anche l’on.le Orazio Ragusa che auspica un ripensamento sull’accorpamento con Catania e Siracusa, certo che le imprese del territorio ragusano rischierebbero di essere penalizzate. “In effetti – sottolinea l’on. Ragusa – sono molteplici i motivi che rendono questo accorpamento assai problematico. La penalizzazione del sistema produttivo ragusano è sotto gli occhi di tutti. È indispensabile trovare differenti soluzioni che non possono essere certo quella prefigurata di tale spropositato accorpamento”.

Sulla vicenda interviene anche il segretario territoriale della CNA, che propone un’assemblea pubblica per discutere della questione:
“La vicenda relativa alla costituzione della nuova Camera di Commercio di Catania, Ragusa e Siracusa vive ogni giorno nuovi sviluppi che risultano incomprensibili alla maggior parte dell’opinione pubblica e delle imprese del nostro territorio. Senza voler entrare per ora nel merito, tutto ciò avviene perché da una parte il dibattito istituzionale è rimasto confinato all’interno del Consiglio camerale e dall’altra perché gli interventi esterni si sono fermati ai comunicati stampa e alle interviste televisive.
Per ovviare a questo, la Cna territoriale di Ragusa intende lanciare ufficialmente la proposta di tenere al più presto sulla questione un’assemblea pubblica aperta a tutti gli interessati: associazioni di categoria e imprenditori, sindacati e lavoratori, prima di tutto quelli camerali, parlamentari nazionali e regionali, sindaci, esponenti dell’associazionismo di base e quanti hanno a cuore gli interessi del nostro territorio, in modo da confrontare le varie posizioni e da assumere orientamenti quanto più condivisi possibile da portare nelle sedi istituzionali appropriate. La Cna si dichiara eventualmente disponibile ad ospitare il dibattito nella propria sede territoriale di Ragusa (via Psaumida n.38 – secondo piano) e a tal fine propone la data di sabato 18 febbraio alle 9,30”.

Anche Giovanni Corallo, Presidente del ‘parco commerciale Isole Iblee’, anche a nome di  altre realtà portatrici di interessi collettivi quali il Ccn Antica Ibla, l’associazione “Confronto” ed il forum dei Centri commerciali naturali, plaude al rinvio dell’insediamento del nuovo consiglio camerale accorpato, esprimendo la contrarietà del mondo delle imprese verso una scelta assolutamente non condivisa.
“Sin da quando si è delineata questa mostruosa idea di accorpare la Camera di Commercio di Ragusa con Catania, gli artefici di tale percorso si sono sforzati di farci credere che questo accorpamento potrebbe risultare il volano per il nostro territorio e produrrebbe chissà quali benefici.
Noi lo definiamo l’ennesimo scempio che si sta consumando sotto i nostri occhi ai danni delle imprese e del territorio che hanno fatto della nostra Camera di Commercio, quella di Ragusa, tra le più ricche e performanti d’Italia.
Questo accorpamento determinerebbe soltanto una cosa: “regaleremmo” agli altri un patrimonio netto ed una liquidità di oltre 20 milioni di euro raggiunto da lustri di gestione parsimoniosa ed oculata.
In più, come se ciò non bastasse, perderemmo ogni potere decisionale e deliberativo, essendo nettamente in minoranza nel nuovo consiglio camerale, a svantaggio del sistema economico Ragusano che si è sempre distinto in tutta l’isola.
Nelle prossime ore, nel contesto di una riunione congiunta tra i rappresentanti delle associazioni che hanno condiviso questo percorso, si valuterà se portare avanti la petizione tra le imprese che non vogliono scelte calate dall’alto e dannose per l’economia ragusana. Stiamo seguendo con molta attenzione l’evolversi della vicenda. E riteniamo che la realtà ragusana in sintonia con Siracusa abbia i numeri e le capacità per potere essere artefice del proprio destino senza un accorpamento di cui non si capisce la motivazione”.

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